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13 Giugno 2026Parliamoci chiaro: un’erezione che non va via dopo ore può sembrare una di quelle cose che fai fatica a raccontare, tipo “dottore, ho un problema… ma è un problema che in teoria dovrei essere contento di avere”. Spoiler: non dovreste esserlo affatto. Il priapismo è un’emergenza medica seria, e più aspettate, peggio è.
Ma Cos’è Davvero il Priapismo?
Allora, partiamo dalle basi. Avete presente quando avete un’erezione normale, quella che viene e poi va via dopo un po’, magari dopo l’eiaculazione o comunque quando passa lo stimolo? Ecco, il priapismo è l’esatto opposto. È quando il pene resta eretto per ore e ore, senza alcun motivo, senza desiderio sessuale, e non c’è verso di farlo tornare normale.
So che sembra una di quelle cose che capitano solo nei film o nelle barzellette, ma vi assicuro che è una condizione reale e, credetemi, non fa ridere per niente a chi la vive. Anzi, è piuttosto dolorosa e, se non vi muovete in fretta, può lasciare strascichi permanenti.
Per darvi un’idea, si parla di un’erezione che dura più di quattro ore senza stimolazione. Quattro ore. Provate a immaginare. Non è piacevole, non è eccitante, è solo… problematico. E più passa il tempo, più la situazione si complica.
Non Tutti i Priapismi Sono Uguali
Qui c’è una distinzione importante da fare, perché cambia tutto in termini di urgenza e trattamento. Esistono due tipi principali di priapismo, e capire la differenza vi può salvare (letteralmente) la giornata.
Il primo tipo, quello più comune e anche più pericoloso, si chiama priapismo ischemico. In pratica, il sangue entra nel pene ma non riesce più a uscire. Resta lì, intrappolato, e comincia a mancare di ossigeno. Il risultato è un’erezione rigida come il marmo e piuttosto dolorosa. Se non si interviene entro poche ore, il tessuto si danneggia in modo permanente. Parliamo di danni che poi non si possono più riparare.
Poi c’è il priapismo non ischemico, che è meno frequente e fortunatamente meno grave. Qui il problema è che c’è troppo sangue che arriva al pene, di solito perché si è rotto un vaso sanguigno dopo un trauma. L’erezione c’è, ma è meno rigida e generalmente non fa male. È comunque una situazione che va valutata, ma non è la stessa emergenza dell’altro tipo.
Ma Perché Capita? Le Cause Sono Più Varie di Quanto Pensiate
Questa è una di quelle domande che mi fanno spessissimo in studio: “Dottore, ma come mai a me?”. La verità è che le cause possono essere tantissime, e a volte non si riesce nemmeno a capire bene il perché.
Partiamo dai farmaci. Sì, alcuni medicinali possono causare priapismo. Non parlo solo di quelli per la disfunzione erettile (anche se quelli sono i colpevoli più noti, specialmente le iniezioni che si fanno direttamente nel pene), ma anche di antidepressivi, antipsicotici, farmaci per la pressione. Se state prendendo qualcosa e vi capita un’erezione che non va via, il primo pensiero deve essere: “Sarà il farmaco?”.
Poi ci sono le malattie del sangue. L’anemia falciforme è una delle cause più frequenti, soprattutto nei giovani e nei bambini. Ma anche la leucemia e altre patologie ematologiche possono essere responsabili. In questi casi, il problema è che il sangue non scorre bene e tende a ristagnare.
I traumi sono un’altra causa classica. Un colpo al perineo (la zona tra i testicoli e l’ano), magari cadendo in bicicletta o durante uno sport di contatto, può danneggiare i vasi sanguigni e causare quel priapismo non ischemico di cui parlavamo prima.
E poi, beh, ci sono le sostanze. Alcol, cocaina, marijuana… sì, anche le droghe possono causare priapismo. Non è che sia una scusa per usarle, intendiamoci, ma è giusto saperlo.
A volte, nonostante tutti gli esami, non si riesce a capire la causa. Si chiama priapismo idiopatico, che in linguaggio medico significa “non sappiamo perché”. È frustrante, ma capita.

Come si Riconosce: I Sintomi che Non Dovreste Ignorare
Ok, ma come capite se quello che avete è davvero priapismo o è solo un’erezione particolarmente persistente? Beh, la risposta breve è: se dura più di quattro ore, è priapismo. Punto.
Nel priapismo ischemico (quello grave), l’erezione è rigida, il pene è dolorante e il dolore aumenta col passare del tempo. Il glande (la punta) di solito è morbido, mentre il corpo del pene è duro come un sasso. E no, non passa nemmeno se eiaculate o se provate a distrarvi.
Nel priapismo non ischemico, invece, l’erezione è meno rigida, generalmente non fa male, e spesso c’è stato un trauma recente nella zona genitale. È comunque una situazione che va valutata, ma non è la stessa corsa contro il tempo dell’altro tipo.
