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Attenzione: Pensare che il varicocele sia un problema da affrontare solo quando si cerca un figlio è un errore di valutazione temporale. Questa alterazione vascolare, se trascurata dall’adolescenza, può causare un danno lento ma progressivo e irreversibile alla struttura stessa del testicolo.
Che cos’è il varicocele? Una metafora idraulica per capire il reflusso
Nella mia attività quotidiana sul territorio toscano, accogliendo i pazienti che scelgono di affidarsi a me come andrologo Pistoia e Pescia, mi rendo conto di come i tecnicismi medici spaventino. Per spiegare cos’è il varicocele uso sempre un’analogia molto semplice: immagina le vene del testicolo come i tubi di scarico di un lavandino domestico. Queste vene hanno il compito di far risalire il sangue verso l’alto, contro la forza di gravità, grazie a piccole valvole interne che funzionano come saracinesche di sicurezza a senso unico.
Se queste valvole non tengono più o le pareti delle vene si sfiancano, il meccanismo crolla. Il sangue, invece di scorrere fluido verso il cuore, torna indietro per gravità e ristagna nello scroto, il sacchetto che contiene i testicoli. Questo ristagno continuo provoca la dilatazione visibile e palpabile delle vene posizionate attorno al testicolo, dando vita a delle vere e proprie vene varicose scrotali. Per una complessa ragione di simmetria venosa anatomica (la vena spermatica sinistra si scarica nella vena renale con un angolo retto), questo difetto idraulico si sviluppa nel 95% dei casi sul lato sinistro.
Circa 2 ragazzi su 10 presentano questa alterazione vascolare, spesso senza averne la minima consapevolezza. Molti lo scoprono per puro caso durante una visita sportiva o durante i primi controlli medici di coppia, rimanendo spiazzati dall’assenza di manifestazioni eclatanti.
Varicocele sintomi: i segnali striscianti da non sottovalutare
Il grande inganno di questa patologia risiede nella sua natura quasi totalmente silenziosa. Nelle sue fasi iniziali (primo e secondo grado), i legati al varicocele sintomi sono impercettibili. Non c’è un dolore acuto, non ci sono ferite o alterazioni visibili a occhio nudo. Tuttavia, prestando attenzione al proprio corpo, emergono piccoli campanelli d’allarme che meritano un controllo immediato.
Il sintomo più comune è una sensazione di pesantezza sorda o di fastidio localizzato al testicolo sinistro, che tende a manifestarsi soprattutto alla fine di una giornata passata molto tempo in piedi, dopo sforzi fisici intensi in palestra o durante le stagioni più calde dell’anno. Questa pesantezza svanisce quasi istantaneamente non appena ci si sdraia a letto, poiché la posizione orizzontale facilita meccanicamente il ritorno del sangue, svuotando le vene dilatate. Nelle forme più avanzate (terzo grado), lo scroto può apparire visivamente asimmetrico e, alla palpazione, si avverte una massa morbida sopra il testicolo, simile a un “sacchetto di vermi”, che corrisponde alle vene aggrovigliate.
Se avverti periodicamente questa pesantezza, il passo più saggio da compiere è pianificare un controllo specialistico mirato. Per comprendere meglio come si svolge e come prepararsi senza ansie, ti invito a leggere la mia guida sulla prima visita andrologica, dove spiego l’importanza del colloquio clinico e dell’esame obiettivo.
Varicocele e concepimento: perché il ristagno venoso minaccia gli spermatozoi?
Il fulcro della preoccupazione dei pazienti riguarda il legame tra varicocele e concepimento. Come può una vena dilatata sul lato sinistro della borsa scrotale influire sulla fertilità generale dell’uomo? La risposta risiede in un delicatissimo parametro biologico: la temperatura corporea.
