
Disfunzione erettile: l’importanza di una terapia interdisciplinare
22 Aprile 2021
Ormoni maschili e disfunzione erettile: quando il problema è endocrino
6 Maggio 2021Per gli uomini, l’argomento delle infezioni vie urinarie maschili è generalmente poco conosciuto e, per questo, fonte di preoccupazione e ansia. Questo perché, fortunatamente, gli uomini sono meno soggetti rispetto alle donne a questi eventi. Tuttavia, nonostante siano condizioni abbastanza rare, è possibile che anche un ragazzo o un uomo possa trovarsi a dover far fronte a un evento acuto di infezione urinaria e, soprattutto in età più avanzata, a problematiche di tipo cronico. Come accorgersene? Quali sono i sintomi che dovrebbero far pensare a un’infezione delle vie urinarie? A chi rivolgersi per un’accurata diagnosi e come trattare il problema? Cercheremo di spiegarlo nei paragrafi successivi.

Infezioni vie urinarie maschili: come mai sono più rare negli uomini?
E’ abbastanza comune che le donne, fin da bambine, soffrano spesso di episodi di infezioni del tratto urinario. Per i maschi, invece, si ha un’incidenza decisamente inferiore. I motivi sono sostanzialmente i seguenti:
- l’apparato urinario/genitale maschile è esterno, pertanto meno a contatto con batteri che proliferano in ambiente caldo-umido;
- le vie urinarie maschili sono ben distanziate dall’ano, rendendo più difficile la migrazione dei batteri fecali;
- l’uretra maschile è più lunga rispetto a quella femminile, cosa che impedisce ai batteri di risalire con facilità.
Generalmente, un bambino/ragazzo/giovane uomo in buona salute che pratichi quotidianamente un’efficiente igiene personale non corre particolari rischi di contrarre un’infezione vie urinarie maschili. Anche se, naturalmente, non è impossibile.
Le principali infezioni urinarie maschili
Nella maggior parte dei casi, le infezioni vie urinarie maschili sono sostenute dai seguenti batteri:
- Escherichia Coli;
- Staphylococcus Aureus;
- Proteus.
In questi casi, solitamente, si tratta di eventi acuti con sintomatologia specifica, che sparisce dopo l’adeguato trattamento.
I sintomi:
- bruciore, che insorge improvvisamente o inizia in modo blando per poi peggiorare rapidamente nelle ore/giorni seguenti, durante la minzione;
- difficoltà ad urinare;
- sensazione di dover urinare continuamente e urgentemente, pur producendo poche gocce di urina;
- vescica che sembra sempre piena e mai svuotata del tutto;
- senso di pesantezza e fastidio al basso addome;
- urine scarse, di colore scuro, torbide, maleodoranti;
- presenza di sangue nelle urine;
- a volte febbre;
- malessere generalizzato.
Le infezioni vie urinarie maschili batteriche sono quasi sempre eventi acuti. Significa che la malattia si manifesta improvvisamente, non è correlata ad altre patologie, risponde al trattamento specifico e non lascia strascichi né predispone in maniera significativa ad eventuali recidive.
La diagnosi
In genere, le infezioni vie urinarie maschili acute sono facilmente riconoscibili dal medico semplicemente tenendo conto della sintomatologia del paziente. Tuttavia, in alcuni casi, soprattutto se non si riscontrano miglioramenti entro pochi giorni dall’inizio della cura, lo specialista urologo potrebbe consigliare l’urinocoltura, un esame delle urine per individuare il battere specifico responsabile dell’infezione e instaurare il protocollo terapeutico più accurato.
Terapia
Quando si sospetta un’infezione urinaria, di solito, la cura consiste in un ciclo di antibiotici. Associati, eventualmente, ad antidolorifici per tenere a bada il fastidio e il dolore. Generalmente il problema si risolve entro pochi giorni dall’esordio, soprattutto se si ha l’accortezza di rivolgersi tempestivamente al medico fin dai primi sintomi, così da iniziare quanto prima la terapia.
Infezioni vie urinarie maschili e prostata

