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Flussometria: un esame semplice che dà tante risposte

La flussometria, o uroflussometria, è un esame semplice e per niente invasivo che, però, può dare molte preziose indicazioni sulle salute urinaria e prostatica dell’uomo. In questo articolo spiegheremo di cosa si tratta, come viene svolta, quando dovrebbe essere richiesta e perché è fondamentale eseguirla in determinate circostanze.

Dove eseguire la flussometria

In alcuni casi la flussometria viene consigliata dal medico di base, soprattutto se il paziente vi si reca lamentando precisi sintomi, disturbi o alterazioni delle abitudini urinarie. In altri, invece, potrebbe essere utile richiederla privatamente come prevenzione, soprattutto a partire dai quatant’anni, o essere proposta in ambito di una visita uro-andrologica dallo stesso medico specialista. Se hai bisogno di eseguire un’uroflussometria puoi rivolgerti al Dottor Andrea Del Grasso utilizzando i suoi contatti. Il Dottore riceve a Prato, Bologna e Firenze. Dai primi di marzo del 2021 esegue questo specifico esame anche presso gli Studi Antalgos di Prato, sempre previo appuntamento. Non temere per la sicurezza per quanto riguarda i protocolli anti-covid: i locali sono igienizzati, le norme vengono rispettate e a te sarà chiesto di accedere indossando la mascherina e dopo sanificazione delle mani.

Cos’è la flussometria

flussometria

La flussometria è un esame che valuta la potenza e la durata del getto urinario. In alcuni casi, infatti, un’alterazione di questi due parametri, che insorge improvvisamente o progressivamente nel tempo, può essere spia di alcune patologie, generalmente benigne, come, ad esempio, l’ipertrofia prostatica. Che, comunque, pur rappresentando spesso una condizione assolutamente fisiologica nell’uomo maturo e non preoccupante, va tenuta monitorata e controllata annualmente. L’esame si esegue in regime ambulatoriale, è veloce, non invasivo e non doloroso.

Quando è necessario eseguire un’uroflussometria

La flussometria fa parte di quei test di screening che, a partire dai quarant’anni andrebbero fatti a cadenza regolare nell’ambito di una buona prevenzione contro le patologie tipicamente maschili come, ad esempio, l’ipertrofia prostatica e le stenosi uretrali. Tuttavia, ci sono casi in cui è caldamente consigliato prenotare una vista uro-andrologica e sottoporsi a questa valutazione diagnostica.

Ecco quali:

  • alterazione delle abitudini urinarie, sia per quanto riguarda la tempistica che per quanto riguarda la quantità di urina emessa ad ogni minzione;
  • quando si notano sintomi a carico della salute urinaria come bruciori, fastidi, dolore, presenza di sangue, in concomitanza ad altri test specifici per rilevare eventuali infezioni;
  • laddove si noti un cambiamento importante a carico dell’apparato urinario, per esempio si ha bisogno di urinare sempre più spesso, anche durante la notte, ma ad ogni minzione si emette meno urina del solito;
  • quando si hanno difficoltà durante l’atto della minzione;
  • in tutti quei casi in cui si nota che il getto di urina ha perso potenza rispetto al solito.

Come si esegue l’esame

La flussometria è un esame semplice e non invasivo. Si tratta semplicemente di valutare la potenza e la durata del getto urinario attraverso uno speciale macchinario chiamato flussometro. In condizioni normali il getto di urina maschile inizia con una curva in salita fino a raggiungere un picco massimo per poi diventare più debole e lento fino al totale svuotamento vescicale.

Durante l’esame il paziente dovrà urinare all’interno di una macchina che inserirà in un grafico i seguenti fattori:

  • l’andamento del getto urinario (fase di crescita veloce, picco, decrescita);
  • il volume totale delle urine escrete;
  • il QMax, ossia il valore rilevato durante il picco di massima potenza e velocità;
  • la tipologia di flusso che può essere continua, frazionata, intermittente.

Tutti questi dati sono molto preziosi ai fini di una buona diagnosi urologica. Un valore di QMax è ritenuto ottimale se superiore a 15 ml/secondo, accettabile fino a superiore a 10 ml/secondo e ridotto se non raggiunge questa soglia minima. Alla fine dell’esame si esegue un’ecografia, per valutare se è rimasta o meno urina in vescica ed, eventualmente, misurarne la quantità. Questo serve a capire se il paziente riesce a svuotare correttamente la vescica con una minzione efficace.

Quali diagnosi si effettuano tramite la flussometria

Se l’esame con il flussometro evidenzia una riduzione del getto urinario è possibile che ci sia un’ostruzione o, comunque, un’oggettiva difficoltà urinaria. Questo può avere molte cause, che saranno individuate tenendo conto dell’anamnesi generale del paziente, della sua sintomatologia specifica, del risultato della visita urologica ed, eventualmente, di altri test.

Generalmente, le cause più comuni di ostruzione urinaria sono:

  • ipertrofia prostatica;
  • stenosi o restringimenti dell’uretra
  • infezioni a carico dell’apparato urinario o renale.

Cos’è l’ipertrofia prostatica

Come dice la parola stessa, l’ipertrofia prostatica consiste in un ingrossamento della prostata. Che, espandendosi, preme e rende più difficile il passaggio dell’urina e il conseguente svuotamento totale della vescica. Questa condizione, se resta entro certi valori di range accettabili, può essere considerata normale e fisiologica nell’uomo maturo. Infatti, con il passare del tempo può succedere che la prostata perda la sua naturale trofia e tenda a ingrossarsi. Quando, però, questo compromette la salute urinaria e la qualità di vita del paziente, la situazione va valutata soggettivamente ed è possibile intervenire farmacologicamente o chirurgicamente.

Quali altri esami vanno fatti oltre la flussometria?

flussometria

La flussometria è un test diagnostico semplice, che rileva in maniera veloce e precisa la capacità urinaria durante un singolo atto di minzione. Naturalmente, soprattutto in caso di presenza di sintomi o quando il paziente riscontra un cambiamento nelle sue abitudini, per fare una diagnosi più precisa è necessario scegliere l’opportuno protocollo diagnostico.

Alla flussometria:

  • va sempre abbinata un’accurata visita andro-urologica;
  • in alcuni casi, soprattutto se sussiste dolore o bruciore durante la minzione, possono essere richieste analisi delle urine per escludere possibili infezioni;
  • se l’urologo ha sospetti di altre patologie è possibile che richieda ulteriori indagini per approfondire il quadro clinico;
  • laddove si riscontri una riduzione del getto urinario e si sospetti un’ipertrofia prostatica sarà necessario effettuare un controllo della prostata.

Preparazione alla flussometria

Non è richiesta una particolare preparazione per eseguire questo esame. Naturalmente, visto che è richiesto di urinare, è consigliabile arrivare al momento della visita urologica avendo lo stimolo quindi è bene evitare di svuotare la vescica nelle due tre ore prima dell’appuntamento. Dopo l’esame il paziente può tornare immediatamente a casa, senza bisogno di un accompagnatore e potendo anche guidare, dato che non si usano né farmaci né anestetici per eseguire questo semplicissimo test.