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3 Agosto 2026Quando una coppia apre il referto dello spermiogramma e legge la parola teratozoospermia accanto a cifre apparentemente spaventose come “96% o 98% di forme atipiche”, la reazione immediata è quasi sempre il panico. Ci si immagina subito una diagnosi di infertilità irreversibile, la fine del sogno di un concepimento naturale o il rischio di trasmettere anomalie al futuro nascituro. Parliamoci chiaro. Niente di tutto questo corrisponde alla realtà clinica. La teratozoospermia non è una condanna alla sterilità e non indica una malformazione genetica del bambino. Indica semplicemente che la percentuale di spermatozoi con conformazione anatomica ideale (morfologia normale) presenti nel campione eiaculato è inferiore alle soglie statistiche di riferimento fissate dal manuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Nella mia pratica clinica quotidiana di chirurgo e andrologo nelle sedi di Pistoia, Prato e Pescia, incontro continuamente coppie che arrivano in ambulatorio sconvolte da un referto di laboratorio letto senza la dovuta contestualizzazione medica. Secondo le direttive aggiornate della sesta edizione del manuale OMS (2021), è sufficiente che soltanto il 4% degli spermatozoi presenti una struttura morfologica impeccabile secondo i severi criteri di Kruger per considerare il parametro nei limiti della norma. Questo significa che persino in un individuo perfettamente fertile, fino al 96% degli spermatozoi può presentare anomalie della testa, del tratto intermedio o della coda. La natura maschile produce milioni di cellule riproduttive al giorno e la quantità compensa ampiamente le difformità strutturali di una quota rilevante di esse.
Andiamo al sodo del problema. Un referto con spermiogramma valori alterati non rappresenta mai una diagnosi definitiva, ma una fotografia istantanea della spermatogenesi avvenuta negli ultimi due o tre mesi. Lo spermatozoo è la cellula più specializzata, complessa e delicata dell’organismo umano; la sua fabbricazione all’interno dei tubuli seminiferi testicolari dura circa 72-75 giorni ed è sensibile a variazioni termiche, flogosi, stress ossidativo, carenze nutrizionali e fattori ambientali. Identificare le cause reali sottostanti a un riscontro di forme atipiche spermiogramma permette di impostare trattamenti medici o chirurgici personalizzati, capaci di ripristinare la qualità seminale o di guidare la coppia verso il percorso di fecondazione assistita più appropriato.
La morfologia dello spermatozoo e i Severi Criteri di Kruger: come si legge il laboratorio
Per comprendere l’origine della teratozoospermia dobbiamo analizzare la struttura microscopica dello spermatozoo maturo. Questa cellula è un capolavoro di ingegneria idrodinamica progettato per raggiungere e penetrare l’ovocita. Lo spermatozoo si suddivide anatomamente in tre porzioni principali: la testa, il tratto intermedio (o collo) e la coda (o flagello). Ognuna di queste parti svolge una funzione biologica insostituibile durante la corsa verso il concepimento.
La testa dello spermatozoo deve presentare una forma ovoidale regolare con profilo liscio, una lunghezza compresa tra 4.0 e 5.0 micrometri e una larghezza tra 2.5 e 3.5 micrometri. La porzione anteriore della testa (circa il 40%-70% dell’intera area cefalica) deve essere occupata dall’acrosoma, una vescicola speciale ricca di enzimi litici (come l’ialuronidasi e l’acrosina) necessari per perforare la zona pellucida dell’ovulo. Il tratto intermedio deve essere sottile, lineare, allineato con l’asse principale della testa e ricco di mitocondri, che fungono da vera e propria centrale energetica fornendo ATP per il movimento. La coda deve essere costituita da un flagello singolo, uniforme, ritorto in modo regolare e lungo circa 45 micrometri, privo di curvature o spezzature.