Cosa Fare Subito: E No, Non Aspettate Che Passi
Qui arrivo al punto cruciale, quello che voglio che vi resti impresso: se avete un’erezione che dura da più di quattro ore, andate al pronto soccorso. Subito. Non domani, non tra un’ora, adesso.
Lo so, lo so. È imbarazzante. È una di quelle cose che non vorreste mai raccontare a nessuno, figuriamoci presentarsi al pronto soccorso e dire “Salve, ho un problema con la mia…”. Ma credetemi, i medici del pronto soccorso hanno visto di tutto. Non è che si scandalizzano. Anzi, il loro lavoro è aiutarvi, non giudicarvi.
E poi, c’è una questione di tempo. Nel priapismo ischemico, ogni ora che passa è un’ora in più di danno ai tessuti. Se intervenite entro 6 ore, le probabilità di risolvere tutto senza strascichi sono alte. Dopo 24 ore, beh, le cose si complicano parecchio. E dopo 48 ore, i danni possono essere permanenti.
Quindi, per favore, non fate gli eroi. Non cercate rimedi su internet. Non provate impacchi di ghiaccio, docce fredde o chissà quali “trucchi della nonna”. Perdere tempo è la cosa peggiore che possiate fare.
Un’altra cosa: quando andate al pronto soccorso, portatevi dietro la lista dei farmaci che state prendendo. Può sembrare una sciocchezza, ma per il medico è un’informazione preziosissima per capire la causa e impostare il trattamento giusto.
Come si Fa la Diagnosi: Cosa Succede in Ospedale
Una volta che siete al pronto soccorso o dallo specialista, il medico farà una serie di accertamenti per capire che tipo di priapismo avete e qual è la causa. Non è nulla di particolarmente invasivo, tranquilli.
Prima di tutto, vi farà un po’ di domande: da quanto tempo dura l’erezione, è dolorosa, avete avuto traumi recenti, quali farmaci prendete, se usate sostanze. Poi vi visiterà per valutare la rigidità del pene e cercare eventuali segni di trauma.
L’esame più importante è l’emogasanalisi del sangue cavernoso. Non spaventatevi per il nome complicato: in pratica, il medico preleva un piccolo campione di sangue dai corpi cavernosi del pene (sì, con un ago, ma è veloce) e lo analizza. Se il sangue è scuro e povero di ossigeno, si tratta di priapismo ischemico. Se è rosso vivo e ricco di ossigeno, è non ischemico. Questo esame è fondamentale perché il trattamento è completamente diverso nei due casi.
Poi possono fare un’ecocolordoppler penieno, che è un’ecografia con studio del flusso sanguigno. Serve a vedere come circola il sangue nel pene e se ci sono lesioni vascolari. È indolore, non preoccupatevi.
Infine, possono richiedere esami del sangue per cercare cause sottostanti come anemia falciforme o altre patologie. In alcuni casi, se sospettano qualcos’altro, possono fare una TAC o una risonanza.
Come si Cura: Le Opzioni di Trattamento
Il trattamento dipende dal tipo di priapismo e da quanto tempo è passato dall’inizio. Vediamo le opzioni principali.
Per il priapismo ischemico, si tratta di un’emergenza e si agisce in fretta. La prima cosa che si fa è aspirare il sangue dai corpi cavernosi. Il medico inserisce un ago e aspira il sangue stagnante. Spesso questo basta a ridurre immediatamente l’erezione e il dolore. Sembra una cosa semplice, ma è sorprendentemente efficace.
Dopo l’aspirazione, di solito si fa un lavaggio cavernoso con soluzione fisiologica per rimuovere il sangue residuo. Poi si possono iniettare farmaci vasocostrittori direttamente nel pene, come la fenilefrina, che servono a restringere i vasi sanguigni e favorire il deflusso del sangue.
Se questi trattamenti conservativi non funzionano entro 24-48 ore, può essere necessario un intervento chirurgico. Si crea quella che si chiama una “shunt”, cioè una via di deflusso artificiale tra i corpi cavernosi e il glande o altre strutture venose. È un intervento che si fa in anestesia e che risolve il problema nella maggior parte dei casi.
Per il priapismo non ischemico, l’approccio è diverso. Spesso si può semplicemente osservare e aspettare che si risolva da solo, magari con l’aiuto di impacchi di ghiaccio. Se persiste, si può fare un’embolizzazione arteriosa, una procedura radiologica che blocca l’arteria responsabile del flusso anomalo. La chirurgia è rara in questi casi.
Le Complicazioni: Cosa Succede Se Non Si Cura
Qui arrivo al punto che davvero non vorrei mai dovervi raccontare, ma è importante che lo sappiate. Il priapismo ischemico non trattato, o trattato troppo tardi, può causare danni permanenti.
Il problema è che il sangue intrappolato nei corpi cavernosi manca di ossigeno. Dopo 24-48 ore, il tessuto erettile comincia a morire e si forma tessuto cicatriziale. Il risultato è la disfunzione erettile permanente. Sì, avete capito bene: potreste non essere più in grado di avere erezioni naturali.