La natura ha posizionato i testicoli all’esterno del corpo umano, all’interno dello scroto, per una ragione termica fondamentale: per produrre spermatozoi sani e vitali, i testicoli hanno bisogno di lavorare a una temperatura costante di circa 34-35 gradi centigradi, ovvero almeno due gradi in meno rispetto alla temperatura interna del corpo (37°C). Quando le vene sono dilatate e il sangue surriscaldato ristagna continuamente attorno al testicolo, l’effetto è simile a quello di un radiatore difettoso accostato a un frigorifero. La temperatura scroto-testicolare sale bruscamente.
Questo surriscaldamento cronico, associato all’accumulo di sostanze tossiche e radicali liberi che non vengono drenati correttamente dal flusso sanguigno invertito, crea un ambiente ostile per la spermatogenesi. Le cellule staminali del testicolo vanno in sofferenza, rallentando la produzione e alterando la qualità finale del liquido seminale.
La storia di Marco e Silvia (31 e 29 anni, Pescia): Marco e Silvia cercavano il primo figlio da quattordici mesi. Gli esami di Silvia erano perfetti, ma la gravidanza non arrivava. Durante un consulto andrologico nel mio studio della Valdinievole, abbiamo riscontrato un varicocele di terzo grado a sinistra, completamente asintomatico per il paziente. Lo spermiogramma mostrava un numero ridotto di spermatozoi e una motilità gravemente insufficiente. Sei mesi dopo l’intervento mininvasivo di legatura venosa, i valori seminali sono raddoppiati e Silvia ha felicemente annunciato la gravidanza.
Lo spermiogramma alterato varicocele: la prova del danno biologico
Per misurare oggettivamente l’impatto della patologia sulla fertilità, l’esame obiettivo in studio non basta. Lo strumento diagnostico cardine, insostituibile nella medicina riproduttiva moderna, è l’analisi del liquido seminale. Riscontrare uno spermiogramma alterato varicocele fornisce all’andrologo la misura esatta del danno biologico in corso e orienta la decisione terapeutica.
Le alterazioni tipiche riscontrabili sul referto di laboratorio coinvolgono i tre parametri principali dello sperma:
- La oligospermia (riduzione del numero): la densità degli spermatozoi per millilitro di eiaculato scende drasticamente sotto i livelli di guardia standard definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
- La astenospermia (riduzione della motilità): gli spermatozoi prodotti sotto stress termico appaiono deboli, lenti o incapaci di compiere traiettorie rettilinee efficaci, fallendo nella risalita verso l’ovocita femminile.
- La teratospermia (alterazione della morfologia): aumenta vistosamente la percentuale di spermatozoi che presentano anomalie strutturali della testa o della coda, rendendoli incapaci di fecondare l’uovo.
Negli ultimi anni, grazie alla ricerca andrologica avanzata, associamo allo spermiogramma tradizionale anche il test di frammentazione del DNA spermatico. Questo esame specifico valuta l’integrità del materiale genetico trasportato dagli spermatozoi: un varicocele severo provoca un forte stress ossidativo che “spezza” le catene del DNA, riducendo le probabilità di concepimento e aumentando in modo significativo il rischio di aborti spontanei precoci nella partner.
Quando è davvero necessario operarsi? I criteri per la scelta chirurgica
Chiariamo un punto fondamentale che solleva molti dubbi nei pazienti: avere il varicocele non significa dover finire automaticamente in sala operatoria. La diagnosi della patologia non equivale a una condanna chirurgica immediata. Esistono criteri clinici ben precisi, linee guida internazionali che noi specialisti seguiamo con rigore per stabilire quando l’intervento è un beneficio reale e quando, invece, è sufficiente il monitoraggio nel tempo.
L’intervento chirurgico di correzione (varicocelectomia) o radiologico (sclerosi retrograda) si rende necessario esclusivamente in presenza di determinate condizioni cliniche:
- Alterazione severa dello spermiogramma: quando l’esame seminale mostra un declino progressivo dei parametri di numero, motilità e forme in un uomo che sta attivamente cercando una gravidanza di coppia.
