Incontinenza urinaria maschile: come affrontare il problema
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Incontinenza urinaria maschile: come affrontare il problema

L’incontinenza urinaria maschile è una problematica più comune di quanto non si possa pensare, benché si parli molto più spesso di quella femminile. Può interessare bambini, adolescenti, uomini adulti e soprattutto soggetti che hanno raggiunto e superato la soglia dei sessant’anni. L’incontinenza può essere di diversi tipi e avere svariate cause. Non sempre è necessario preoccuparsi ma, in ogni caso, se si soffre di questo disturbo è sempre necessario richiedere un consulto medico e indagare. Non solo perché essere incontinenti provoca, comprensibilmente, disagio e imbarazzo e inficia la qualità della vita ma anche perché, nella maggior parte dei casi, esistono approcci terapeutici in grado di risolvere la situazione.

Incontinenza: cosa significa?

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In gergo medico, con il termine incontinenza urinaria si intende il rilascio di urine senza la volontà di espletare un atto di minzione e senza che il soggetto se ne accorga. Il controllo della vescica è una competenza che si acquisisce in tenera età, generalmente entro i tre anni ma molto spesso anche prima. Nel corso della vita, temporaneamente o definitivamente, per diverse cause, è possibile perdere questa capacità e ritrovarsi a perdere gocce o quantità importanti di urina senza volerlo e senza averne coscienza. Ovviamente, una situazione di questo genere non è mai definibile normale ed è sempre spia e campanello d’allarme di qualcosa che non funziona nel proprio organismo e ne vanno tempestivamente indagate le possibili cause con l’ausilio di un medico specializzato in urologia. Il tutto, è importante sottolinearlo, senza però spaventarsi e preoccuparsi troppo, in quanto l’incontinenza urinaria maschile è quasi sempre trattabile con successo e non necessariamente è correlata a situazioni gravi.

Incontinenza urinaria maschile: classificazione

Esistono varie tipologie di incontinenza urinaria maschile e ognuna di esse è diversa, ha sintomi specifici e, di conseguenza, va inserita in un quadro clinico e/o di anamnesi specifico. Pertanto, al momento della visita urologica, è importante non farsi dominare dall’imbarazzo ma spiegare con sincerità e precisione al medico le proprie sensazioni e le caratteristiche della propria incontinenza.

Primaria o primitiva

L’incontinenza primaria o primitiva è tipica dei bambini molto piccoli. Si nota, e spesso la diagnosi viene fatta dal pediatra durante le visite programmate di controllo dello sviluppo, quando un bimbo, nonostante abbia l’età adatta, non riesce ancora a percepire e comunicare lo stimolo a urinare e, di conseguenza, rende molto difficile ai genitori il passaggio dal pannolino al vasino. Tenendo conto che ogni bambino ha i suoi tempi, quindi non è detto che ci sia qualcosa di patologico dietro un comportamento del genere e il tutto potrebbe risolversi spontaneamente attendendo qualche mese, di solito in questi casi il pediatra potrebbe consigliare l’esclusione di alcune patologie a livello endocrino, ad esempio diabete infantile, o neurologiche. L’incontinenza urinaria infantile non va confusa con l’enuresi notturna, ossia l’abitudine di un bambino in età scolare o di un adolescente a bagnare il letto durante la notte. Anche in questo caso potrebbe trattarsi di una causa endocrinologica o neurologica ma, nella maggior parte dei casi, una situazione di questo tipo è correlabile a disagi di tipo psicologico.

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Da urgenza

Parlando invece di incontinenza urinaria maschile in età adulta, una delle tipologie del problema è definito da urgenza. Si ha quando il soggetto avverte improvvisamente, forte e incontrollabile, lo stimolo a urinare e può perdere urine mentre si accinge a raggiungere la toilette. Questo può avvenire tutte le volte oppure solo in alcuni casi. Generalmente, il bisogno di urinare è ingravescente, ossia si comincia ad avvertire in maniera blanda e diventa più urgente man mano che passano i minuti o le ore. Chi soffre di incontinenza da urgenza, invece, non ha questo lasso di tempo e, quando sente lo stimolo è già al massimo della sopportazione. La causa più comune di questo disturbo è identificata in un’anomalia del destrusore, il muscolo che avvolge la vescica. Quando questo è iperattivo o perde la sua funzionalità, quasi sempre a causa del naturale processo di degenerazione muscolare dato dall’invecchiamento, può causare questo problema.

Ormonale

E’ abbastanza raro ma esiste una patologia chiamata diabete insipido che ha come sintomatologia il bisogno di bere enormi quantità di liquidi e, di conseguenza, di espellere giornalmente grandi quantità d’urina molto frequentemente. Quasi sempre chi soffre di questa patologia ha un danno alla neuroipofisi, la parte retrostante la ghiandola, che produce e regola la vasopressina, l’ormone che, appunto, tra le altre cose, è responsabile del bilancio idrico dell’organismo e del meccanismo di idratazione e minzione. La causa può essere un tumore benigno ipofisario o una lesione provocata dall’intervento chirurgico per eliminarlo. In altri casi un malfunzionamento ipofisario può dipendere da altre patologie ormonali e/o ipofisarie. Il diabete insipido non è una malattia mortale e non c’entra nulla con il diabete classico né con l’assunzione di zuccheri né con il controllo della glicemia. Generalmente ci si convive, se necessario assumendo una terapia per tutto il resto della propria vita. 

