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6 Luglio 2022L’anorgasmia maschile è un problema di cui non si parla quasi mai, eppure riguarda circa il 4% degli uomini di età inferiore ai 65 anni. Si sospetta che il dato sia sottostimato, proprio a causa del pudore che uomini e ragazzi hanno rispetto a quest’argomento. Moltissimi, infatti, vivono questo disagio sessuale senza trovare il coraggio di affrontarlo e sottoporlo all’attenzione del medico. In questo articolo cercheremo di far capire agli uomini che non riuscire a provare l’orgasmo può avere diverse cause, tutte risolvibili: per questo è importante parlarne con uno specialista in andrologia.
Cos’è l’anorgasmia maschile

Con il termine anorgasmia maschile si intende l’incapacità, occasionale o costante, di raggiungere l’orgasmo. Questo disturbo sessuale viene sempre discusso in ambito femminile, in quanto le donne sono più propense ad ammettere tale difficoltà senza sentirsi in imbarazzo o sbagliate. Per i ragazzi e gli uomini, invece, l’argomento sembra essere più delicato. Lo stereotipo della virilità e della mascolinità al quale la società sottopone gli uomini li dipinge come individui quasi ossessionati dal sesso e dalle prestazioni e sempre pronti a viverlo con disinvoltura e successo. Accorgersi di non riuscire a portare a termine un rapporto può rappresentare una fonte di vergogna e imbarazzo, intaccare l’autostima fino al punto di non trovare il coraggio di chiedere consiglio a uno specialista. Quello che vorremmo far capire in questo articolo è che questo atteggiamento è controproducente e sbagliato. Moltissimi uomini, anche giovani, soffrono di anorgasmia maschile o hanno occasionalmente episodi in cui faticano o non riescono a provare soddisfazione sessuale: si parla di circa il 4% di tutti gli over 65. Molto spesso, le cause di questo disturbo della sessualità sono facilmente identificabili e risolvibili. Ecco perché è fondamentale chiedere, senza sentirsi a disagio, aiuto a un andrologo.
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Ti capita di non riuscire a raggiungere l’orgasmo? Non sei mai riuscito a provare piacere durante i rapporti sessuali o l’autoerotismo? Hai notato che, ultimamente, fai più fatica a provare piacere sessuale o le tue sensazioni a riguardo sono nettamente cambiate rispetto alle tue abitudini? Parlarne con il Dottor Andrea Del Grasso, andrologo e urologo che riceve a Prato, Firenze, Pistoia e Bologna. Prenota subito il tuo appuntamento cliccando qui.

Anorgasmia maschile: tutte le tipologie
Esistono diversi tipi di anorgasmia maschile.
- Primaria. Si verifica quando il ragazzino in pubertà o adolescenza, sperimentando le prime pulsioni sessuali, la masturbazione o i primi rapporti, si accorge di non riuscire a raggiungere il piacere e non vi riesce neanche acquisendo esperienza e crescendo.
- Secondaria. Insorge a un certo punto della vita in individui che non avevano mai avuto problemi in tal senso.
- Occasionale. Capita ad individui che vivono una vita sessuale normale e appagante ma che, occasionalmente ma ripetutamente, non riescono a concludere il rapporto con soddisfazione.
L’anorgasmia maschile può essere abbinata alla mancata eiaculazione come no. Infatti, è importante fare un distinguo tra incapacità di eiaculare e incapacità di provare piacere sessuale.
In breve:
- la ritardata o mancata eiaculazione è un problema a sé stante. L’uomo che non eiacula può comunque provare sensazioni piacevoli e provare l’orgasmo nonostante non ci sia una prova tangibile della conclusione del rapporto;
- l’anorgasmia, in presenza o meno di eiaculazione, è un’altra tipologia di disagio sessuale che si manifesta con la mancata sensazione di piacere e benessere che un rapporto sessuale o una masturbazione dovrebbe, normalmente, provocare nell’uomo.
Classificazione dell’anorgasmia maschile
Una volta capito se l’anorgasmia è primaria, secondaria oppure occasionale, per inquadrare correttamente il problema e risolverlo nel migliore dei modi e il più velocemente possibile, è necessario capire quando e perché si verifica questo disagio.
Ecco come si classifica l’anorgasmia maschile:
- Assoluta: il piacere non si prova mai, né quando si hanno rapporti con un/una partner né quando ci si dedica all’autoerotismo.
- Relativa: l’anorgasmia si presenta solo alcune volte, per esempio quando si hanno rapporti con un/una specifico/a partner o esclusivamente durante la masturbazione mentre, in altre occasioni, non si hanno problemi di sorta.
- Situazionale: non si riesce a raggiungere il piacere solo in determinate situazioni, ad esempio con la luce accesa o al contrario spenta, quando ci si approccia con un/a partner in un luogo che non si sente proprio come ad esempio in albergo, in macchina, a casa sua.
L’anamnesi corretta dell’anorgasmia maschile, ossia la raccolta di quanti più dati possibile sulle sue caratteristiche e sui momenti in cui si manifesta è fondamentale per diagnosticare l’esatta causa di questo disturbo e porvi rimedio.
Quando l’anorgasmia maschile è psicologica