- Ipotrofia testicolare: nei ragazzi giovani o adolescenti, se il testicolo sinistro (quello colpito dal reflusso) appare visibilmente più piccolo e ridotto nel volume di oltre il 20% rispetto al destro sano alla misurazione con l’orchiometro o all’ecografia.
- Dolore o fastidio cronico invalidante: quando il senso di pesantezza scaturisce in dolore quotidiano persistente, non responsivo ai comuni farmaci antinfiammatori e in grado di compromettere le normali attività lavorative o sportive.
- Varicocele clinico di terzo grado in età giovanile: in un’ottica di pura prevenzione andrologica, per proteggere la riserva riproduttiva futura prima che si strutturi un danno irreversibile.
Se il paziente è adulto, presenta un varicocele di primo grado, ha uno spermiogramma perfettamente normale e ha già avuto figli senza difficoltà, l’indicazione corretta è l’astensione chirurgica associata a un controllo ecografico e seminale periodico ogni 1-2 anni. Se desideri esplorare tutti i servizi offerti per un corretto inquadramento, visita la mia pagina specifica dedicata all’ urologia e andrologia d’avanguardia.

La capillarità diagnostica sul territorio: Pistoia, Prato e Pescia
Affrontare la prevenzione andrologica o un percorso di infertilità richiede prossimità, tempi d’attesa brevi e la certezza di trovare attrezzature ecografiche di ultima generazione nello stesso studio in cui effettui la visita. Per rispondere a questa esigenza, visito i miei pazienti in regime libero-professionale privato dislocando l’attività in modo capillare nelle tre province della Toscana Centro.
Presso gli studi di Pistoia, Prato e Pescia, eseguo direttamente in seduta di consulto l’ecocolordoppler testicolare computerizzato con manovra di Valsalva. Questo test dinamico permette di visualizzare in tempo reale l’inversione del flusso del sangue durante un colpo di tosse o uno sforzo addominale, misurando la velocità del reflusso e classificando il grado del varicocele con precisione millimetrica. Avere diagnosi e mappatura vascolare in un’unica seduta evita al paziente inutili pellegrinaggi tra cliniche e liste d’attesa estenuanti, accelerando l’impostazione della terapia corretta.
Domande Frequenti (FAQ): Risposte dell’andrologo
In questa sezione ho riassunto e sviluppato in modo chiaro e consulenziale le risposte alle domande reali digitate dagli utenti sui motori di ricerca, per sciogliere ogni dubbio in modo diretto e trasparente.
Chi soffre di varicocele può avere figli?
Sì, assolutamente. Soffrire di varicocele non è sinonimo di sterilità matematica assoluta. Moltissimi uomini che presentano questa alterazione vascolare riescono ad avere figli in modo del tutto naturale e senza alcun supporto medico, specialmente se il varicocele è di grado lieve (primo o secondo grado) e il testicolo sano controlaterale compensa efficacemente la produzione. Il varicocele rappresenta un fattore di rischio che riduce il potenziale fertile, ma l’impatto reale va valutato caso per caso tramite l’esecuzione di uno spermiogramma specifico.
Dallo spermiogramma si vede il varicocele?
No, lo spermiogramma non è un esame radiologico o visivo, quindi non può mostrare l’immagine delle vene dilatate. Lo spermiogramma fotografa gli effetti biologici e funzionali che il varicocele provoca sulla qualità degli spermatozoi (numero ridotto, motilità debole, anomalie morfologiche). Per vedere fisicamente il varicocele e misurare l’entità del reflusso sanguigno, l’unico esame diagnostico gold standard è l’ecocolordoppler testicolare eseguito dallo specialista in studio.
Quali sono i segnali di infertilità maschile?
L’infertilità maschile è quasi sempre una condizione totalmente asintomatica: l’erezione è valida, il desiderio è normale, l’eiaculazione avviene senza fastidi e lo sperma appare visivamente identico a quello di un uomo fertile. Il segnale principale e primario è l’assenza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti intimi regolari e non protetti con la partner. Segnali fisici indiretti associati possono essere la presenza di testicoli piccoli o di consistenza ridotta, varicocele voluminoso avvertibile al tatto o passate infezioni genitali ripetute.
