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Prostatite: di che si tratta e come si tratta

La prostatite è una patologia infiammatoria a carico della prostata. Ha un’incidenza piuttosto comune. Nel senso che gran parte dei ragazzi e degli uomini possono sperimentare, una volta nella vita, questo tipo di disagio. Non esistono cause specifiche che giustifichino l’insorgere di una prostatite acuta o cronica ma è possibile trattarla e mettere in atto alcune strategie per prevenirla.

Prostatite: non deve spaventare

Erroneamente, molti pensano che un attacco di prostatite o, peggio, soffrire di prostatite cronica sia indice, spia o campanello d’allarme per il tumore della prostata. Fortunatamente non è così. Non c’è correlazione tra l’infezione batterica e il cancro. Pertanto, se hai uno o più sintomi che ti fanno pensare a una problematica prostatica, soprattutto se sei un ragazzo o un giovane uomo, non spaventarti. Contatta tempestivamente un buon urologo e rivolgiti a lui in tutta serenità. La maggior parte delle volte, infatti, se la prostata “fa male” o comunque è sintomatica, non si tratta di cancro. Malattia molto più subdola e silente. Più probabile che sia, appunto, una prostatite. Patologia fastidiosa e a volte un po’ lunga da curare ma che potremmo definire benigna, nel senso che guarisce, con la giusta terapia e generalmente non lascia strascichi.

Cos’è la prostatite?

immagine su prosstatite

Si tratta di un’infiammazione che colpisce, appunto, la prostata e può essere causata da batteri o no. Come tutte le malattie infiammatorie non va trascurata. Tuttavia non è una cosa grave e, soprattutto se curata tempestivamente, guarisce molto bene e non lascia particolari strascichi.

Da cosa dipende?

Nella maggior parte dei casi non si riesce a trovare una causa specifica alla prostatite. Anche quando è causata da batteri non sempre si riesce a capire la causa così come succede per altre malattie batteriche come, per fare un esempio, la tonsillite. Ci sono, sicuramente, dei fattori che possono contribuire a una maggiore proliferazione batterica quindi essere, in parte, responsabili dell’insorgere dell’infezione.

Ad esempio:

  • un periodo in cui si hanno le difese immunitarie più basse, magari a causa dello stress, di un’alimentazione sbilanciata o insufficiente, di scarso riposo;
  • scarse eiaculazioni, infatti i batteri possono proliferare anche all’interno dei canali spermatici se non si ripuliscono a cadenza regolare, eiaculando;
  • a volte può accadere in concomitanza con altri malesseri, anche un banale raffreddore, sempre a causa di un calo di difese immunitarie o per l’assunzione di alcuni farmaci che modificano, in generale, l’assetto della flora batterica.

Tuttavia questi sono fattori relativi. Nel senso che possono dare una parziale spiegazione a un attacco di prostatite batterica ma non sono considerate cause dirette. La vera causa della patologia, quando è batterica, è una proliferazione batterica a carico delle vie urinarie che, velocemente, si estende alla prostata. Questo per quanta riguarda l’episodio acuto. Nelle forme croniche, invece, la fauna batterica patogena stagna costantemente in loco e provoca recidive, seppur spesso meno intense e dolorose dell’attacco episodico.

Sintomi della prostatite

Un attacco acuto infiammatorio alla prostata è spesso percepito dal paziente con una sintomatologia piuttosto specifica che può essere lieve o francamente fastidiosa/dolorosa. In genere, quindi, il primo ad effettuare la diagnosi rendendosi conto che qualcosa non va è proprio il paziente stesso.

Ecco come riconoscere una potenziale prostatite acuta:

  • bruciore durante la minzione;
  • senso di fastidio, pesantezza, dolore a livello anale;
  • sensazione di dover urinare molto spesso pur emettendo solo poche gocce;
  • a volte febbre e brividi;
  • malessere generale, simile a quando ci si ammala di influenza.

Quando, invece, la patologia diventa cronica, si potrà avere un quadro sintomatologico di questo tipo:

  • minzione frequente e scarsa;
  • difficoltà urinarie;
  • eiaculazione precoce;
  • disfunzione erettile.

Ecco perché è molto importante rivolgersi al medico se si pensa di soffrire di questo disturbo. Come per tutte le cose, prima si interviene e più alto è il margine di successo per completa guarigione. Andando così anche a minimizzare il rischio che la patologia cronicizzi e/o peggiori.

Un problema soprattutto dei giovani

prostatite

Le infiammazioni prostatiche sono, statisticamente, un problema più comune nei giovani. Parliamo quindi di uomini e ragazzi in fascia d’età 25-50 anni. Proprio a causa della giovane età molti pazienti che si sentono dare una diagnosi di malattia a carico della prostata si preoccupano. Pensano che questo possa rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di un futuro cancro. E’ importante rassicurare da questo punto di vista. Non ci sono evidenze scientifiche che correlino un episodio di infiammazione prostatica a una maggiore probabilità di ammalarsi di tumore prostatico. Semplicemente, parliamo di una malattia infiammatoria che viene trattata e curata alla stregua di tutti gli altri disturbi infiammatori.

Come avviene la diagnosi

La diagnosi di prostatite deve essere fatta da un urologo. Che, generalmente, si avvarrà principalmente di una visita urologica obiettiva e dell’ascolto dell’anamnesi del paziente. In caso di sospetto, o se sono necessari approfondimenti, potrà suggerire un esame delle urine per scoprire qual è esattamente il batterio responsabile dell’infezione ed, eventualmente, delle analisi del secreto prostatico e del liquido seminale. In ambito di visita specialistica è sempre consigliabile sottoporsi anche all’esplorazione rettale, per permettere al medico di verificare le dimensioni e la consistenza della prostata. Questo semplice test è da considerarsi un vero e proprio screening non solo ai fini della diagnosi di prostatite ma, soprattutto, per la prevenzione del tumore prostatico. Cominciare ad eseguirlo fin da giovani e prendere l’abitudine di ripeterlo almeno ogni 12-18 mesi è, senza dubbio, un’ottima strategia per garantirsi la salute oggi e domani.

Terapia

L’approccio terapeutico deve essere personalizzato in base alla diagnosi sul singolo paziente. Generalmente, la prostatite batterica acuta si tratta con antibiotici, da assumere dietro prescrizione dello specialista, attenendosi ai dosaggi suggeriti.

Per quanto riguarda la forma cronica, invece, si punta soprattutto sulla prevenzione delle recidive:

  • modificando le abitudini alimentari, se necessario;
  • cercando di eiaculare regolarmente, così da mantenere liberi e puliti i canali seminali;
  • evitando di trattenere l’urina quando si avverte lo stimolo, così da evitare più possibile la proliferazione batterica;
  • curando l’igiene;
  • bevendo un giusto quantitativo d’acqua ogni giorno, così da diluire correttamente le urine;
  • se il medico lo ritiene necessario assumendo degli integratori specifici, sempre dietro prescrizione e mai fai-da-te.

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