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16 Maggio 2026
Dott. Andrea Del Grasso nominato Direttore f.f. della SOC Urologia Pistoia e Pescia
16 Maggio 2026Testosterone basso: quando è davvero un problema?
Negli ultimi anni la parola “testosterone” è uscita dagli ambulatori ed è finita ovunque: social network, podcast, video fitness, integratori, pubblicità.
Questo ha creato una situazione un po’ particolare.
Da una parte molti uomini hanno iniziato a prestare maggiore attenzione alla propria salute ormonale, cosa positiva. Dall’altra però si è diffusa l’idea che qualsiasi stanchezza, calo della libido o aumento di peso dipendano automaticamente dal testosterone.
Nella realtà clinica le cose sono quasi sempre più complesse.
Capita spesso di vedere uomini arrivare alla visita convinti di avere un problema ormonale dopo aver letto informazioni online o guardato video che promettono soluzioni rapide.
Altri invece fanno il percorso opposto: minimizzano per anni sintomi che stanno influenzando qualità della vita, relazioni, energia o salute sessuale.
La verità sta nel mezzo.
Il testosterone basso esiste realmente, ma non tutto dipende dal testosterone.
Ed è proprio questo il punto più importante da chiarire.
Molti pazienti arrivano in ambulatorio dicendo:
“Mi sento diverso rispetto a qualche anno fa.”
Non sempre riescono a spiegare bene cosa sia cambiato.
A volte parlano di stanchezza. Altre volte di calo del desiderio sessuale, riduzione delle erezioni mattutine, peggior recupero fisico o semplice sensazione di avere meno energia mentale.
In alcuni casi il problema è realmente ormonale. In altri invece il testosterone diventa il bersaglio più facile a cui attribuire sintomi che possono avere molte altre cause.
Per questo motivo è importante affrontare l’argomento in modo medico e realistico, senza allarmismi ma anche senza banalizzare il problema.
Negli ultimi anni sempre più uomini cercano informazioni sul testosterone. Alcuni arrivano alla visita già convinti di avere un “testosterone basso”, altri invece non ci avevano mai pensato fino a quando non hanno iniziato a sentirsi diversi rispetto al passato.
La frase che si sente più spesso in ambulatorio non è:
“Penso di avere un problema ormonale.”
Molto più frequentemente il paziente dice qualcosa di semplice:
“Mi sento più stanco.”
Oppure:
“Ho meno energia, meno voglia, meno motivazione.”
A volte il cambiamento è graduale. Non compare da un giorno all’altro. Alcuni uomini iniziano a dormire peggio, ad avere meno desiderio sessuale, maggiore difficoltà a recuperare dopo allenamenti o giornate stressanti. Altri notano un peggioramento delle erezioni mattutine o un aumento del grasso addominale nonostante abitudini apparentemente simili.
Il problema è che oggi sul web il testosterone viene spesso trattato in modo molto superficiale.
Da una parte ci sono contenuti che promettono soluzioni miracolose. Dall’altra esiste il rischio opposto: liquidare tutto come semplice stress o normale invecchiamento.
La realtà clinica è più sfumata.
Non tutti gli uomini stanchi hanno testosterone basso. E non tutti i valori bassi agli esami richiedono automaticamente una terapia.
Capire quando il problema è reale e quando merita approfondimenti è il punto più importante.
Cos’è il testosterone
Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile.
Viene prodotto prevalentemente dai testicoli ed è coinvolto in numerose funzioni:
- desiderio sessuale;
- erezione;
- energia fisica;
- massa muscolare;
- distribuzione del grasso corporeo;
- densità ossea;
- tono dell’umore;
- produzione di spermatozoi.
Per questo motivo un suo deficit può manifestarsi in modi molto diversi da persona a persona.
Quali sono i sintomi del testosterone basso
Uno degli aspetti più importanti da capire è che non esiste un singolo sintomo specifico.
Molti disturbi associati al testosterone basso possono comparire anche per:
- stress;
- sonno insufficiente;
- sovrappeso;
- ansia;
- depressione;
- sedentarietà;
- abuso di alcol;
- alcune terapie farmacologiche.
