
Dott. Andrea Del Grasso nominato Direttore f.f. della SOC Urologia Pistoia e Pescia
16 Maggio 2026
La prostata ingrossata non è una condanna: guida completa all’Ipertrofia Prostatica Benigna
10 Giugno 2026Capita spesso, nel mio studio, di ricevere uomini di 45, 50 o anche 60 anni che si siedono sulla poltrona e mi fanno una confessione quasi timida: “Dottore, non mi sento più io. Sono sempre stanco, non ho più la stessa grinta di un tempo e a letto… beh, non funziona più come prima”.
La reazione più comune è scrollare le spalle e attribuire tutto allo stress, al lavoro che non dà tregua o, peggio, rassegnarsi al fatto che “sono i primi acciacchi della mezza età”. Ma da andrologo vi dico una cosa molto chiara: accettare questo declino come inevitabile è un errore.
Quello che molti uomini vivono in silenzio ha un nome preciso in medicina: Ipogonadismo Tardivo (o Late-Onset Hypogonadism). Non è una malattia rara, non è una vergogna, ed è una condizione che oggi possiamo gestire in modo eccellente, restituendo al paziente non solo la virilità, ma l’energia per vivere la giornata.
In questo articolo voglio portarvi “dietro le quinte” della visita andrologica. Vi spiegherò cosa succede realmente al vostro corpo, perché quella pancia che non va via c’entra più di quanto pensiate con il vostro testosterone, e perché comprare integratori su internet è la cosa peggiore che possiate fare.
Il testosterone non serve solo “a letto”
C’è un luogo comune duro a morire: l’idea che il testosterone sia l’ormone del sesso e basta. Niente di più sbagliato.
Il testosterone è un direttore d’orchestra. I suoi recettori sono sparsi in tutto il corpo maschile: nel cervello, nei muscoli, nelle ossa, nel cuore e nel midollo osseo. Quando i livelli di questo ormone iniziano a scendere sotto una certa soglia critica, il corpo manda dei segnali. A volte sono segnali forti e chiari, altre volte sono così sottili che ci mettiamo mesi, o anni, a collegarli.
A partire dai 30-40 anni, è fisiologico che la produzione cali di circa l’1-2% ogni anno. Ma in alcuni uomini, per motivi genetici, metabolici o legati allo stile di vita, questo freno a mano tirato è molto più aggressivo.
Attenzione a un dettaglio cruciale che spesso crea confusione: avere un valore di testosterone basso sulle carte del laboratorio non significa automaticamente essere malati. Se i vostri valori sono al limite ma vi sentite pieni di energia, dormite bene e avete una vita sessuale soddisfacente, non c’è nulla da curare. Al contrario, se i valori sono “normali” ma voi state male, dobbiamo indagare altrove. La diagnosi di Ipogonadismo Tardivo scatta solo quando i numeri bassi si sposano con sintomi reali che peggiorano la vostra qualità di vita.
I campanelli d’allarme che spesso ignoriamo
Come si manifesta questo deficit? I sintomi si sovrappongono e creano un quadro che può confondere anche il medico di base, se non si ha un occhio clinico andrologico. Possiamo dividerli in tre grandi gruppi.
Il lato sessuale e riproduttivo

Il circolo vizioso della “pancia da testosterone basso”
Voglio soffermarmi su un meccanismo biologico affascinante e terribile allo stesso tempo, perché è la chiave per capire perché molti uomini rimangono bloccati in una condizione di malessere cronico.
Il grasso che si accumula sulla pancia (il grasso viscerale) non è un magazzino inerte. È un vero e proprio organo endocrino. Le cellule di questo grasso contengono un enzima chiamato aromatasi. Cosa fa questo enzima? Prende il poco testosterone che il vostro corpo riesce ancora a produrre e lo “dirotta”, trasformandolo in estrogeni (gli ormoni femminili).
Il risultato? Il vostro testosterone crolla ulteriormente. E indovinate un po’: il basso testosterone dice al vostro corpo di accumulare ancora più grasso viscerale. Si crea un loop perfetto, un cane che si morde la coda.
Questo è il motivo per cui l’andrologia moderna non guarda solo l’ormone. Guarda il cuore, guarda il metabolismo. Un uomo con ipogonadismo non trattato ha un rischio cardiovascolare e di diabete di tipo 2 nettamente superiore. Curare il testosterone, quindi, è un atto di prevenzione medica a 360 gradi.
Lasciamo perdere il “fai da te” (sul serio)
Se provate a cercare “come alzare il testosterone” su Google, verrete sommersi da pubblicità di integratori miracolosi, tribulus terrestris, o peggio, siti esteri che vi vendono fiale di ormoni senza ricetta.
Devo essere brutale, ma è per il vostro bene: buttate via i vostri soldi e smettete di giocare con la vostra salute.
Gli integratori da banco, nella stragrande maggioranza dei casi, non fanno assolutamente nulla se c’è un vero deficit clinico. Ma il pericolo vero arriva se decidete di comprare testosterone esogeno (gel, iniezioni) online senza controllo medico.
Quando introducete testosterone dall’esterno, il vostro cervello (l’ipofisi) se ne accorge immediatamente. Pensa: “Ok, l’ormone c’è, posso smettere di lavorare”. E spegne la produzione naturale. Peggio ancora, spegne la fabbrica degli spermatozoi. Risultato: in pochi mesi vi ritrovate con un’azoospermia (zero spermatozoi nell’eiaculato) e rischiate di compromettere la vostra fertilità in modo anche permanente.
