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16 Maggio 2026Sangue nelle urine: cosa fare davvero in caso di ematuria
La comparsa di sangue nelle urine è uno di quei sintomi che spesso colpiscono molto il paziente. Anche persone normalmente tranquille raccontano di essersi spaventate appena visto il colore rosso nel WC.
Nella pratica clinica capita frequentemente che il primo pensiero sia:
“Sarà qualcosa di grave?”
La risposta è che non sempre si tratta di una patologia importante, ma è un sintomo che merita attenzione e che non dovrebbe essere ignorato o minimizzato.
In alcuni casi la causa può essere relativamente semplice, come una cistite o un piccolo calcolo urinario. In altri, soprattutto negli adulti sopra i 50 anni o nei fumatori, il sangue nelle urine può rappresentare il primo segnale di una patologia urologica che è corretto approfondire.
Uno degli errori più comuni è aspettare che il problema si ripresenti prima di prenotare una visita. Molti pazienti arrivano infatti all’osservazione dopo settimane o mesi dal primo episodio, spesso perché il sanguinamento era scomparso spontaneamente e avevano pensato che il problema si fosse risolto da solo.
In realtà l’ematuria può essere intermittente: compare, scompare e poi magari ricompare dopo tempo.
Per questo motivo è importante capire cosa fare concretamente quando compare sangue nelle urine e quali sono le possibili cause.
In questo articolo vedremo:
- quando preoccuparsi davvero;
- quali sono le cause più frequenti;
- quali esami possono essere utili;
- quando è opportuno rivolgersi all’urologo.
Vedere sangue nelle urine può spaventare molto. In alcuni casi si tratta di una situazione temporanea e non grave, ma in altri può rappresentare il primo segnale di una patologia urologica che richiede una valutazione specialistica.
Molti pazienti, soprattutto quando l’episodio compare improvvisamente, pensano inizialmente a una semplice infezione urinaria o a un problema passeggero. In realtà l’ematuria non dovrebbe mai essere sottovalutata, soprattutto negli adulti sopra i 40-50 anni.
Il termine medico “ematuria” indica proprio la presenza di sangue nelle urine. Può comparire in modo evidente oppure essere rilevata solo durante un esame delle urine.
In questo articolo vedremo:
- cosa fare in caso di ematuria;
- le cause più frequenti;
- quando è necessario rivolgersi rapidamente all’urologo;
- quali esami vengono generalmente richiesti;
- quando il sangue nelle urine può essere un campanello d’allarme importante.
Cos’è l’ematuria
L’ematuria può essere:
Ematuria macroscopica
Il sangue è visibile a occhio nudo. Le urine possono apparire:
- rosse;
- rosate;
- color coca-cola;
- marroni scure;
- con coaguli.
È la situazione che più frequentemente genera allarme nel paziente.
Ematuria microscopica
Il sangue non è visibile a occhio nudo ma viene rilevato durante l’esame delle urine.
Spesso il paziente non avverte alcun sintomo.
Anche l’ematuria microscopica, soprattutto se persistente, può richiedere approfondimenti urologici.
Cosa fare subito se compare sangue nelle urine
La prima regola è semplice: non ignorare il problema.
Un singolo episodio non significa automaticamente una malattia grave, ma merita comunque attenzione.
Cosa è utile fare
- Bere acqua in modo regolare, salvo diversa indicazione medica.
- Annotare se il sangue compare all’inizio, durante o alla fine della minzione.
- Valutare la presenza di altri sintomi:
- bruciore urinario;
- febbre;
- dolore lombare;
- colica;
- difficoltà a urinare;
- coaguli.
- Effettuare un esame urine e urinocoltura se indicato.
- Prenotare una valutazione medica o urologica.
Quando è opportuno rivolgersi rapidamente al pronto soccorso
È consigliabile una valutazione urgente in presenza di:
- abbondante sanguinamento;
- coaguli che ostacolano la minzione;
- impossibilità a urinare;
- febbre alta;
- dolore intenso al fianco;
- debolezza importante o capogiri.
Le cause più frequenti dell’ematuria
Le cause possono essere molto diverse tra loro. Alcune sono relativamente comuni e benigne, altre richiedono accertamenti più approfonditi.
1. Infezioni delle vie urinarie
Le infezioni urinarie possono provocare irritazione della mucosa della vescica e delle vie urinarie causando sangue nelle urine.
I sintomi più comuni sono:
- bruciore urinario;
- bisogno frequente di urinare;
- urgenza minzionale;
- urine torbide;
- cattivo odore;
- febbre nei casi più importanti.