Per questo motivo fare autodiagnosi leggendo qualche sintomo online raramente è utile.
I segnali più frequenti sono:
Riduzione del desiderio sessuale
Spesso è uno dei sintomi che preoccupa maggiormente.
Il paziente descrive una riduzione della libido rispetto agli anni precedenti.
Non significa necessariamente assenza completa di desiderio, ma una sensazione di “minor spinta” sessuale.
Riduzione delle erezioni spontanee o mattutine
Molti uomini notano prima di tutto questo cambiamento.
Le erezioni mattutine tendono a diventare:
- meno frequenti;
- meno rigide;
- più brevi.
È un dettaglio che in andrologia può avere un certo valore clinico.
Stanchezza persistente
Alcuni pazienti raccontano di sentirsi “scarichi” anche dopo aver dormito.
In altri casi compare:
- minore resistenza fisica;
- difficoltà a recuperare dopo attività sportive;
- sensazione di affaticamento mentale;
- riduzione della motivazione.
Tuttavia questo è anche uno dei sintomi meno specifici.
Aumento del grasso addominale
Il testosterone influenza anche la composizione corporea.
Negli uomini con deficit ormonale può comparire:
- aumento del grasso viscerale;
- riduzione della massa muscolare;
- maggiore difficoltà a perdere peso.
Qui però bisogna evitare un errore molto comune.
L’obesità stessa può ridurre il testosterone.
In pratica spesso si crea un circolo vizioso:
- aumento del peso;
- riduzione del testosterone;
- peggioramento della composizione corporea;
- ulteriore riduzione del testosterone.
Peggioramento dell’umore
Alcuni uomini riferiscono:
- irritabilità;
- riduzione della motivazione;
- sensazione di apatia;
- umore più basso.
Anche in questo caso è importante evitare conclusioni troppo rapide.
Il testosterone non è l’unica spiegazione possibile.
Quando è normale che il testosterone diminuisca?
Con l’età il testosterone tende fisiologicamente a ridursi.
Questo però non significa che ogni uomo dopo i 50 anni debba sentirsi male o necessiti automaticamente di terapia ormonale.
Esiste una grande variabilità individuale.
Ci sono uomini di 65 anni con valori buoni e ottima qualità di vita, e uomini molto più giovani con sintomi importanti.
Per questo motivo il dato clinico conta più della semplice età.
Chi rischia di più un testosterone basso?
Alcune condizioni aumentano il rischio di ipogonadismo:
- obesità;
- diabete;
- sindrome metabolica;
- apnee notturne;
- uso cronico di oppioidi;
- abuso di steroidi anabolizzanti;
- alcune malattie endocrine;
- stress cronico;
- forte privazione di sonno.
Anche il sonno ha un ruolo molto più importante di quanto molti immaginino.
Nella pratica clinica capita spesso di vedere uomini giovani con ritmi lavorativi estremi, sonno insufficiente e stili di vita molto stressanti che sviluppano sintomi compatibili con un calo del testosterone.
Palestra, integratori e testosterone: attenzione alla disinformazione
Questo è probabilmente uno degli aspetti più delicati oggi in andrologia.
Online esistono migliaia di contenuti che parlano di testosterone come se fosse la soluzione universale a qualsiasi problema maschile.
Molti uomini iniziano a informarsi perché si sentono più stanchi, ingrassano più facilmente o notano un calo della libido. Il problema è che spesso finiscono in ambienti dove vengono proposte spiegazioni molto semplicistiche.
In pratica passa il messaggio che:
- se sei stanco hai testosterone basso;
- se aumenti di peso hai testosterone basso;
- se hai meno motivazione devi “ottimizzare gli ormoni”.
Nella realtà medica raramente le cose sono così lineari.
Un uomo che dorme 5 ore per notte, lavora sotto stress continuo, mangia male e non fa attività fisica può sviluppare sintomi molto simili a quelli di un vero ipogonadismo.
Questo non significa che il problema sia “immaginario”. I sintomi sono reali.
