

Il desiderio sessuale è una pulsione assolutamente naturale e fisiologica nelle persone sane, a partire dalla prima adolescenza e fino all’età matura. Quando questo viene a mancare in un uomo, soprattutto se ancora giovane quindi under sessanta, si parla di calo del desiderio maschile. Questo fenomeno interessa molti più uomini di quanto non si possa pensare. Anzi, è ragionevole dire che periodi di demotivazione vengono vissuti praticamente da tutti nel corso della vita. Tuttavia ciò può influire sulla propria serenità e autostima, sul proprio benessere e sulla complicità di coppia. Quando bisogna preoccuparsi al punto tale di chiedere un consulto con uno specialista per affrontare e superare il problema? Quali possono essere le cause scatenanti? E, soprattutto, qual è il medico giusto a cui chiedere consulenza?

Il desiderio sessuale è la naturale voglia di vivere dei momenti d’intimità e di provare piacere fisico. Questo può avvenire con il partner abituale, con il quale si condivide un rapporto duraturo e ufficiale e una progettualità, con partner occasionali o anche in solitudine tramite l’autoerotismo. Per un uomo, a partire dagli anni della pubertà e senza nessun limite massimo di età, avvertire questo bisogno è senz’altro un buon segno, nel senso che è un elemento che denota buona salute fisica e psicologica e la capacità di sentirsi a proprio agio nella propria sfera emotiva, affettiva e sessuale.
Quando si parla di calo del desiderio, o calo della libido, spesso, erroneamente, si tende a pensare a una problematica esclusivamente femminile. Non è così. La maggior parte dei ragazzi e degli uomini, se non tutti, almeno una volta nella vita sperimentano un periodo in cui si accorgono di non provare più le stesse pulsioni a cui erano abituati. Il calo del desiderio maschile è, di fatto, un problema che interessa tutti i maschi ma di cui si parla poco per pudore, imbarazzo, timore di essere tacciati di scarsa virilità, naturale tendenza maschile ad esternare il meno possibile le preoccupazioni più intime e riservate. Niente di più sbagliato. Spesso, dietro un periodo in cui ci si sente particolarmente disinteressati alla sfera sessuale, si cela un motivo ben preciso che è possibile identificare e scardinare grazie al confronto con un medico specialista. Il che permette di superare brillantemente il problema, riacquistare fiducia in se stessi e riappropriarsi della propria serenità.
Innanzitutto, prima di pensare di soffrire di un periodo in cui la libido è bassa, bisogna comprendere come si può manifestare il calo del desiderio maschile.

Un uomo che vive un momento di calo del desiderio può accorgersene in prima persona, perché si rende conto che i propri comportamenti si sono modificati rispetto alle sue abitudini oppure può accadere che sia il/la partner a fargli notare che la vita di coppia sta subendo una battuta d’arresto. In entrambi i casi, scoprire che la propria prestanza sessuale si sta riducendo può comportare una serie di sintomi psicologici che, di certo, non aiutano a sentirsi meglio.
In realtà non c’è da preoccuparsi. Come detto poc’anzi quasi tutti gli uomini vivono uno o più periodi in cui si rendono conto di avere un calo del desiderio maschile. Tuttavia, se la cosa non si risolve spontaneamente entro poche settimane o se diventa fonte di ansia e disagio è bene sapere che il problema si può affrontare e superare con l’aiuto di un medico specialista.
Se un ragazzo o un uomo si accorge di avere un calo del desiderio maschile che dura da troppo tempo è giusto indagarne le cause ed escludere che ci sia una patologia alla base. Pertanto il primo passo da fare è rivolgersi a un andrologo. In Toscana, per esempio, il Dottor Andrea Del Grasso riceve a Firenze, Pistoia e Prato ed è specializzato anche nella risoluzione di questo tipo di problematica. Per prenotare un colloquio o una visita andrologica è sufficiente cliccare qui per effettuare la prenotazione.

In caso di calo del desiderio maschile, in prima battuta è bene rivolgersi a un andrologo/urologo. Questo perché, come vedremo tra poco, è importante escludere che il problema sia collegato a una patologia dell’apparato riproduttivo o dell’asse ormonale maschile. In caso di diagnosi negativa, ovvero una volta esclusa la possibilità di una causa organica, il passo successivo sarà, se necessario, rivolgersi a uno psicologo specializzato in sessuologia o a un terapista di coppia.
Doverosa premessa: un periodo breve di calo del desiderio maschile è da considerarsi assolutamente normale. Può capitare a chiunque di vivere un momento della propria vita in cui le priorità sono tante e altre e, di conseguenza, si ha meno interesse e meno tempo del solito per occuparsi della propria sfera privata. Se la situazione, invece, si protrae nel tempo e inizia a far sorgere ansie e dubbi in se stessi e nella vita di coppia è, invece, consigliabile assicurarsi che non ci siano problemi più profondi alla base, fisici e/o psicologici.

Nella maggior parte dei casi il calo del desiderio maschile è legato a una ridotta produzione di testosterone, cosa naturale che avviene con il passare del tempo, o a problematiche personali di tipo relazionale e psicologico. Molto spesso si instaura un circolo vizioso in cui un uomo che si sente meno prestante del solito inizia a dubitare, consciamente o inconsciamente, della propria virilità. Si comincia a pensare di avere qualcosa che non va, ci si chiude nel proprio timore e, di conseguenza, si ha sempre meno voglia di affrontare l’argomento. Un colloquio con un andrologo, che potrà rassicurare sulla propria funzionalità, è quasi sempre risolutivo. Sciogliendo dubbi e incertezze si riacquista fiducia in se stessi e si ricomincia a vivere la propria sessualità con la solita naturalezza. Nel caso in cui, una volta accertato di essere in ottima salute, si capisca che il calo del desiderio maschile dipende da una problematica personale o di coppia, allora sarà utile consultare un terapeuta in grado di aiutare a far chiarezza sul problema ed affrontarlo.
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