Fino a qualche decennio fa, la valutazione morfologica dello sperma era estremamente permissiva: si consideravano normali campioni con oltre il 30% o persino il 50% di forme tipiche. L’introduzione dei “Criteri Severi di Kruger” (Kruger Strict Criteria) ha rivoluzionato l’andrologia di laboratorio. Secondo questo metodo, qualsiasi spermatozoo che presenti anche una minima, trascurabile imperfezione (un acrosoma leggermente ridotto, una piccola goccia citoplasmatica residua o una lieve piegatura della coda) viene classificato spietatamente come “anomalo”. È proprio applicando la rigidità del metodo di Kruger che la soglia di normalità è scesa al 4%. Se la percentuale di forme perfette scende al di sotto di questa asticella (es. 3%, 2%, 1% o 0%), la diagnosi laboratoristica viene codificata come teratozoospermia.
Classificazione delle anomalie: difetti della testa, del tratto intermedio e del flagello
Quando esamino il referto di un paziente inviato da un centro di fertilità a Pistoia o dal medico di medicina generale, non mi limito a guardare la percentuale totale di teratozoospermia. La risposta clinica cambia radicalmente a seconda della tipologia dominante di difetto morfologico. Le forme atipiche non sono tutte uguali ed è fondamentale categorizzarle con precisione anamnestica.
I difetti della testa rappresentano la categoria clinica più impattante per il successo della fecondazione. Rientrano in questo gruppo:
- Microcefalia e Macrocefalia: Teste eccessivamente piccole o sproporzionatamente grandi, spesso associate ad alterazioni del patrimonio cromosomico o della condensazione della cromatina.
- Testa amorfa o allungata (tapered): Perte della struttura ovoidale. Le forme allungate sono un classico spia clinico di sofferenza testicolare da ipertermia o varicocele.
- Globozoospermia (testa rotonda): Una condizione rara ma severa caratterizzata da spermatozoi con testa perfettamente sferica e totale assenza di acrosoma. Senza acrosoma lo spermatozoo è incapace di perforare la membrana dell’ovocita in modo naturale.
- Presenza di vacuoli multipli: Bolle all’interno del nucleo cefalico che riflettono un danno alla struttura del DNA spermatico.
I difetti del tratto intermedio e della coda compromettono invece la dinamica del movimento (motilità). La presenza di colli angolati, colli asimmetrici o residui citoplasmatici abbondanti (gocce di citoplasma non eliminate durante la maturazione epididimaria) ostacola la propagazione dell’onda meccanica. I difetti della coda comprendono flagelli corti, code arrotolate a spirale, code doppie o multiple e code spezzate. Un flagello malformato impedisce allo spermatozoo di risalire le vie genitali femminili e di superare il muco cervicale, lasciando la cellula bloccata prima di raggiungere la sede dell’ampolla tubarica.
Le cause scatenanti della teratozoospermia: dal varicocele all’inquinamento ambientale
Quali sono i meccanismi fisiopatologici che alterano la catena di montaggio del testicolo portando alla formazione di spermatozoi atipici? La fabbricazione degli spermatozoi è un processo biochimico raffinato che necessita di una temperatura inferiore di circa 1.5°C – 2°C rispetto a quella corporea basale, di un corretto apporto di ossigeno ed elementi nutritivi, e di un ambiente chimico privo di tossici e radicali liberi dell’ossigeno (ROS).
La causa identificabile in assoluto più frequente nella popolazione maschile è il varicocele. Il varicocele è una dilatazione varicosa delle vene del plesso pampiniforme del testicolo (più frequente a sinistra). La stasi venosa provoca due danni devastanti per la spermatogenesi: aumenta la temperatura intratesticolare impedendo il raffreddamento fisiologico del testicolo e causa un reflusso di metaboliti tossici renali ed epatici verso le gonadi. L’ipertermia e la stasi ematica alterano l’espressione genica durante le fasi di spermiogenesi, inducendo la produzione massiva di spermatozoi con teste allungate o amorfe e tratti intermedi difettosi. Per comprendere la diagnosi di queste patologie vascolari, puoi consultare la sezione dedicata all’ urologia.