- Nelle donne le infezioni urinarie sono molto frequenti, ma anche nell’uomo possono comparire soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di problemi prostatici.
2. Calcoli urinari
I calcoli renali o ureterali sono una delle cause più frequenti di ematuria improvvisa.
Il passaggio del calcolo può irritare le pareti delle vie urinarie provocando:
- sangue nelle urine;
- dolore lombare intenso;
- coliche;
- nausea;
- bruciore urinario.
In alcuni pazienti il sangue nelle urine può comparire anche senza dolore importante.
3. Patologie della prostata
Negli uomini sopra i 50 anni alcune patologie prostatiche possono causare ematuria.
Le condizioni più frequenti sono:
- ipertrofia prostatica benigna;
- prostatiti;
- infiammazioni prostatiche;
- più raramente tumore della prostata.
Quando il sanguinamento si associa a:
- getto urinario debole;
- necessità di urinare spesso;
- minzione notturna;
- difficoltà a svuotare la vescica,
è utile una valutazione urologica completa.
4. Tumore della vescica
Quando si parla di sangue nelle urine è inevitabile affrontare anche questo argomento.
Non per creare allarmismo, ma perché nella realtà clinica il tumore della vescica può manifestarsi proprio così: un episodio di ematuria apparentemente isolato, spesso senza dolore.
Molti pazienti raccontano una storia simile:
“Ho urinato rosso una volta sola, poi tutto normale per settimane.”
Ed è proprio questo uno dei motivi per cui alcune persone tendono a rimandare i controlli.
L’aspetto importante da chiarire è che la scomparsa del sangue non esclude automaticamente una patologia sottostante.
Il rischio è maggiore soprattutto:
- nei fumatori;
- negli ex fumatori;
- dopo i 50 anni;
- nei pazienti con esposizione professionale a sostanze chimiche;
- in presenza di ematuria indolore.
- La buona notizia è che molte neoplasie vescicali, se diagnosticate precocemente, possono essere trattate efficacemente.
Per questo motivo un controllo eseguito nei tempi corretti può fare una differenza importante.
Uno degli aspetti più importanti da conoscere è che l’ematuria può rappresentare il primo segnale di un tumore della vescica.
Questo vale soprattutto:
- nei fumatori;
- negli ex fumatori;
- dopo i 50 anni;
- in caso di ematuria indolore.
Un errore abbastanza comune è aspettare che il sangue ricompaia prima di fare controlli.
Anche un singolo episodio di ematuria macroscopica, soprattutto senza dolore, può meritare approfondimenti specialistici.
La diagnosi precoce è importante perché molte neoplasie vescicali, se individuate nelle fasi iniziali, possono essere trattate efficacemente.
5. Tumori del rene o delle vie urinarie
Più raramente il sangue nelle urine può essere legato a:
- tumore del rene;
- tumore dell’uretere;
- tumore delle alte vie urinarie.
In alcuni casi l’ematuria può essere intermittente, rendendo il problema apparentemente “sparito”.
Per questo motivo non è corretto tranquillizzarsi solo perché il sanguinamento si interrompe spontaneamente.
6. Attività sportiva intensa
Dopo sforzi fisici molto intensi può comparire una lieve ematuria temporanea.
Questo accade soprattutto:
- dopo corsa prolungata;
- sport endurance;
- allenamenti molto intensi.
Tuttavia la presenza di sangue nelle urine non dovrebbe essere attribuita automaticamente allo sport senza una valutazione medica, soprattutto negli adulti.
7. Terapie anticoagulanti
Farmaci anticoagulanti o antiaggreganti possono facilitare il sanguinamento urinario.
È importante però chiarire un concetto spesso sottovalutato: gli anticoagulanti possono favorire il sanguinamento, ma non sempre ne spiegano la causa.
In altre parole, il farmaco può rendere evidente un problema urologico già presente.
Per questo anche i pazienti in terapia anticoagulante devono spesso essere valutati dall’urologo.
Quali esami vengono richiesti in caso di ematuria
Gli accertamenti dipendono dall’età del paziente, dai sintomi e dalle caratteristiche dell’ematuria.
Tra gli esami più utilizzati troviamo:
Esame urine e urinocoltura
Servono per valutare:
- infezioni;
- presenza di globuli rossi;
- eventuali alterazioni associate.
Ecografia apparato urinario
È spesso il primo esame strumentale richiesto.
Permette di studiare:
- reni;
- vescica;
- prostata;
- eventuali calcoli;
- residuo post-minzionale.
TC addome e vie urinarie
Può essere necessaria soprattutto:
- in caso di sospetti calcoli;
- ematuria importante;
- dubbi diagnostici;
- sospette neoplasie.