Inoltre, la fibrosi (cioè la formazione di tessuto cicatriziale) può causare deformità del pene, come curvature o accorciamenti. E poi, ovviamente, ci sono le conseguenze psicologiche: ansia, depressione, difficoltà nella sfera sessuale. Non è solo un problema fisico, è anche mentale.
Per questo insisto tanto sull’importanza di agire in fretta. Non è che voglio spaventarvi, ma è giusto che sappiate cosa rischia se aspettate troppo.
Si Può Prevenire?
Dipende dalla causa. Se il priapismo è legato a farmaci per la disfunzione erettile, il medico può modificare il dosaggio o cambiare terapia. Se è causato da anemia falciforme, esistono protocolli preventivi specifici.
In generale, ecco alcuni consigli:
- Usate i farmaci per l’erezione solo sotto stretto controllo medico e rispettate le dosi prescritte
- Evitate l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti
- Se avete avuto episodi precedenti, informate sempre il medico prima di iniziare nuove terapie
- Indossate protezioni adeguate durante sport a rischio di trauma perineale
Domande Frequenti sul Priapismo
1. Quanto tempo posso aspettare prima di andare in ospedale?
Ve lo dico chiaramente: massimo 4 ore. So che è imbarazzante, so che sperate che passi, ma oltre questo tempo il rischio di danni permanenti aumenta progressivamente. Dopo 24 ore, le probabilità di recuperare una funzione erettile normale sono molto basse. E credetemi, l’imbarazzo passa, i danni permanenti no.
2. Ma il priapismo può passare da solo?
Raramente, e comunque non dovete contarci. Soprattutto nel priapismo ischemico, è molto improbabile che si risolva spontaneamente dopo 4 ore. Aspettare sperando che passi è la cosa peggiore che possiate fare. È come aspettare che un infarto passi da solo: no, non funziona così.
3. È vero che eiaculare può farlo passare?
No, mi dispiace. Nel priapismo vero, l’eiaculazione non risolve l’erezione. Se l’erezione passa dopo l’eiaculazione, probabilmente non era priapismo ma solo un’erezione prolungata normale. Ma se dura da più di 4 ore e non passa, non è questione di eiaculare o meno.
4. Il priapismo è doloroso?
Dipende dal tipo. Quello ischemico è generalmente doloroso e il dolore aumenta col passare del tempo. Quello non ischemico di solito non fa male, o comunque fa molto meno male.
5. Posso guidare fino all’ospedale?
Se il dolore è intenso o vi sentite a disagio, meglio farsi accompagnare o chiamare un’ambulanza. Non è il momento di mettersi alla guida. La vostra sicurezza viene prima di tutto, e poi immagino che guidare con un’erezione da 5 ore non sia esattamente comodo.
6. Il Viagra può causare priapismo?
È raro con le compresse orali, ma può succedere. È più frequente con le iniezioni intracavernose. Il consiglio è: seguite sempre le indicazioni del medico e non aumentate mai le dosi di vostra iniziativa. Se pensate “se una pillola funziona, due funzionano meglio”, beh, no. Non funziona così e rischiate grosso.
7. Dopo il trattamento posso avere rapporti sessuali?
Dipende dal trattamento e dalle condizioni del pene. Il medico vi darà indicazioni specifiche. In genere è meglio aspettare qualche giorno per permettere ai tessuti di guarire. Non è il momento di fare gli eroi.
8. Il priapismo può tornare?
Sì, specialmente se non si identifica e tratta la causa sottostante. Chi ha avuto un episodio ha un rischio maggiore di averne altri. Per questo è importante capire il perché e prevenire le recidive.
9. I bambini possono avere priapismo?
Sì, purtroppo sì. Soprattutto quelli con anemia falciforme. Nei bambini è particolarmente importante intervenire rapidamente per evitare danni alla crescita del pene. Se vostro figlio ha un’erezione che dura da più di 4 ore, portatelo immediatamente al pronto soccorso pediatrico.
10. Il priapismo può causare impotenza?
Sì, se non trattato tempestivamente. Dopo 24-48 ore di priapismo ischemico, i danni al tessuto erettile possono essere irreversibili e causare disfunzione erettile permanente. È per questo che insisto tanto sull’importanza di agire in fretta.
In Conclusione: Non Aspettate, Agite
Lo so che non è un argomento facile da affrontare. Lo so che l’imbarazzo è tanto. Ma credetemi, l’imbarazzo passa, i danni permanenti no. Il priapismo è un’emergenza urologica che richiede intervento immediato, e più aspettate, peggio è.
Se vivete in Toscana e avete bisogno di una consulenza urologica, io ricevo a Pistoia, Prato e Pescia. Non esitate a contattarmi per qualsiasi dubbio o problema. Meglio una visita in più che un rimpianto per tutta la vita.
Articolo a cura del Dott. Andrea Del Grasso – Specialista in Urologia e Andrologia
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