Diverso, invece, il discorso delle infezioni vie urinarie maschili legati a disfunzioni della prostata. Ad esempio, chi soffre di iperplasia prostatica benigna è più soggetto a contrarre infezioni. Questo perché la ghiandola prostatica, ingrossandosi, rende più difficoltosa la fuoriuscita di urina, provocandone il ristagno, ambiente molto favorevole alla proliferazione batterica. La IPB è una patologia del tutto benigna, non correlata a maggior rischio di cancro, tuttavia può avere tra gli effetti collaterali una possibile cronicizzazione dell’infezione urinaria.
I sintomi
I sintomi delle infezioni urinarie causati da IPB sono praticamente gli stessi dell’evento acuto solo che possono essere complicati da:
- dolore e fastidio meno intenso ma più prolungato e meno reattivo alle cure;
- recidive frequenti;
- possibilità che l’infezione non risponda più agli antibiotici e conseguente necessità di cambiare dosaggio o molecola.
Come fare?
A partire dai 45-50 anni è fondamentale, anche in assenza di sintomi, eseguire un check-up andro-urologico almeno una volta l’anno. Questo permetterà di controllare la salute della prostata ed individuare il prima possibile un’eventuale IPB. I pazienti con iperplasia prostatica benigna dovrebbero controllarsi anche più spesso, per verificare che non ci siano sostanziali peggioramenti della situazione. Se, contestualmente alla IPB, si soffre di continue infezioni urinarie, è bene intraprendere con il proprio urologo di fiducia un percorso di follow-up, se necessario anche abbinando analisi delle urine o altri test, in modo da poter anche scegliere di volta in volta il farmaco più adatto e modularne il dosaggio in base alla specifica necessità.
Infezioni urinarie in pazienti anziani/con situazioni particolari
In alcuni casi l’infezione urinaria è una conseguenza di altre patologie o, più frequentemente, di pratiche salva-vita attuate in situazioni particolari o durante ricoveri ospedalieri.
Ad esempio:
- catetere;
- pazienti allettati;
- post-operatorio soprattutto se con inserimento di catetere.
In tutti questi casi è sempre necessario che, parallelamente allo specialista e al team medico che si occupa della convalescenza o della terapia del paziente, sia consultato anche un urologo che possa consigliare come prevenire l’avvento di una infezione e come, eventualmente, trattarla con una terapia che non influisca con gli altri farmaci assunti dal paziente.
A chi rivolgersi in caso di sospetto di infezioni vie urinarie maschili?

Se si riscontrano uno o più sintomi che fanno pensare a un’infezione delle vie urinarie è bene consultare il medico quanto prima, così da poter iniziare tempestivamente la terapia e risolvere il problema nel più breve tempo possibile. Proprio perché parliamo di patologie molto specifiche, e poco comuni negli uomini, sarebbe meglio rivolgersi direttamente a uno specialista in urologia, così da poter ottenere la diagnosi dettagliata e la terapia appropriata direttamente nel corso della prima visita. Il Dottor Andrea Del Grasso è disponibile su appuntamento nelle zone di Firenze, Prato, Pistoia e Bologna. E’ possibile prenotare una visita specialistica cliccando su questo link.
Prevenzione delle infezioni vie urinarie maschili
Esistono alcune strategie per poter prevenire le infezioni vie urinarie maschili? Come tutti gli eventi batterici o virali, in realtà, non c’è modo di poter evitare al 100% la possibilità di contrarre la patologia. Tuttavia, alcuni comportamenti possono senza dubbio minimizzare il rischio.
- Rivolgersi tempestivamente al medico specialista alla comparsa di eventuali sintomi, così da evitare che un’eventuale infezione possa peggiorare o diventare cronica.
- Eseguire dei controlli periodici, soprattutto a partire dai quarant’anni.
- Cercare di mantenersi in buona salute generale quindi seguendo un’alimentazione sana, mantenendo il peso forma, i valori vitali nei range di normalità.
- Evitare la disidratazione bevendo ogni giorno un’adeguata quantità di acqua per il proprio fabbisogno.
- Rispettare le norme igieniche quotidiane e utilizzare prodotti specifici, non eccessivamente aggressivi.
- Prediligere abbigliamento comodo e biancheria traspirante e non troppo aderente.
- Quando possibile non trattenere lo stimolo ad urinare ma ascoltare il proprio corpo e assecondarne i bisogni.
- Non accettare rapporti non protetti con partner occasionali, evitando così tutte le infezioni sessualmente trasmissibili.