La seconda grande causa è lo stress ossidativo testicolare e sistemico. Quando la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) supera le difese antiossidanti dell’organismo, si innesca la perossidazione lipidica della membrana plasmatica degli spermatozoi. La membrana spermatica è ricchissima di acidi grassi polinsaturi: l’attacco dei radicali liberi ne altera la fluidità, compromette la formazione dell’acrosoma e frammenta il materiale genetico contenuto nella testa.
Altre cause cliniche di primario rilievo comprendono:
- Infezioni e flogosi delle vie seminali: Prostatiti batteriche o abatteriche, epididimiti e vescicoliti. La presenza di leucociti nel liquido seminale (leucocitosi) genera una violenta cascata infiammatoria e rilascio di citochine tossiche per la forma dello sperma.
- Stili di vita scorretti: Il fumo di sigaretta (che introduce metalli pesanti come cadmio e piombo), l’abuso di alcol, l’obesità (che aumenta la conversione del testosterone in estrogeni nel grasso viscerale) e l’uso di sostanze anabolizzanti.
- Ipertermia professionale o voluttuaria: Lavori a contatto con fonti di calore (fornai, saldatori, autisti di lunghi percorsi), uso prolungato di laptop appoggiati sul grembo, frequentazione assidua di saune e indumenti intimi eccessivamente stretti o sintetici.
- Esposizione ad interferenti endocrini e tossici ambientali: Pesticidi, plastiche (fthalati e bisfenolo A), solventi industriali e metalli pesanti che alterano la regolazione ormonale dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo.
Un caso clinico reale a Pistoia: la storia di Luca e Chiara
Per comprendere come la diagnosi corretta e un approccio integrato possano ribaltare una prognosi apparentemente infausta, voglio condividere la storia di una coppia giunta nel mio ambulatorio di Pistoia.
Luca, trentaquattro anni, e Chiara, trentadue, cercavano una gravidanza da oltre quattordici mesi senza alcun successo. Avevano già eseguito una prima batteria di accertamenti: lei risultava perfettamente ovulatoria e con pervietà tubarica bilaterale; lui si presentava con uno spermiogramma che riportava la diagnosi di “severa teratozoospermia” con l’1% di forme normali (99% di forme atipiche) e una motilità leggermente ridotta. La coppia si era sentita dire altrove che l’unica strada percorribile fosse la fecondazione in vitro di terzo livello (ICSI) immediata.
Durante la visita andrologica nel mio studio, ho eseguito un’accurata anamnesi e un ecocolordoppler scrotale. L’esame ecografico ha evidenziato la presenza di un varicocele sinistro di III grado clinico ed ecografico, con significativo reflusso venoso continuo alla manovra di Valsalva, non diagnosticato in precedenza. Inoltre, le analisi di secondo livello hanno confermato un elevato indice di stress ossidativo seminale. Ho spiegato alla coppia che l’1% di forme normali non era un dato costitutivo immodificabile, ma la conseguenza diretta del surriscaldamento testicolare e del danno ossidativo indotto dal varicocele.

Abbiamo concordato un piano d’azione: Luca è stato sottoposto a intervento chirurgico mininvasivo di legatura alta della vena spermatica (varicocelectomia) ed ha seguito un ciclo di terapia nutraceutica mirata ad alto dosaggio con coenzima Q10, astaxantina, zinco e N-acetilcisteina per quattro mesi. Al controllo seminale eseguito a sei mesi dalla chirurgia, la percentuale di forme normali è salita al 6% (sopra la soglia OMS), con un netto recupero della motilità progressiva. Sette mesi dopo il controllo seminale, Chiara è rimasta incinta in modo del tutto naturale. Oggi sono genitori di un bambino sano. Questa è la dimostrazione che trattare la causa e non solo il numero stampato su un foglio fa la differenza.
Diagnostica di secondo livello: oltre lo spermiogramma di base
Quando ci si trova di fronte a un riscontro di teratozoospermia persistente, fermarsi allo spermiogramma di base è un errore clinico grave. Lo spermiogramma tradizionale descrive l’aspetto esterno delle cellule al microscopio ottico, ma non ci dice nulla sulla salute del materiale genetico contenuto all’interno del nucleo della testa dello spermatozoo. Se sospetti problemi di infertilità o vuoi programmare un controllo specialistico a Pistoia, è consigliabile rivolgersi tempestivamente a un prenota una visita per accedere a un percorso diagnostico completo.
