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Ormoni maschili e disfunzione erettile: quando il problema è endocrino

La disfunzione erettile è un problema che affligge, temporaneamente o cronicamente, più uomini, anche giovani, di quanto non si possa pensare. Alla base del problema ci possono essere svariate cause, tanto fisiche quanto psicologiche. Tuttavia, in diversi casi, l’impotenza può essere causata da sindromi legate al malfunzionamento degli ormoni maschili e l’indagine diagnostica deve necessariamente essere approfondita e mirata anche da un punto di vista endocrinologico. Nel corso di questo articolo cercheremo di spiegare quando, e perché, le disfunzioni endrocrine possono compromettere la funzionalità sessuale nell’uomo.

ormoni maschili

Ormoni maschili: a volte sottovalutati, sono regolati da meccanismi sofisticati

Quando si parla di disturbi ormonali, nell’immaginario comune, si tende sempre a iconizzare le problematiche femminili legate a questo meccanismo così delicato e sofisticato del corpo umano. In realtà anche gli ormoni maschili ricoprono un ruolo fondamentale per la salute generale e, più specificamente, per quella sessuale. Parlando di disfunzione erettile, ad esempio, se non si riesce a stabilirne la causa in patologie strettamente correlate e facilmente diagnosticabili o in retaggi e limiti psicologici, è sempre utile dare voce al dubbio e al sospetto che possa esserci dietro un problema più subdolo e sottile. Cioè un malfuzionamento del sistema ormonale. Delicato meccanismo di produzione e dosaggio di ormoni che può essere causato da alcuni disturbi relativamente rari e, per questo, a volte ingiustamente sottovalutati.

Ipogonadismo

Con questo termine si intende l’incapacità di un soggetto maschio di produrre un’adeguata dose di testosterone, uno degli ormoni maschili più importanti.

La patologia può essere di due tipi:

  • primaria;
  • secondaria.

L’ipogonadismo primario è abbastanza semplice da riconoscere e diagnosticare già in tenera età. Grazie alle potenti tecnologie moderne, infatti, in tantissimi casi è possibile riscontrare anomalie testicolari legate all’ipogonadismo già nel feto, durante le ecografie effettuate sulla madre. Il neonato, o comunque il bambino, presenterà fin dalla nascita delle anomalie a carico dei testicoli che possono non scendere, essere più piccoli del normale. A seguito di queste valutazioni il pediatra potrà instaurare, in accordo con i genitori, una tabella di controlli da eseguire nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza per cercare di capire quanto è grave il problema. Quando parliamo di ipogonadismo primario intendiamo una patologia a carico del testicolo: ossia l’incapacità della ghiandola di produrre testosterone. L’assenza, o l’insufficienza, di ormoni maschili impedisce l’agonismo con la produzione di ormoni femminili e può provocare, tra le altre cose, anche incapacità erettile.

L’ipogonadismo secondario

Invece, può esordire a qualunque età, a partire dalla pubertà fino all’età adulta. Si tratta di una patologia molto più complicata da diagnosticare, in quanto ha sintomi molto variegati e poco specifici, individuabili solo se ben inseriti in un quadro di anamnesi attenta e multidisciplinare. In questo caso il problema non è ascrivibile a un’incapacità dei testicoli nel produrre testosterone ma dipende dal malfunzionamento dell’ipotalamo.

Cos’è l’ipotalamo?

L’ipotalamo è una piccola porzione del sistema nervoso centrale, di fondamentale importanza per le funzioni endocrine. Produce e regola la produzione ormonale ma influisce anche sulla capacità di mantenere un buon ritmo sonno-veglia, di gestire gli stimoli legati alla fame e alla sazietà e di modulare il bilancio elettrolitico. Molto spesso alcuni tumori, quasi sempre benigni, che crescono in questa zona e comprimono o toccano l’ipotalamo, ne inficiano la funzionalità. In base alla zona compromessa è possibile avere sintomatologie diverse: ad esempio, nell’uomo, difficoltà erettile ingravescente, che peggiora in parallelo con la crescita tumorale.

Campanelli d’allarme per l’ipogonadismo

Nel caso dell’ipogonadismo primario, come abbiamo detto poco fa, la diagnosi è abbastanza immediata e semplice e viene quasi sempre effettuata in tenera età, durante i controlli di routine pediatrici o addirittura alla prima visita dopo la nascita. Per quanto riguarda l’ipogonadismo ipotalamico, invece, spesso i sintomi non vengono proprio rilevati dal paziente, perché si tratta di piccoli disturbi che non sempre vengono percepiti, specie se insorgono gradualmente.

