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10 Agosto 2022Quando si parla di Iperplasia Prostatica Benign, si fa riferimento all’ingrossamento non maligno di una porzione della ghiandola prostatica, la struttura deputata alla produzione di un liquido essenziale per la funzione riproduttiva maschile.
Anche nota come adenoma prostatico (BEP) l’aumento del volume della ghiandola prostatica, è spesso dovuto all’invecchiamento: si tratta di una crescita benigna che avviene nella zona di transizione della prostata e comprime l’uretra prostatica. Ciò ostacola la fuoriuscita dell’urina.
Farmaci per Ipertrofia Prostatica: alfa litici
I farmaci di prima linea per l’ipertrofia prostatica (IPB) sono rappresentati dagli alfa-bloccanti o alfa-litici tra cui:
- Il terazosin e il doxazosin: che richiedono la titolazione della dose,
- Il tamsulosin e l’alfuzosin possono essere somministrati a dose piena fin dall’inizio del trattamento.
Inoltre il tamsulosin ha un’incidenza ridotta di effetti collaterali di natura ipotensiva, compensata però da una maggior incidenza di disturbi dell’eiaculazione rispetto agli altri tre principi attivi.
Questi farmaci bloccano i recettori alfa1 adrenergici presenti nel tessuto urogenitale, comprendente la prostata e soprattutto collo vescicale, e inducono miorilassamento.
Hanno una rapida azione farmacologica che risulta evidente già dopo la prima dose, ma si mantiene solo fino a quando il farmaco viene somministrato.
Una volta cessata la terapia infatti, si annulla l’effetto terapeutico.
nuovi farmaci per l’ipertrofia prostatica benigna
I disturbi riscontrati con maggior frequenza dai pazienti che soffrono di Ipertrofia prostatica benigna sono:
- la necessità di svegliarsi per urinare durante la notte
- il bisogno di urinare molto frequentemente nel corso della giornata
- l’urgenza di andare ad urinare già da quando si avverte il primo stimolo.
- la debolezza del getto urinario che si accompagna alla sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica al termine della minzione.
Nel momento in cui un paziente nota questi disturbi, la prima cosa che dovrebbe fare è rivolgersi al proprio Urologo e sottoporsi ad una flussometria anche detta Uroflussometria
Oltre agli alfa litici, importanti farmaci per l’ipertrofia prostatica benigna sono gli inibitori delle 5-alfa reduttasi ed i fitoterapici.
Di recente è stato poi introdotto e approvato un nuovo farmaco, il tadalafil, che fa parte degli inibitori delle fosfodiesterasi di tipo 5.
Inibitori della 5-alfa-reduttasi
Indichiamo con 5-alfa reduttasi l’enzima deputato alla conversione del testosterone in diidrotestosterone.
Quest’ultimo, a cui attività è circa quattro o cinque volte superiore rispetto a quella del testosterone,rappresenta l’ormone androgeno più potente dell’organismo.
Due sono i farmaci utilizzati per inibire l’attività di questi enzimi, impiegati nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna:
- Finasteride, Proscar o Propecia: è un inibitore selettivo dell’isoforma di tipo II. Quest’ultima è espressa principalmente nella prostata e a livello dei follicoli piliferi.
- Dutasteride o Avodart: inibisce entrambe le isoforme ovvero l’isoforma di tipo II e l’isoforma di tipo I.
Inibitori della fosfodiesterasi 5 (PDE5i)
Gli inibitori della fosfodiesterasi 5 sono farmaci utilizzati per il trattamento di pazienti con disfunzione erettile: sono inibitori potenti e selettivi della fosfodiesterasi cGMP-specifica di tipo 5 (PDE-5).
I più diffusi sono:
- Il tadalafil: è un inibitore dell’enzima fosfodiesterasi che agisce aumentando il flusso del sangue al pene in seguito a stimolazione sessuale, favorendo così l’erezione.
- Il sildenafil: è un principio attivo appartenente al gruppo degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5. Molto conosciuto per il suo impiego contro la disfunzione erettile, nel linguaggio comune, viene chiamato “Viagra”.
- Il vardenafil: è il terzo inibitore selettivo reversibile della fosfodiesterasi di tipo 5.
Questi farmaci potenziano notevolmente l’effetto dell’ossido di azoto endogeno, rilasciato in seguito alla stimolazione sessuale, per mezzo dell’inibizione enzimatica.
Nel momento in cui l’ossido di azoto si libera, l’inibizione del PDE-5 da parte dei farmaci provoca un accumulo dei livelli di cGMP : ciò causa un rilassamento della muscolatura liscia e un afflusso di sangue, con conseguente erezione.
farmaci per ipertrofia prostatica benigna: alternative fitoterapici e prevenzione
La fitoterapia ricorre a piante officinali e sostanze naturali che svolgono un’azione antinfiammatoria e antibatterica e riequilibrante del sistema ormonale maschile: ciò contribuisce a curare i disturbi della prostata, compresa l’ipertrofia prostatica benigna.
Molti sono i fitoterapici presenti sul mercato, tra i quali distinguiamo diverse piante officinali:
- Serenoa: i suoi frutti, ricchi in steroli, acidi grassi essenziali, carotenoidi, olii essenziali e polisaccaridi, sono utili nella cura delle malattie dell’apparato uro-genitale maschile.
- Uva ursina: considerata un antisettico assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un’infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie.
Quando l’utilizzo dei farmaci e dei rimedi di origine naturale risulta insoddisfacente, il passo successivo è quello della chirurgia.
Le metodiche meno invasive sul piano chirurgico prevedono l’utilizzo del laser come il Laser ad Olmio. Questo è utilizzato per rompere i calcoli, nelle incisioni per gli interventi endoscopici e, appunto, nella patologia prostatica benigna.