Significa però che bisogna capire quale sia la causa vera.
Anche nel mondo palestra esiste molta confusione.
Alcuni uomini iniziano autonomamente:
- testosterone;
- sostanze anabolizzanti;
- cicli ormonali;
- prodotti acquistati online.
Spesso senza controlli medici e senza conoscere davvero i possibili effetti collaterali.
Nella pratica andrologica uno dei problemi più frequenti è vedere uomini giovani che arrivano dopo mesi o anni di utilizzo autonomo con:
- fertilità ridotta;
- alterazioni degli esami;
- produzione naturale di testosterone soppressa;
- problemi sessuali;
- alterazioni dell’umore.
Per questo motivo è importante distinguere il marketing online dalla medicina reale.
Questo è probabilmente uno dei temi più confusi online.
Oggi esistono moltissimi contenuti che promettono di “aumentare il testosterone naturalmente” attraverso:
- integratori;
- booster ormonali;
- diete estreme;
- protocolli miracolosi;
- sostanze acquistate online.
La realtà è che molti prodotti hanno evidenze scientifiche molto limitate.
Inoltre alcuni uomini iniziano autonomamente terapie o sostanze anabolizzanti senza controlli medici, sottovalutando i possibili rischi.
Tra i problemi più frequenti che si vedono in ambito andrologico ci sono:
- alterazioni della fertilità;
- riduzione della produzione naturale di testosterone;
- alterazioni ematologiche;
- problemi cardiovascolari;
- effetti collaterali psicologici.
Un altro punto importante è che non tutto ciò che viene percepito come “testosterone basso” dipende davvero dagli ormoni.
A volte il problema principale è:
- sonno insufficiente;
- stress;
- sedentarietà;
- obesità;
- abuso di alcol;
- burnout;
- ansia.
Quando ha senso fare gli esami?
Non esiste un motivo per dosare il testosterone in tutti gli uomini senza sintomi.
Gli esami diventano più utili quando sono presenti:
- riduzione della libido;
- disturbi dell’erezione;
- stanchezza persistente;
- riduzione della massa muscolare;
- infertilità;
- sintomi compatibili con ipogonadismo.
Generalmente il testosterone viene dosato con un prelievo mattutino.
In alcuni casi può essere necessario ripetere il dosaggio perché i valori possono variare.
La semplice presenza di un valore lievemente basso non basta però a fare diagnosi.
L’interpretazione deve sempre essere collegata:
- ai sintomi;
- all’età;
- allo stile di vita;
- agli altri esami ormonali;
- alla situazione clinica generale.
Testosterone basso significa sempre terapia?
No.
Questo è uno dei concetti più importanti.
Oggi molti uomini associano immediatamente il testosterone basso alla terapia sostitutiva.
In realtà non sempre è necessaria.
In alcuni casi il primo approccio può essere lavorare su:
- perdita di peso;
- attività fisica;
- miglioramento del sonno;
- riduzione dell’alcol;
- trattamento delle apnee notturne;
- gestione dello stress.
Esistono pazienti che migliorano significativamente anche senza terapia ormonale.
Quando invece esiste un vero ipogonadismo clinicamente significativo, il trattamento può essere preso in considerazione dopo una valutazione specialistica.
Terapia con testosterone: perché evitare il fai-da-te
Uno degli errori più pericolosi è iniziare testosterone senza controlli medici.
Negli ultimi anni questo fenomeno è aumentato molto, soprattutto attraverso:
- social network;
- forum;
- ambienti fitness;
- sostanze acquistate online.
La terapia con testosterone non è un semplice “integratore di energia”.
Prima di iniziare è importante valutare:
- fertilità;
- prostata;
- emocromo;
- rischio cardiovascolare;
- eventuali controindicazioni.
Inoltre il testosterone esogeno può ridurre la produzione naturale dell’organismo e influenzare la fertilità maschile.
Questo aspetto viene spesso sottovalutato dagli uomini più giovani.
Testosterone basso e fertilità
Molti pazienti rimangono sorpresi quando scoprono che il testosterone assunto senza indicazione specialistica può peggiorare la fertilità.