Varicocele 1 grado cura?
Il varicocele di primo grado è la forma più lieve della patologia, in cui il reflusso venoso è minimo e avvertibile solo sotto sforzo addominale intenso (manovra di Valsalva). Di norma, il primo grado non richiede alcun intervento chirurgico di correzione. La cura consiste nel monitoraggio preventivo: si consiglia l’esecuzione di uno spermiogramma di controllo ogni 18-24 mesi, l’adozione di uno stile di vita sano con alimentazione ricca di antiossidanti, l’evitare indumenti intimi eccessivamente stretti che surriscaldano la zona e l’assecondare la regolare attività fisica.
Quando l’uomo non può avere figli?
Dal punto di vista clinico, un uomo si definisce non fertile o impossibilitato ad avere figli in modo naturale quando lo spermiogramma evidenzia una condizione nota come azoospermia (totale assenza di spermatozoi nell’eiaculato), che può essere ostruttiva (i canali sono bloccati ma il testicolo produce) o secretiva (il testicolo non produce cellule a causa di danni genetici o traumi). Altre cause includono disfunzioni eiaculatorie severe (eiaculazione retrograda in vescica) o gravi alterazioni genetiche del DNA spermatico indotte da patologie trascurate.
Chi fa il varicocele, quali problemi possono sorgere se non si opera?
Se un varicocele clinicamente significativo e con spermiogramma alterato viene ignorato e non operato, si va incontro a un progressivo deterioramento della funzionalità testicolare. Il surriscaldamento cronico e lo stress ossidativo portano nel tempo all’ipotrofia del testicolo (riduzione del volume e della consistenza) e a un peggioramento irreversibile della qualità seminale, rendendo la ricerca di una gravidanza futura sempre più complessa e costringendo la coppia a ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita (PMA).
Quale testicolo serve per procreare?
Per procreare sono validi ed efficienti entrambi i testicoli. L’apparato genitale maschile è simmetrico e ridondante: ciascun testicolo lavora in modo autonomo producendo spermatozoi e testosterone. Un uomo può mantenere una fertilità e una capacità riproduttiva perfettamente normale anche con un solo testicolo sano (ad esempio dopo l’asportazione dell’altro per un trauma o un tumore), a patto che la struttura superstite funzioni correttamente e riceva un adeguato stimolo ormonale dall’ipofisi.
Quanti ragazzi hanno il varicocele e a che età viene?
Il varicocele è una condizione estremamente comune tra la popolazione maschile giovane: colpisce circa il 15-20% dei ragazzi. La patologia inizia a svilupparsi tipicamente durante la fase dello sviluppo puberale, tra gli 11 e i 15 anni di età, a causa delle repentine variazioni ormonali, dell’aumento massiccio del flusso di sangue ai genitali e della crescita corporea in altezza. È raro che un varicocele si sviluppi ex novo in età adulta avanzata; se ciò accade, merita un approfondimento radiologico per escludere masse addominali che premono sulle vene.
Quando il varicocele rende sterili?
Il varicocele non rende sterili dall’oggi al domani. Diventa una causa diretta di sub-fertilità o infertilità quando si protrae per anni come forma di terzo grado (visibile e voluminosa) provocando un surriscaldamento continuo che danneggia la barriera emato-testicolare. Questo danno si manifesta sul referto di laboratorio con valori critici di oligospermia severa associati a un indice di frammentazione del DNA spermatico superiore al 30%, rendendo gli spermatozoi incapaci di fecondare in modo naturale.
Cosa non fare se hai il varicocele?
