Calcolosi urinaria nell’uomo: sintomi, diagnosi e terapia

Calcolosi urinaria nell’uomo: sintomi, diagnosi e terapia

La calcolosi urinaria è un disturbo molto frequente nel mondo occidentale. Interessa sia uomini e donne e può insorgere a qualsiasi età, nonostante si riscontri un aumento di casi tra i trenta e i cinquant’anni. Le cause possono essere diverse ma, molte volte, contribuisce alla formazione di calcoli urinari uno scorretto stile di vita. Vediamo insieme come individuare i sintomi dei calcoli, come agire in caso di sospetto di calcolosi e quali terapie possono essere considerate efficaci e risolutive.

Calcolosi urinaria nell’uomo: cos’è

calcolosi urinaria

I calcoli urinari sono simili a piccoli sassolini, o cristalli, formate da sostanze chimiche più pesanti dell’urina. Che tendono a precipitare verso il basso e depositarsi lungo le vie urinarie. Questo, naturalmente, a lungo andare comporta una serie di sintomi fastidiosi e dolorosi, facilmente individuabili, che destano subito sospetto di calcolosi. Nei soggetti sani queste sostanze si disciolgono nell’urina e vengono eliminate fisiologicamente. Quando, invece, si cristallizzano, è sempre importante scoprirne la causa. Sia per impostare il corretto percorso terapeutico sia per evitare recidive. Che, comunque, in chi è soggetto, sono possibili.

Cause della formazione dei calcoli:

  • familiarità, quindi cause genetiche, che potremmo descrivere a parole semplici dicendo che qualcuno è più soggetto di altri a formare calcoli;
  • stile di vita poco sano con alimentazione squilibrata;
  • scarsa idratazione, quindi poca assunzione di acqua rispetto al fabbisogno per età e peso;
  • cause idiopatiche, ossia non riconducibili a nessuna patologia retrostante né a errori comportamentali.

Tipologie di calcolosi urinaria

I calcoli possono essere composti da diverse sostanze chimiche. In base alle quali viene classificato il tipo di calcolosi.

Esistono calcoli formati da

  1. Ossalato di calcio, i più comuni, rappresentano la quasi totalità dei casi.
  2. Fosfato di calcio.
  3. Acido urico, semplici da trattare in quanto spesso basta intervenire alcalinizzando le urine con appositi farmaci.
  4. Cistina, tipici anche dei bambini, in quanto spesso dipendono da una patologia denominata cistinuria, ereditaria.
  5. Fosfati tripli, tipici delle infezioni urinarie, da trattare in combinazione con terapie antibiotiche appropriate.

Sintomi della calcolosi urinaria

La calcolosi, pur non essendo quasi mai una condizione che mette a rischio la vita e la salute a lungo termine del paziente, è una situazione che può dare una sintomatologia piuttosto severa. A volte si manifesta improvvisamente, con crisi acute caratterizzate da dolore a livello del basso addome e soprattutto dei reni. Altre volte è più insidiosa, inizia con un malessere generalizzato a livello della bassa schiena per poi diventare ingravescente con il passare del tempo. A questo si possono abbinare difficoltà urinarie, bruciore e, se i calcoli dipendono da un’infezione sottostante, anche presenza di sangue vivo nell’urina. Altri sintomi correlabili alla calcolosi sono sensazione di pesantezza alla vescica come se non si riuscisse mai a svuotarla completamente. Inoltre, si può accusare l’impellenza di urinare pur facendo fatica o producendo poche gocce. Quando alla calcolosi è abbinata un’infezione batterica può insorgere anche febbre e malessere generale.

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Come si diagnostica la calcolosi urinaria

In presenza di uno o più sintomi di calcolosi urinaria, o comunque quando c’è il sospetto di soffrire di calcoli, è sempre bene rivolgersi a un urologo per una visita. A meno che non si presenti una colica importante, dai sintomi severi, che necessita sempre dell’intervento tempestivo presso il Pronto Soccorso. In ogni caso, anche quando la crisi acuta viene trattata, per evitare recidive è consigliabile eseguire controlli periodici presso l’urologo di fiducia.

La diagnosi di calcolosi si basa su:

  • anamnesi del paziente, visto che di solito i sintomi accusati sono molto chiari e facilmente ascrivibili alla patologia;
  • ecografia;
  • laddove necessario esami delle urine, soprattutto se si sospetta un’infezione come causa scatenante o concomitante.

Trattamento della calcolosi urinaria nell’uomo

Una volta individuato il problema, esistono diversi approcci terapeutici atti a risolvere la calcolosi maschile. A volte, soprattutto se si parla di cristalli di acido urico, si interviene semplicemente alcalinizzando le urine, così da favorire l’espulsione e la disgregazione del calcolo, o dei calcoli, e favorirne l’eliminazione fisiologica. La terapia farmacologica, da scegliere in base al tipo di calcolo rilevato, è sempre la scelta d’elezione, sperando nella risoluzione del problema. Nei casi più gravi, invece, è necessario intervenire chirurgicamente. Per disostruire le vie urinarie, ripristinare la funzionalità dell’apparato ed eliminare la sintomatologia dolorosa. Le recidive, purtroppo, sono abbastanza comuni. Ecco perché, dopo un episodio di calcolosi, è molto importante seguire i consigli del medico per prevenire nuove crisi.

Prevenire la calcolosi urinaria

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Modificare il proprio stile di vita è la strategia più efficace che si ha a disposizione come prevenzione della calcolosi.

Nella fattispecie:

  • seguire un’alimentazione bilanciata e sana;
  • cercare di mantenere il peso forma;
  • evitare le abitudini nocive come il fumo, l’abuso di alcolici, l’esagerazione nell’assunzione di grassi e zuccheri;
  • avere una vita attiva;
  • bere il giusto quantitativo di acqua ogni giorno;
  • urinare ogni volta che si avverte lo stimolo, evitando di trattenersi troppo a lungo.

A chi rivolgersi in caso di calcolosi urinaria o sospetto?

Se pensi di avere tutti i sintomi dei calcoli, se hai già avuto problemi in passato e vuoi assicurarti che non stia arrivando un nuovo episodio o se devi instaurare una terapia farmacologica o chirurgica per rimuovere uno o più calcoli, puoi rivolgerti al Dottor Andrea Del Grasso. Urologo che riceve, previo appuntamento, a Prato, Firenze e Bologna. Per contattarlo clicca qui.

L’importanza dei controlli periodici

L’incidenza della calcolosi è maggiore negli uomini e, ogni anno, si registrano sempre più casi. E’ molto importante eseguire dei controlli periodici. A scopo preventivo se non si è mai sofferto di questo disturbo. Come follow-up, invece, se nel corso della propria vita ci si è già trovati ad affrontare una situazione simile. Questo perché, purtroppo, anche se curati in maniera adeguata, i calcoli tendono a ripresentarsi, soprattutto in soggetti geneticamente predisposti o che hanno familiarità per calcolosi. Infatti, se ci si accorge in tempo della presenza di calcoli, è molto più semplice riuscire a intervenire in maniera poco invasiva, con i farmaci, evitando la chirurgia. Allo stesso modo, la diagnosi precoce evita le dolorose coliche renali che, purtroppo, molto spesso sono veramente così insopportabili da costringere il paziente a farsi portare d’urgenza all’ospedale.