Sembra controintuitivo, ma è un aspetto molto importante.
Il testosterone esterno può infatti ridurre la produzione di spermatozoi.
Per questo negli uomini giovani con desiderio di paternità è fondamentale evitare terapie improvvisate.
Quando rivolgersi all’andrologo
Una valutazione andrologica può essere utile in presenza di:
- riduzione della libido;
- stanchezza persistente;
- disturbi dell’erezione;
- infertilità;
- perdita di massa muscolare;
- sospetto testosterone basso;
- dubbi su terapia ormonale o integratori.
Una visita specialistica permette di interpretare correttamente sintomi ed esami evitando sia allarmismi inutili sia sottovalutazioni.
Conclusioni
Il testosterone è importante per la salute maschile, ma oggi viene spesso trasformato in un argomento molto più semplice di quanto sia realmente.
Alcuni uomini finiscono per attribuire qualsiasi sintomo agli ormoni. Altri invece fanno l’errore opposto e convivono per anni con disturbi che stanno influenzando qualità della vita, relazioni o salute sessuale.
Nella pratica clinica la situazione più frequente è probabilmente quella intermedia.
Esistono uomini con un reale deficit ormonale che meritano approfondimenti e, in alcuni casi, terapia. Ma esistono anche uomini in cui il problema principale è rappresentato da:
- stress cronico;
- obesità;
- scarso sonno;
- burnout;
- sedentarietà;
- disturbi metabolici.
Per questo motivo gli esami da soli non bastano.
Interpretare correttamente sintomi, età, stile di vita e valori ormonali è il passaggio più importante.
Il rischio maggiore oggi non è solo ignorare il problema, ma anche affidarsi a soluzioni improvvisate trovate online, spesso senza alcuna valutazione specialistica.
Un approccio serio e medico permette invece di capire se esista davvero un problema ormonale, se servano ulteriori esami e quale sia il percorso più corretto nel singolo paziente.
Il testosterone è un ormone importante, ma oggi viene spesso semplificato eccessivamente.
Non tutti i sintomi maschili dipendono dal testosterone e non tutti i valori bassi richiedono automaticamente una terapia.
D’altra parte ignorare completamente alcuni segnali può portare a trascurare condizioni reali che meritano attenzione.
Il punto centrale è evitare sia il fai-da-te sia le conclusioni affrettate basate su informazioni trovate online.
Una valutazione specialistica consente di capire se esiste davvero un problema ormonale, quali esami siano utili e quale percorso abbia più senso nel singolo paziente.
Quando può essere utile una visita andrologica
Molti uomini tendono a rimandare questo tipo di controlli per mesi o anni.
Spesso perché pensano che:
- sia solo stress;
- dipenda dall’età;
- sia una fase temporanea;
- non valga la pena approfondire.
In realtà una valutazione andrologica può aiutare a chiarire rapidamente se i sintomi siano legati davvero a un problema ormonale oppure ad altre condizioni molto comuni come disturbi del sonno, sovrappeso, stress cronico, problemi metabolici o difficoltà sessuali.
Una visita specialistica permette di:
- interpretare correttamente gli esami;
- evitare terapie inutili o rischiose;
- valutare fertilità e salute sessuale;
- impostare eventuali approfondimenti mirati;
- affrontare il problema in modo medico e non basato su informazioni trovate casualmente online.
A cura del Dott. Andrea Del Grasso
Il contenuto è a cura del Dott. Andrea Del Grasso, medico urologo andrologo e Direttore f.f. della SOC Urologia Pistoia e Pescia.
L’attività clinica si occupa di:
- andrologia;
- testosterone basso e ipogonadismo;
- disfunzione erettile;
- infertilità maschile;
- salute sessuale maschile;
- patologie urologiche.
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Molti pazienti arrivano alla visita dopo mesi di dubbi, stanchezza o sintomi interpretati inizialmente come semplice stress.
Una valutazione specialistica spesso permette di capire rapidamente se esista davvero un problema ormonale e quale sia il percorso più corretto da seguire.