Se hai ricevuto una diagnosi di varicocele, devi evitare di frequentare regolarmente saune, bagni turchi o idromassaggi eccessivamente caldi, poiché le alte temperature ambientali esasperano il surriscaldamento scrotale già presente. È sconsigliato utilizzare slip larghi o boxer da boxe che lasciano lo scroto pendulo senza sostegno: meglio preferire slip contenitivi in cotone che mantengono i testicoli alti e protetti. Infine, limita l’abuso di alcol, fumo di sigaretta e stili di vita sedentari che peggiorano il microcircolo.
La sterilità maschile è reversibile?
In molti casi sì, la sub-fertilità maschile è una condizione ampiamente reversibile se causata da fattori correggibili. Quando il danno seminale è indotto dal varicocele, l’intervento di legatura o sclerosi venosa permette a circa l’80% dei pazienti di assistere a un netto miglioramento dei parametri dello spermiogramma entro 6-9 mesi dall’operazione. Anche le forme legate a squilibri ormonali o infezioni batteriche guariscono con successo grazie a terapie farmacologiche mirate impostate dall’andrologo.
Quanti giorni servono per guarire totalmente dal varicocele?
I tempi di recupero dopo l’intervento moderno di correzione del varicocele sono estremamente rapidi grazie alla chirurgia mininvasiva o endovascolare. Il paziente viene dimesso il giorno stesso dell’operazione (regime di Day Hospital) e può riprendere le normali attività quotidiane sedentarie e lavorative nel giro di 2-3 giorni. Per riprendere l’attività sportiva intensa in palestra, la corsa o il ciclismo e per riattivare i rapporti sessuali, è invece opportuno attendere circa 3-4 settimane, consentendo alle vene legate di chiudersi del tutto.
Quando fare lo spermiogramma dopo l’intervento di varicocele?
Il primo spermiogramma di controllo post-operatorio va eseguito tassativamente non prima di 3 o 4 mesi dall’intervento chirurgico. Questa tempistica risponde a un preciso vincolo biologico: il ciclo della spermatogenesi (il tempo necessario al testicolo per produrre un nuovo spermatozoo maturo partendo dalla cellula staminale) dura circa 74-90 giorni. Eseguire l’esame prima di tre mesi mostrerebbe cellule prodotte quando il testicolo era ancora sotto l’effetto del reflusso e del calore, falsando il monitoraggio.
Quali sono le principali cause di infertilità maschile?
L’infertilità maschile riconosce cause multifattoriali: al primo posto per frequenza si posiziona il varicocele clinico trascurato. Seguono anomalie genetiche (microdelezioni del cromosoma Y, sindrome di Klinefelter), anomalie della discesa del testicolo nell’infanzia (criptorchidismo non operato precocemente), infezioni sessualmente trasmissibili ripetute (prostatiti, epididimiti da Chlamydia), passati traumi testicolari gravi o interventi chirurgici inguinali, squilibri ormonali e l’esposizione professionale prolungata a tossici ambientali, pesticidi o fonti di calore industriali.
Il varicocele può guarire da solo?
No, il varicocele dell’uomo adulto o dell’adolescente non può in alcun modo guarire da solo o regredire spontaneamente. Trattandosi di un danno strutturale e meccanico delle pareti venose e delle valvole, che si sono sfiancate e dilatate, non esiste alcun farmaco, crema, integratore o esercizio fisico capace di restituire la forma e la tenuta originaria a quei vasi sanguigni. Le uniche opzioni per eliminare il reflusso sono l’intervento chirurgico mininvasivo o la radiologia interventistica.
Proteggi il tuo futuro riproduttivo con uno screening precoce
Il varicocele è un nemico silenzioso che agisce nell’ombra, ma individuarlo ed esaminarlo precocemente tramite ecocolordoppler permette di evitare brutte sorprese e preservare intatta la tua fertilità di coppia.
Il Dott. Andrea Del Grasso esegue valutazioni andrologiche complete dedicate alla fertilità giovanile presso i propri ambulatori di Prato, Pistoia e Pescia, offrendo percorsi diagnostici integrati in tempi brevi.
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