Per questo motivo, nel mio protocollo per la valutazione dell’infertilità maschile a Pistoia e Prato, integro la diagnosi con esami strumentali e di laboratorio di secondo e terzo livello:
1. Test di Frammentazione del DNA Spermatico (DFI): Misura la percentuale di spermatozoi che presentano rotture a singolo o doppio filamento nella catena della cromatina. Uno spermatozoo può apparire morfologicamente “bello” all’esterno ma contenere un DNA gravemente frammentato. Un DFI superiore al 25%-30% riduce drasticamente le probabilità di concepimento naturale, aumenta il tasso di abortività spontanea precoce e abbassa i tassi di successo delle tecniche di PMA.
2. Test dello Stress Ossidativo Seminale (ORP – MiOXSYS): Valuta l’equilibrio tra sostanze ossidanti e difese antiossidanti nel liquido seminale, fornendo un valore numerico oggettivo per guidare l’integrazione farmacologica.
3. Spermiocoltura con antibiogramma e ricerca di germi atipici: Indispensabile per escludere infezioni silenti da *Chlamydia trachomatis*, *Mycoplasma hominis* o *Ureaplasma urealyticum*, batteri capaci di aderire alla superficie degli spermatozoi alterandone la forma e la motilità.
4. Ecocolordoppler Scrotale ad alta risoluzione: L’esame strumentale fondamentale per lo studio della struttura testicolare, la misurazione dei volumi ghiandolari e l’identificazione di varicoceli subclinici o alterazioni dell’ecostruttura parenchimale.
5. Profilo Ormonale Ematico: Dosaggio di FSH, LH, Testosterone totale, Estradiolo, Prolattina e TSH. L’FSH (Ormone Follicolo-Stimolante) è l’indicatore chiave del funzionamento dei tubuli seminiferi: un suo innalzamento significativo segnala una sofferenza primaria del tessuto germinativo testicolare. Se desideri consultare la gamma di prestazioni andrologiche offerte, puoi accedere alla pagina generale di andrologia.
Strategie terapeutiche: come migliorare la morfologia spermatica
È possibile migliorare la percentuale di forme normali e ridurre la teratozoospermia? La risposta è sì, a condizione di intervenire sulle cause specifiche e di rispettare i tempi biologici della spermatogenesi. Qualsiasi terapia impostata oggi mostrerà i suoi veri effetti sullo spermiogramma soltanto tra 80 e 90 giorni, ovvero il tempo necessario affinché le nuove cellule staminali germinative completino l’intero ciclo di maturazione.
La strategia terapeutica si sviluppa su tre pilastri fondamentali:
1. Terapia Medico-Nutraceutica Antiossidante e Ormonale
Nelle forme di teratozoospermia indotte da stress ossidativo o idiopatiche, la somministrazione di protocolli antiossidanti combinati a dosaggi terapeutici rappresenta il primo presidio. Le molecole dotate di maggiore evidenza scientifica comprendono l’Astaxantina, il Coenzima Q10 (in forma di Ubichinolo, indispensabile per la catena respiratoria mitocondriale), la L-Carnitina e l’Acetyl-L-Carnitina (fondamentali per la motilità e lo sviluppo acrosomiale), lo Zinco, il Selenio e le Vitamine C ed E. Nei casi in cui si riscontri un Deficit di Testosterone o un’alterazione della stimolazione ipofisaria, l’uso di modulatori dei recettori degli estrogeni (SERM come il clomifene citrato) o di gonadotropine umane (hCG/hMG) sotto stretto controllo andrologico può stimolare la spermatogenesi aumentando sia la produzione che la qualità dei gameti.