Da sforzo

E’ la classica perdita di alcune gocce di urina durante uno sforzo fisico ma, anche, durante una fragorosa risata o uno starnuto. Quasi sempre questo dipende da deficit funzionali dello sfintere uretrale, dovuti semplicemente alla perdita di tono tipica della terza età, da traumi subiti a livello del bacino, da problemi neurologici o da malfunzionamento prostatico, a volte anche post-chirurgico.

Da rigurgito

Cosiddetta l’incontinenza urinaria maschile dovuta all’incapacità della vescica di svuotarsi completamente durante la minzione. Il residuo di urina si accumula in vescica ma la quantità non è sufficiente a far sì che il cervello invii il segnale di bisogno urinario e, pertanto, fuoriesce senza che il soggetto lo voglia o se ne accorga. Generalmente, in questo caso, il problema va identificato proprio a livello vescicale.

Post-minzionale

E’ la perdita di alcune gocce di urina pochi minuti dopo aver urinato normalmente. In questo caso lo stimolo è mantenuto così come la capacità urinaria volontaria ma, a fine atto, non si è in grado di trattenere le ultime gocce, che possono fuoriuscire spontaneamente qualche minuto dopo, creando situazioni imbarazzanti. Anche in questo caso bisogna indagare a livello neurologico ma anche di vescica.

Transitoria

Si tratta di fenomeni di incontinenza urinaria dati da specifiche situazioni, che passerà, ragionevolmente, eliminando i fattori scatenanti. Ad esempio può avvenire dopo un intervento al pene o alla prostata o a causa dell’assunzione di determinati farmaci. 

Enuresi notturna nell’adulto

Non è molto comune perché, come abbiamo visto precedentemente, la perdita di urina durante il sonno è una condizione tipica dei bambini e dei giovanissimi, soprattutto se coesistono problematiche di tipo psicologico. Tuttavia, soprattutto dopo i sessant’anni, può accadere di mantenere funzionale la capacità di controllo della vescica quando si è svegli e perderla mentre si dorme. La causa principale di questo problema è da ascriversi a patologie neuro-degenerative tipiche della terza età e del soggetto molto anziano.

I sintomi dell’incontinenza urinaria maschile: quando rivolgersi al medico?

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Come già detto è importante consultare sempre un urologo quando si soffre di incontinenza urinaria. Ci si accorge di avere questo problema se:

  • pur avvertendo forte e chiaro lo stimolo a urinare non si riesce a trattenersi il tempo necessario per raggiungere la toilette;
  • si perde urina senza accorgersene;
  • sensazione di mancato svuotamento vescicale anche subito l’atto urinario con perdita di urine poco dopo avere urinato;
  • capita di bagnare il letto durante la notte o mentre si dorme.

Incontinenza urinaria maschile: come si affronta

In prima battuta, l’urologo ascolterà il racconto del paziente, raccogliendo così la sua anamnesi personale. Al momento della visita specialistica, quindi, è importante portare la propria documentazione medica che attesti eventuali patologie di cui si soffre ed eventuali farmaci che si stanno assumendo. A seconda del caso, il medico potrà diagnosticare il problema semplicemente con una visita oggettiva oppure richiedere dei test di approfondimento.

Ad esempio:

  • flussometria, un esame che si esegue in regime ambulatoriale, indolore, che analizza tutte le fasi dell’atto di minzione, diagnosticando eventualmente problematiche a carico della funzionalità vescicale o delle anomalie nel getto;
  • ecografia della vescica;
  • analisi del sangue atte a escludere patologie ormonali, endocrine, metaboliche;
  • consulto con un neurologo.

L’incontinenza urinaria maschile può essere risolta?

Laddove l’incontinenza urinaria maschile sia conseguenza di una patologia sottostante è possibile risolvere il problema curando la malattia che la provoca. Questo, se necessario, può avvenire anche coinvolgendo altri specialisti nella fase di organizzazione della terapia. Nei casi di incontinenza dovuti all’invecchiamento o a processi ad esso legati, come ad esempio le malattie neurodegenerative della terza età, è possibile trattare il problema e ottenere un miglioramento o, comunque, rallentarne il peggioramento. 

Prevenzione

Si ricorda che la prevenzione è sempre molto importante per tutelare e conservare più a lungo possibile la salute maschile. Mantenere il peso forma evitando l’obesità, che in alcuni casi contribuisce a fenomeni di incontinenza, mantenersi attivi per far sì che i muscoli mantengano un buon tono, evitare tutti gli eccessi e le abitudini poco salutari sono tutti atteggiamenti che aiutano a restare in salute da tutti i punti di vista. Inoltre, un controllo annuale dall’andrologo/urologo è sempre buona norma per tutti gli uomini, fin dalla giovane età, in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di necessità ed evitare che qualsiasi problema possa aggravarsi. Le diagnosi precoci permettono sempre di raggiungere migliori risultati in termini di guarigione da qualunque tipo di patologia.