In più, senza le analisi del sangue giuste, potreste alzarvi l’ematocrito (rendendo il sangue troppo denso, con rischi di trombosi) o stimolare una prostata di cui non conoscevate i problemi. Il testosterone è un farmaco straordinario, ma va maneggiato con i guanti di velluto di uno specialista.
Cosa succede davvero durante una visita andrologica?
Se decidete di fare il grande passo e di prenotare una visita su andreadelgrasso.it, ecco cosa vi dovete aspettare. Non è una visita frettolosa.
Prima di tutto, vi ascolterò. Useremo dei questionari validati scientificamente per capire l’impatto reale dei sintomi sulla vostra vita quotidiana. Poi passeremo alla visita fisica.
Il passo successivo sono le analisi del sangue. E qui casca l’asino: il prelievo per il testosterone deve essere fatto tassativamente al mattino presto, idealmente tra le 8:00 e le 9:30. Il testosterone ha un ritmo circadiano; se fate il prelievo alle 11:30 o nel pomeriggio, il valore sarà falsamente basso e ci porterà fuori strada.
Non guarderemo solo il “Testosterone Totale”. Misureremo l’SHBG (una proteina che trasporta l’ormone) per calcolare il Testosterone Libero, che è l’unico che il vostro corpo può effettivamente usare. Controlleremo LH, FSH, Prolattina ed Estradiolo per capire dove si è inceppato il meccanismo: se il problema è nei testicoli (che non rispondono) o nel cervello (che non invia lo stimolo).
Infine, prima di prescrivere qualsiasi cosa, faremo un’ecografia prostatica e controlleremo il PSA. La sicurezza del paziente viene sempre prima di tutto.
Le strade per stare meglio: non esiste solo la fiala
La terapia sostitutiva (TRT) è l’arma più potente che abbiamo quando i valori sono crollati e lo stile di vita non basta più. Oggi abbiamo gel transdermici quotidiani o iniezioni a lento rilascio ogni 10-12 settimane. I benefici sono reali: l’energia torna, la nebbia mentale si dirada, la libido rifiorisce.
Ma la TRT non è una bacchetta magica che annulla uno stile di vita disastroso. Nel mio approccio, la terapia medica è sempre affiancata da tre pilastri non negoziabili:
- Allenamento di forza: Sollevare pesi (in modo sicuro e graduale) è il miglior stimolo naturale per i recettori androgeni e per la sensibilità all’insulina.
- Sonno: Il testosterone si produce principalmente durante il sonno profondo. Se dormite male o soffrite di apnee notturne (russate molto?), curare il sonno è il primo step terapeutico.
- Nutrizione: Perdere anche solo il 5-10% del peso corporeo, se si è in sovrappeso, può far impennare i livelli di testosterone naturale, a volte rendendo inutile la terapia farmacologica.
Una nota importante per gli uomini più giovani (sotto i 45-50 anni) che desiderano ancora avere figli: in questi casi evitiamo il testosterone esogeno. Usiamo farmaci come il Clomifene o la hCG, che ingannano il cervello facendogli credere che serva più testosterone, stimolando i testicoli a lavorare di più senza bloccare la produzione di spermatozoi.
Domande frequenti (quelle che mi fate davvero in studio)
“Dottore, ma a che età è normale sentirsi così?” Non esiste un’età in cui è “normale” sentirsi male. Se i sintomi vi tolgono il sorriso e l’energia a 40, 50 o 60 anni, meritate di essere ascoltati e curati. Non confondete l’invecchiamento fisiologico con una condizione clinica che ha una cura.
“Se prendo il testosterone mi viene il tumore alla prostata?” Questa è la paura numero uno, ma la scienza ci ha rassicurati. Le linee guida internazionali (EAU, AUA) confermano che la terapia sostitutiva non causa il cancro alla prostata. Tuttavia, il testosterone può “nutrire” un tumore già esistente. Per questo, il controllo urologico preventivo (PSA e visita) è la nostra assicurazione sulla vita prima di iniziare.
“Quanto tempo ci vuole per tornare in forma?” Non è immediato. Dopo 3-4 settimane iniziate a sentire più energia e un miglioramento dell’umore. La libido migliora entro il primo paio di mesi. Ma se parliamo di cambiare la composizione corporea (perdere pancia, mettere muscolo) o migliorare la densità ossea, parliamo di 6 mesi di terapia costante. Ci vuole pazienza.
“Posso risolvere solo mangiando meglio e andando in palestra?” Se il deficit è lieve e legato a un forte sovrappeso, sì, cambiare vita può ribaltare la situazione. Ma se il vostro testosterone libero è veramente a terra e i sintomi sono pesanti, lo stile di vita vi aiuterà, ma da solo non basterà. Serve il supporto medico.
“La terapia mi renderà sterile?” Sì, il testosterone classico blocca la spermatogenesi. Se il vostro obiettivo è diventare papà, dovete dirmelo chiaramente al primo incontro. Adatteremo la terapia per proteggere la vostra fertilità.
Tirando le somme
Il calo del testosterone non è una condanna. Non è il prezzo da pagare per essere diventati adulti. È un segnale che il vostro corpo vi sta mandando, e la medicina andrologica di oggi ha gli strumenti per rispondere a questo segnale in modo sicuro, preciso e personalizzato.
Non lasciate che la stanchezza e il malessere definiscano i prossimi decenni della vostra vita. C’è una strada per tornare a sentirvi voi stessi, e il primo passo per percorrerla è una chiacchierata seria, senza tabù, con uno specialista.
Se vi siete riconosciuti in queste righe, vi invito a prenotare una visita. Valuteremo insieme il vostro quadro clinico, faremo le analisi giuste e costruiremo un percorso su misura per voi.