2. Correzione Chirurgica del Varicocele
Se la teratozoospermia è associata a un varicocele clinico (particolarmente di II o III grado) in un uomo con desideri di paternità, la correzione chirurgica o radiologica percutanea è fortemente indicata dalle linee guida dell’Associazione Europea di Urologia (EAU). L’intervento di varicocelectomia (eseguibile con tecnica microchirurgica o con legatura subinguinale) elimina il reflusso venoso, abbassa la temperatura scrotale e riduce drasticamente lo stress ossidativo. Nel 60%-70% dei casi operati si osserva un miglioramento significativo dei parametri seminali, con un aumento delle forme normali e della motilità nell’arco dei 6-12 mesi successivi.
3. Bonifica delle Infezioni e Modifica dello Stile di Vita
In presenza di infezioni delle vie seminali, la somministrazione di cicli antibiotici mirati basati sull’antibiogramma, associata ad antinfiammatori e miorilassanti pelvici, risolve la leucocitosi ed elimina la produzione di ROS da parte dei batteri. Parallelamente, il paziente deve eliminare tassativamente il fumo, ridurre drasticamente l’alcol, regolarizzare il peso corporeo attraverso una dieta mediterranea ricca di alimenti freschi e priva di cibi ultra-processati, ed evitare l’esposizione professionale o voluttuaria al calore eccessivo.
Teratozoospermia e Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): quando ricorrere all’ICSI
Cosa succede se, nonostante le terapie mediche, la correzione degli stili di vita o la chirurgia, la teratozoospermia rimane severa (es. forme normali costantemente inferiori al 2% o 1%) e la gravidanza naturale non arriva? In queste circostanze, la medicina della riproduzione offre opzioni straordinarie attraverso le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), il cui percorso viene spesso coordinato in sinergia con uno specialista in andrologia.
Le tecniche di PMA si dividono in base alla complessità biologica:
- Inseminazione Intrauterina (IUI – I Livello): Indicata unicamente nelle forme di teratozoospermia lieve (forme normali tra il 3% e il 4%) associate a buona concentrazione e motilità. Il liquido seminale viene preparato in laboratorio mediante capacitazione (selezione dei campioni migliori) e iniettato direttamente nella cavità uterina della donna durante la fase ovulatoria.
- Fecondazione in Vitro Tradizionale (FIVET – II Livello): Gli oociti prelevati dalla donna vengono messi a contatto in una capsula di coltura con migliaia di spermatozoi capacitati, lasciando che la fecondazione avvenga in modo spontaneo. Se la teratozoospermia è marcata, la FIVET presenta un alto rischio di fallimento di fecondazione a causa dell’incapacità degli spermatozoi atipici di perforare la zona pellucida.
- Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI – II/III Livello): È la tecnica d’elezione e il gold standard in presenza di teratozoospermia moderata o severa. Il biologo embriologo seleziona al microscopio ad alto ingrandimento un singolo spermatozoo che presenti la migliore morfologia apparente e la migliore motilità, e lo inietta direttamente all’interno del citoplasma dell’ovocita mediante un microago di vetro. L’ICSI azzera la barriera biologica della penetrazione dell’ovulo, rendendo la forma esterna dello spermatozoo meno vincolante per l’ottenimento dell’embrione.
- Super-ICSI o IMSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo Selezionato ad Alto Ingrandimento): Utilizza un microscopio dotato di ingrandimento ottico fino a 6000x (rispetto ai 400x della normale ICSI). Questo consente all’embriologo di osservare la testa dello spermatozoo nei minimi dettagli sub-cellulari, scartando i gameti che presentano micro-vacuoli nucleari invisibili alla normale ICSI, migliorando ulteriormente i tassi di impianto e riducendo il rischio di aborto.
Cose da non fare assolutamente di fronte a uno spermiogramma con valori alterati
Nel corso della mia carriera ho notato che la scoperta di una teratozoospermia spinge spesso gli uomini a compiere errori dettati dall’ansia o dalla disinformazione. È mio dovere di medico elencare i comportamenti incongrui da evitare con decisione:
- NON ripetere lo spermiogramma dopo due settimane: La spermatogenesi richiede quasi tre mesi. Ripetere il test a distanza di pochi giorni non ha alcun senso biologico e genera soltanto inutile ansia. Eventuali controlli vanno programmati a distanza di almeno 80-90 giorni dalla prima analisi o dall’inizio di una terapia.