Andrebbe sicuramente richiesta una risonanza magnetica della testa se:

  • insorge disfunzione erettile senza altra motivazione, che peggiora o diventa impotenza cronica;
  • si notano altri sintomi come cambi delle abitudini del sonno, aumento ingiustificato della sete e del volume dell’urina prodotta in un giorno, disturbi alimentari che insorgono senza motivazioni specifiche, aumento di grasso viscerale pur senza nessun cambiamento nell’alimentazione e nell’attività fisica, aumento del volume delle mammelle o secrezioni dai capezzoli;
  • l’esame del sangue del dosaggio ormonale risulta al di fuori del range di normalità.

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Iperprolattinemia

La prolattina è l’ormone che stimola le ghiandole della mammella femminile a produrre latte, cosa che avviene di norma subito dopo il parto. Tuttavia, nelle donne, una lieve secrezione lattiginosa si può avere anche in gravidanza o in periodi di particolare stress, senza che questo sia per forza spia di un problema. Piccoli livelli di prolattina sono riscontrabili anche nell’uomo e possono aumentare, ad esempio, in condizioni di forte stress o durante l’assunzione di determinati farmaci. In ogni caso, nei maschi, i livelli di prolattina sono sempre molto bassi e il loro aumento significa sempre la presenza di una patologia ipofisaria. L’ipofisi è una minuscola ma fondamentale ghiandola endocrina, responsabile di regolare e mantenere in salute l’asse ormonale, anche detto ipofisario, non a caso. Piccoli tumori benigni, detti prolattinomi, possono insorgere a qualsiasi età sia negli uomini che nelle donne, anche se l’incidenza maggiore è femminile. Questi tumori producono prolattina. Tale ormone influisce anche sulla capacità erettile. Quando un uomo sano e giovane si trova ad affrontare un serio problema di disfunzione erettile dovrebbe sempre eseguire, per scrupolo, un esame del sangue atto a conteggiare il livello di prolattina nel suo sangue. In caso questo ormone sia presente in quantità superiore alla norma il secondo passo da fare è una risonanza magnetica della sella turcica per ricerca di prolattinoma.

La buona notizia

Un uomo affetto da prolattinoma ha ottime possibilità, ad oggi, di risolvere sia il problema del tumore benigno sull’ipofisi sia la conseguente disfunzione erettile. Infatti questi tumori rispondono molto bene a terapie farmacologiche per bocca, in grado di ridurre o far sparire la massa tumorale in tempi anche relativamente brevi. Nei casi più ostici si può comunque contare sulla neurochirurgia di precisione che, ad oggi, dà quasi sempre risultati eccellenti riuscendo a eliminare il tumore interamente e senza conseguenze. Una volta sconfitto il tumore secernente prolattina è possibile ripristinare la funzionalità sessuale senza troppi problemi. 

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Ormoni maschili e tiroide

In alcuni casi anche una disfunzione tiroidea può compromettere la giusta modulazione e produzione degli ormoni maschili e, di conseguenza, creare difficoltà nella vita sessuale. Sia l’ipoitiroidismo, ossia una scarsa produzione di ormone tiroideo, che un ipertiroidismo, ossia una produzione eccessiva, possono modificare l’asse ormonale e inficiare la giusta produzione di testosterone. Anche in questo caso curando la patologia ormonale di base è possibile riacquistare la funzionalità erettile.

Diagnosi e approccio terapeutico per disfunzione erettile causata da problemi di ormoni maschili

Quando si hanno problemi legati alla sfera sessuale è sempre fondamentale rivolgersi a un andrologo per un primo parere. Il medico specialista, infatti, è l’unico in grado di contestualizzare la difficoltà erettile e di indirizzare il paziente, eventualmente, verso i controlli giusti e mirati presso altri specialisti. Durante il colloquio di anamnesi, infatti, riportando tutti i sintomi all’andrologo, lo si metterà in condizione di sospettare, se è il caso, una problematica legata all’endocrinologia e, di conseguenza, si otterranno tutte le indicazioni sui test e sui controlli da fare per scoprire la causa della propria difficoltà erettile. Se si scopre che l’impotenza è legata a un disturbo endocrino, naturalmente, endocrinologo, andrologo ed eventualmente neurochirurgo potranno lavorare in team per offrire l’approccio terapeutico migliore a risolvere tanto la patologia di base quanto la problematica sessuale.

A chi rivolgersi?

Il Dottor Andrea Del Grasso, andrologo e urologo, è disponibile per consulti sulla funzionalità sessuale e sulle difficoltà di erezione, nonché a presa in carico di disturbi tipicamente maschili legati a problematiche ormonali. Riceve a Prato, Pistoia, Firenze e Bologna previo appuntamento. Per prenotare una visita clicca su questo link