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Frattura del pene: cos’è

Come abbiamo detto nell’introduzione, anche se si usa il termine frattura non stiamo certamente parlando della rottura di un osso, in quanto il pene è una struttura composta principalmente da tessuti spugnosi e da membrane di rivestimento. I corpi cavernosi rappresentano la parte più grande del pene. Sono di forma cilindrica e accolgono il sangue che, durante l’eccitazione, conferisce in maniera veloce e massiccia e permette di raggiungere l’erezione. Quando parliamo di un trauma a carico del pene, in effetti, ci riferiamo alla lacerazione di questa porzione dell’organo oppure della membrana che li riveste, denominata tonaca albuginea.
Cause della frattura del pene
La frattura peniena avviene quando il pene, in erezione, subisce una piegatura violenta o un colpo eccessivamente forte che lo fa curvare in maniera innaturale rispetto al proprio asse. Questo provoca la lacerazione della tonaca albuginea o, addirittura, dei corpi cavernosi, determinando anche la fuoriuscita di sangue dai vasi e il riversamento nei tessuti circostanti, condizione che provoca un ematoma.
Come può succedere?
- Durante un rapporto sessuale.
- A causa di una masturbazione troppo vigorosa.
- Traumi provocati da movimenti o manipolazioni disattente mentre è il pene in erezione, ad esempio vestendosi o asciugandosi dopo la doccia.
- Girandosi nel letto durante l’erezione.
In generale, però, i casi di frattura peniena sono quasi tutti ascrivibili a rapporti sessuali particolarmente intensi. Questo avviene soprattutto quando si assumono determinate posizioni. Ad esempio, quando è l’uomo a controllare il rapporto è più facile, per lui, avvertire eventuali avvisaglie di dolore e modulare il vigore in modo da evitare incidenti. Quando, invece, è la donna che guida, si alza leggermente il rischio di poter provocare un trauma penieno al partner.
Prevenzione della frattura del pene
Stiamo parlando di un evento traumatico che, nella quasi totalità dei casi, avviene incidentalmente. Pertanto, l’unico modo per ridurre al minimo il rischio di incorrere in una questa dolorosa situazione è quello di ricordare che il pene è un organo delicato, che va manipolato con attenzione.
Qualche consiglio
- Durante i rapporti, o l’autoerotismo, modulare l’intensità se si avvertono sensazioni di disagio o dolore, rallentando fino a ripristinare una sensazione di benessere e piacere.
- Fare attenzione, quando il pene è in erezione, ai movimenti e alle manipolazioni, ad esempio durante l’igiene personale.
Incidenza
La frattura del pene è un evento abbastanza raro. Pare sia una problematica più frequente negli uomini giovani e molto giovani, proprio perché più vigorosi e meno esperti nel controllo delle proprie pulsioni.
Sintomi della frattura del pene
In caso di trauma a carico del pene, l’uomo o il ragazzo è senza dubbio il primo ad accorgersene, in quanto la frattura peniena è un evento dalla sintomatologia molto precisa e facilmente identificabile e riconoscibile.
- Si avverte il trauma a livello locale, a volte descritto come un rumore netto, simile alla rottura di un legnetto.
- Dolore, acuto all’inizio e poi sordo e pulsante.
- Gonfiore.
- Presenza di un ematoma, livido, spesso scuro, violaceo, a causa della grande quantità di sangue che si è riversata nei tessuti circostanti.
- Curvatura del pene nel punto in cui è avvenuta la lacerazione.
- A volte perdita di qualche goccia di sangue durante la minzione e difficoltà urinarie.
Come comportarsi?
In un caso del genere è necessario rivolgersi a un medico quanto prima. Questo per due motivi. Il primo è che la frattura del pene è davvero dolorosa e, quindi, c’è necessità di assumere velocemente dei farmaci adatti a sopportare il trauma acuta. La seconda, più importante ancora, è che l’intervento tempestivo permette di ripristinare tutte le funzionalità del pene, inclusa la capacità erettile futura. Quindi, se ci si accorge di aver subito un trauma importante a carico del pene è bene non perdere tempo e contattare quanto prima uno specialista in urologia.
Frattura del pene: diagnosi

Nella maggioranza dei casi la diagnosi di frattura peniena avviene con una semplice visita obiettiva. Tuttavia, in alcune circostanze, è possibile che il medico decida di eseguire dei test complementari per avere un quadro più preciso della situazione. Ad esempio, alla semplice visita, può essere abbinata un’ecografia per capire esattamente la gravità della lesione o un eco-doppler, per accertarsi che la circolazione sanguigna all’interno dei corpi cavernosi non sia compromessa.
Terapia: due diversi approcci
In caso di frattura del pene ci sono due opzioni tra i quali l’urologo può scegliere in base al caso specifico.
- Chirurgia.
- Terapia conservativa.
La chirurgia è quasi sempre la scelta d’elezione, soprattutto in pazienti giovani che hanno necessità di ripristinare al massimo la funzionalità sessuale e la capacità erettile e scongiurare la comparsa di una curvatura del pene. L’intervento, è quasi sempre risolutivo, soprattutto se avviene nelle successive 24-48 ore dall’evento, quindi molto tempestivamente. La terapia conservativa, invece, consiste nel somministrare antidolorifici e antinfiammatori, per alleviare i sintomi dolorosi, e attendere che la lacerazione guarisca spontaneamente. Questa è un’opzione riservata ai casi di trauma molto lievi, che il medico pensa possano avere un ottimo recupero spontaneo, oppure a quei pazienti che hanno forti controindicazioni rispetto alla chirurgia e che, quindi, avrebbero più rischi che benefici dall’approccio chirurgico non strettamente necessario.
Tempi di recupero
La chirurgia correttiva post-frattura del pene è quasi sempre totalmente risolutiva. Ciò significa che il paziente riacquista completamente la funzionalità sia della capacità urinaria che di quella sessuale, nonché l’estetica del pene, che apparirà in erezione dritto come prima dell’evento traumatico. Naturalmente ci vuole un giusto tempo di convalescenza. I tempi di recupero dipendono da una serie di fattori, quali:
- gravità del trauma trattato;
- età;
- capacità soggettiva di recupero;
ma, in generale, solitamente entro 4/6 settimane si ottiene la totale guarigione e il ritorno alle proprie abitudini sessuali.
A chi rivolgersi?

In caso di frattura del pene è necessario rivolgersi immediatamente a un medico o al pronto soccorso. Il Dottor Andrea Del Grasso, specialista in urologia in Toscana, può essere contattato a questo link per consulti urgenti o consigli da applicare nell’immediato.