Cistoscopia
La cistoscopia è uno degli esami più importanti nello studio dell’ematuria.
Consente di visualizzare direttamente l’interno della vescica mediante uno strumento sottile introdotto attraverso l’uretra.
Molti pazienti arrivano alla visita molto preoccupati per questo esame. Nella pratica moderna, soprattutto con strumenti flessibili, la procedura è generalmente ben tollerata e dura pochi minuti.
Sangue nelle urine senza dolore: perché richiede attenzione
Uno degli errori più frequenti è pensare:
“Non ho dolore, quindi probabilmente non è nulla di importante.”
In urologia non sempre è così.
L’ematuria indolore, soprattutto nell’adulto e nel fumatore, è una situazione che merita particolare attenzione perché alcune patologie della vescica possono manifestarsi proprio in questo modo.
Questo non significa automaticamente tumore, ma significa che è corretto approfondire.
Ematuria negli uomini e nelle donne: cambia qualcosa?
Sì.
Negli uomini
- Sono più frequenti:
- problematiche prostatiche;
- patologie ostruttive;
- neoplasie urologiche dopo i 50 anni.
Nelle donne
Le infezioni urinarie sono più comuni.
Tuttavia un rischio concreto è attribuire automaticamente il sangue nelle urine a una cistite senza ulteriori controlli, soprattutto dopo i 50 anni.
Quando prenotare una visita urologica
È consigliabile una valutazione specialistica in presenza di:
- sangue visibile nelle urine;
- ematuria microscopica persistente;
- episodi ricorrenti;
- coaguli;
- dolore lombare;
- familiarità per tumori urologici;
- fumo di sigaretta;
- alterazioni urinarie associate.
Una visita precoce spesso permette di:
- escludere problemi importanti;
- ridurre ansia e incertezza;
- arrivare a una diagnosi più rapida;
- iniziare eventuali trattamenti in tempi adeguati.
Domande frequenti sull’ematuria
Il sangue nelle urine significa sempre tumore?
No. Nella maggior parte dei casi esistono cause benigne come infezioni o calcoli. Tuttavia l’ematuria non dovrebbe essere ignorata.
Se il sangue compare una sola volta devo preoccuparmi?
Un singolo episodio non significa necessariamente una malattia grave, ma è comunque consigliabile parlarne con il medico o con l’urologo.
Posso aspettare qualche settimana?
Dipende dal quadro clinico. In caso di ematuria macroscopica è generalmente opportuno programmare una valutazione senza rimandare troppo.
L’ematuria può andare e venire?
Sì. Alcune patologie urologiche provocano sanguinamenti intermittenti.
Conclusioni
Nella maggior parte dei casi vedere sangue nelle urine non significa automaticamente avere una malattia grave. Tuttavia è un sintomo che merita sempre di essere interpretato correttamente.
Nella pratica quotidiana urologica capita spesso di visitare pazienti che inizialmente avevano attribuito il problema a:
- stress;
- sforzi fisici;
- una semplice infezione;
- farmaci anticoagulanti.
A volte il sospetto è corretto. Altre volte invece gli accertamenti permettono di identificare problemi che il paziente non immaginava.
Il punto centrale non è allarmarsi, ma evitare di ignorare il sintomo.
Un controllo specialistico permette nella maggior parte dei casi di chiarire rapidamente la situazione, ridurre l’ansia del paziente e impostare eventuali approfondimenti mirati.
Soprattutto dopo i 50 anni, nei fumatori o in presenza di sangue nelle urine senza dolore, è consigliabile non rimandare una valutazione urologica.
La presenza di sangue nelle urine è un sintomo che merita sempre attenzione.
Nella pratica clinica molte cause sono benigne e trattabili, ma il punto fondamentale è evitare l’autodiagnosi o l’attesa prolungata senza controlli.
Una valutazione urologica permette di individuare rapidamente:
- infezioni;
- calcoli;
- problemi prostatici;
- patologie della vescica;
- altre condizioni che possono richiedere trattamento.
Soprattutto negli adulti sopra i 50 anni, nei fumatori o in presenza di ematuria senza dolore, è importante non sottovalutare il problema.
Quando rivolgersi allo specialista
In presenza di sangue nelle urine è consigliabile evitare autodiagnosi o terapie fai-da-te prolungate.
Una valutazione specialistica permette di identificare rapidamente la causa del problema e impostare eventuali accertamenti mirati.
L’articolo è a cura del Dott. Andrea Del Grasso, Direttore f.f. della SOC Urologia Pistoia e Pescia, con attività clinica e chirurgica in ambito urologico.
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