- NON acquistare integratori casuali sul web o a dosaggi sconsiderati: Assumere megadosi improprie di antiossidanti senza un dosaggio dello stress ossidativo reale può provocare l’effetto paradossale opposto, noto come “stress riduttivo”, che danneggia la condensazione della cromatina spermatica esattamente come lo stress ossidativo.
- NON eseguire lo spermiogramma in laboratori di analisi generali privi di certificazione andrologica: La valutazione della morfologia spermatica secondo i criteri di Kruger richiede biologi dedicati ed esperti in seminologia. Laboratori non specializzati tendono a sovrastimare le anomalie o a fornire referti inattendibili. Se desideri chiarimenti sui centri di riferimento sul territorio, puoi contattare lo studio tramite la pagina contatti.
- NON colpevolizzarsi o colpevolizzare il partner: L’infertilità non è mai una colpa personale, ma una condizione medica di coppia. Affrontare il percorso con uno spirito di squadra rafforza l’unione e migliora la risposta psicologica alle terapie.
- NON arrendersi alla prima diagnosi senza una visita andrologica completa: Uno spermiogramma alterato è solo un foglio di carta. Senza una visita obiettiva, un’ecografia scrotale e l’inquadramento delle cause, si rischia di perdere tempo prezioso inseguendo scorciatoie. Per saperne di più sul profilo del medico e sulle sedi operative, visita la homepage Dott. Andrea Del Grasso.
Il percorso per la fertilità di coppia nelle sedi di Pistoia, Prato e Pescia
Affrontare la ricerca di un figlio quando compare un problema di teratozoospermia richiede competenza specialistica, empatia e una diagnosi medica rigorosa. Operando costantemente presso i miei studi di Pistoia, Prato e Pescia, ho strutturato un protocollo diagnostico e terapeutico orientato alla persona, capace di accogliere la coppia, smontare i dubbi infondati e identificare la strada più rapida e sicura verso il concepimento.
Se hai ricevuto un esito di spermiogramma con forme atipiche o se state cercando una gravidanza da oltre un anno senza successi, non lasciate che la confusione o la paura vi blocchino. Fai il primo passo pratico: richiedi un consulto andrologico specialistico presso la sede a te più vicina. Troverai un ambiente professionale pronto ad ascoltarti, a valutare la tua situazione con gli esami corretti e ad accompagnarvi passo dopo passo verso la realizzazione del vostro progetto di famiglia.
Domande Frequenti (FAQ)
La teratozoospermia significa che sono completamente sterile?
No. La teratozoospermia indica soltanto una percentuale di forme normali inferiore al 4%. Se la concentrazione e la motilità degli spermatozoi sono buone, la gravidanza naturale è assolutamente possibile, poiché il numero totale di spermatozoi sani può essere comunque sufficiente.
Se rimango incinta con un partner affetto da teratozoospermia, il bambino rischia malformazioni?
Assolutamente no. La forma dello spermatozoo (morfologia) non ha alcuna relazione con le malformazioni genetiche o fisiche del nascituro. Gli spermatozoi con anomalie strutturali gravi di norma non riescono a fecondare l’ovulo.
Quanto tempo ci vuole per guarire dalla teratozoospermia dopo una cura?
Il ciclo di produzione degli spermatozoi (spermatogenesi) dura circa 72-75 giorni. Di conseguenza, i primi miglioramenti visibili allo spermiogramma si riscontrano non prima di 3 mesi dall’inizio della terapia medica o dall’intervento di varicocele.
Il varicocele è sempre la causa delle forme atipiche nello spermiogramma?
Il varicocele è una delle cause identificabili più frequenti di teratozoospermia, poiché l’ipertermia e la stasi venosa alterano lo sviluppo della testa dello spermatozoo. Tuttavia, esistono anche cause infettive, ormonali, genetiche e legate allo stress ossidativo.



