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Andropausa: cos’è, sintomi e come affrontarla in serenità

Cos’è l’andropausa? E’ davvero l’equivalente maschile della menopausa? In realtà potremmo dire sì e no. Perché, negli uomini, le capacità riproduttive non cessano mai del tutto. E il cambiamento del profilo ormonale è molto meno drastico. E non totalmente sovrapponibile a ciò che avviene nell’organismo femminile. Per fugare tutti i dubbi e fare un po’ di chiarezza, che serve anche ad affrontare l’età matura con più serenità e maggiore entusiasmo, cercheremo di spiegare nel dettaglio, e semplicemente, cosa significa entrare in andropausa e cosa bisogna aspettarsi.

Un condizione di assoluta normalità

andropausa

Il passare del tempo non risparmia nessuno. Né uomini né donne. Tutti invecchiano e, per quanto la mente possa restare fanciullesca e giovanile fino e oltre i cent’anni, il fisico, invece, prima o poi mostra i segni del fisiologico processo di invecchiamento. Andropausa è un termine relativamente recente. Si utilizza, in medicina, per indicare tutta quella serie di cambiamenti tipicamente maschili che avvengono quando si entra nell’età matura. Che potremmo chiamare, benevolmente, terza età. Non è una malattia e non comporta particolari problemi a livello di salute e qualità della vita. Semplicemente, si tratta di modiche fisiche e ormonali, da ritenersi normali conseguenze del tempo che scorre.

Cosa si intende per andropausa

L’andropausa è il termine che si usa per indicare tutta quella serie di modifiche fisiologiche tipiche dell’uomo maturo e/o anziano, a livello principalmente ormonale.

Questo può includere:

  • un calo di produzione di testosterone;
  • che, di conseguenza, può influire sulla diminuzione della massa magra e sulla muscolatura, così come sulla forza fisica;
  • calo della potenza e capacità erettile;
  • problematiche tipicamente maschili legate all’età come, ad esempio, modificazioni a carico della prostata;
  • minore fertilità.

Ovviamente, a fare la differenza, è sempre la genetica. Non tutti gli uomini risentono allo stesso modo di questi sintomi. Né li presentano con le stesse tempistiche e modalità. Non è detto, infatti, che arrivati a una certa età si debba per forza rilevare una netta incapacità muscolare. O un calo del desiderio e della funzionalità erettile. O un’importante riduzione della capacità di concepimento. Tant’è che gli uomini, tecnicamente, non diventano mai sterili e sono in grado di concepire anche in età molto avanzata. A differenza delle donne. Che, attorno ai cinquant’anni, chi prima chi dopo, perdono definitivamente la possibilità di concepire e portare avanti una gravidanza.

Andropausa precoce o patologica

Un discorso a parte lo merita una condizione, seppur relativamente rara, legata a una patologia ormonale. Si parla di ipogonadismo. Ossia l’incapacità, totale o parziale, del testicolo di sintetizzare il testosterone. Durante l’andropausa fisiologica, ossia quella causata dall’età, questo avviene, progressivamente, nel corso di decenni. In alcuni casi, invece, l’ipogonadismo può insorgere già in età puberale/adolescenziale o in età giovane. 

Per motivi:

  • genetici/presenti fin dalla nascita;
  • patologie endocrine;
  • disfunzioni ormonali;
  • problematiche ipofisarie;
  • alterazioni tiroidee.

Nel caso in cui si riscontri un’effettiva produzione insufficiente di testosterone in un ragazzo o un giovane adulto è importante eseguire delle analisi di approfondimento diagnostico. Per capire quale sia la patologia che provoca questo squilibrio ormonale ed, eventualmente, intervenire. Per restituire al ragazzo, o al giovane uomo, il benessere e il ripristino di un’appagante e soddisfacente vita anche dal punto di vista strettamente legato alla virilità e alla sessualità.

Andropausa: a che età inizia?