Nella maggior parte dei casi, soprattutto se l’anorgasmia maschile si accompagna a una normale eiaculazione, le cause della mancata sensazione di piacere sono psicologiche. Possono dipendere da svariati fattori.
Ad esempio:
- pregiudizi nei confronti del sesso e della sessualità, ad esempio instillati da un’educazione troppo rigida;
- scarsa autostima, paura di non piacere fisicamente o di non essere abbastanza prestanti sessualmente;
- problemi di coppia come la fine dei sentimenti o dell’attrazione;
- sensi di colpa in ambito di coppia, come nei casi in cui si stia tradendo il/la partner ufficiale.
Generalmente, gli uomini che soffrono di anorgasmia psicologica sperimentano il disagio solo in certe situazioni o con determinate persone mentre, con l’autoerotismo o altri partner, non hanno nessun tipo di problema. Se ci si accorge di avere difficoltà a raggiungere l’orgasmo per problemi psicologici è importante prendere delle decisioni personali, ad esempio chiudere una storia che non ha più niente da dare, oppure farsi aiutare nel percorso di recupero da un terapista specializzato in sessuologia.
Anorgasmia maschile fisiologica
In altri casi, invece, le problematiche legate all’orgasmo maschile hanno una causa oggettiva.
Ad esempio:
- disturbi ormonali, soprattutto carenza di testosterone;
- patologie endocrine o metaboliche, come il diabete, l’obesità, la sindrome metabolica, l’insulino-resistenza, la prolattinemia, disfunzioni tiroidee;
- assunzione di certi farmaci;
- improvvisa riduzione della sensibilità del pene, ad esempio dopo aver subito un intervento chirurgico locale;
- danno ai nervi o al midollo spinale.
Escludere queste cause organiche è fondamentale per effettuare una corretta diagnosi differenziale. In caso di problemi relativi all’orgasmo maschile, quindi, la prima cosa da fare è chiedere consulto all’andrologo per capire se il disagio può dipendere da una patologia oggettiva e riscontrabile. Il medico effettuerà una visita, eventualmente prescriverà delle analisi del sangue per controllare il livello di ormoni nel sangue, se lo riterrà necessario un’ecografia del pene per valutarne la funzionalità e la sensibilità. Se tutti questi test danno esito negativo si può ufficializzare la diagnosi di anorgasmia maschile di origine psicologica e ricorrere all’aiuto di un terapeuta per superarla.
Come si cura l’anorgasmia maschile fisiologica

Se, invece, dalla visita andrologica e dagli esami si scopre di soffrire di anorgasmia maschile a causa di una patologia di base, l’approccio terapeutico mirerà principalmente a risolvere la causa del disturbo.
Ecco come:
- In caso di disfunzioni ormonali si interviene andando a correggere la carenza specifica, in prima istanza modificando lo stile di vita e, se necessario, con trattamento farmacologico.
- Se la mancanza di orgasmo dipende da patologie come il diabete, un prolattinoma o una malattia tiroidea si instaura un protocollo terapeutico per la specifica malattia.
- Laddove ci si accorga di una lesione ai nervi si interverrà su quello, con farmaci o chirurgia a seconda del caso specifico.
- Nelle situazioni in cui si riscontra una ridotta sensibilità del pene a causa di un trauma, di una malformazione peniena o di un post-operatorio si può intervenire con trattamenti o farmaci a uso topico che aiutano a ripristinare le sensazioni tattili locali.
- Infine, se l’anorgasmia è un effetto collaterale di un farmaco, l’andrologo si confronterà con lo specialista che lo ha prescritto per capire se è possibile cambiare dosaggio o molecola.