Come si diceva prima, non esiste, per l’uomo, un’età di sbarramento universale che distingue la gioventù ormonale dall’andropausa. Diciamo che l’inizio fisiologico del calo di produzione di testosterone può iniziare già a partire dai quarant’anni. E’, però, molto soggettivo. La sintomatologia tipica della diminuzione di testosterone, generalmente, inizia ad essere percepita dall’uomo attorno ai cinquant’anni. L’età in cui, simpaticamente, si suol dire che arriva la fatidica crisi di mezz’età.

Sintomi dell’andropausa

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Bisogna distinguere tra quelli che sono gli indicatori oggettivi dell’andropausa e le sensazioni generali percepite dall’uomo che la sta vivendo e affrontando.

A livello medico, i sintomi generali ascrivibili alla cosiddetta andropausa sono:

  • riscontrata diminuzione di produzione di testosterone;
  • minor efficienza da parte dei testicoli nella sintesi del testosterone stesso;
  • primi episodi di disfunzione erettile in un soggetto che non aveva mai avuto problemi del genere in passato;
  • calo del desiderio;
  • deterioramento dell’efficienza della fertilità, apprezzabile eventualmente sulla base di uno spermiogramma che indichi ridotto numero di spermatozoi e ridotta vitalità degli stessi;
  • diminuzione della densità ossea.

Le sensazioni che molti uomini provano, invece, possono comprendere:

  • una sorta di malessere interiore, spesso paragonata alla depressione;
  • minore forza fisica;
  • funzioni cognitive rallentate, ad esempio ci si accorge di essere meno lucidi mentalmente, di avere la memoria meno efficiente, di essere meno brillanti rispetto a una volta nel dialogo e nelle reazioni;
  • eiaculazione più scarsa;
  • aumento di peso, soprattutto a livello di grasso viscerale, pur non avendo cambiato le proprie abitudini alimentari.

Come affrontare l’andropausa

L’andropausa è, lo ripetiamo, una fase della vita inevitabile. Tuttavia, proprio come si dice alle donne che entrano in menopausa, è assolutamente possibile affrontarla al meglio. Preservando al massimo la propria salute tanto fisica quanto psicologica. Il primo passo è, naturalmente, accettare con serenità il tempo che passa e i segni che lascia sul proprio corpo e sulle proprie funzionalità. Bisognerebbe sempre pensare che tutto ciò che si perde sul fronte della gioventù lo si acquista su quello dell’esperienza. E il bilancio, messa così, risulta comunque in pari, se non addirittura positivo. 

Inoltre

E’ possibile attuare delle strategie per mitigare i sintomi dell’andropausa e sentirsi meglio. Di fatto si tratta di adeguare il proprio di stile di vita alla nuova condizione.

Come?

  • Mantenendo un buono stato di salute generale, quindi non centellinare i check-up preventivi né ignorare i sintomi pur di non rivolgersi al medico, per pigrizia o timore.
  • Cercando di mantenere un giusto peso-forma, facendo scelte virtuose a tavola.
  • Dedicando il giusto tempo settimanale all’attività fisica.
  • Concedendosi le giuste ore di sonno ogni notte, così da rispettare l’equilibrio del ritmo circadiano, importantissimo per l’efficienza della regolazione ormonale.
  • Evitando tutte quelle abitudini poco salutari che possono influire sul benessere generale come l’abuso di sostanze nocive quali alcol, grassi saturi, integratori se non necessari, farmaci se non prescritti dal medico e quindi non necessari, fumo.

L’appoggio dell’andrologo

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Nonostante tutto è abbastanza comprensibile che affrontare i cambiamenti legati a un riassetto ormonale possa creare dubbi, perplessità, ansie e angosce. Il modo migliore per superare questa fase e riacquistare fiducia e proattività è quello di parlarne con uno specialista. Che sarà in grado di rassicurare, di confermare che tutto va per il meglio e di dare consigli specifici per la propria situazione personale.