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Varicocele: cos’è, come si diagnostica e come si cura

Il varicocele è un disturbo piuttosto comune. Statistiche recenti, infatti, affermano che a soffrirne è circa il 15% della popolazione maschile adulta. Tuttavia, questo problema può interessare anche i ragazzi giovani e pare essere correlato a un più alto rischio di infertilità. Se leggendo questo articolo ti accorgi di avere qualche sintomo tra quelli descritti o hai il dubbio di avere questo disturbo rivolgiti al Dottor Andrea Del Grasso specialista in urologia e andrologia. Per un consulto, una visita e/o un consiglio.

Il varicocele: cos’è

varicocele

Per varicocele si intende una dilatazione anomala delle vene presenti in sede scrotale, che servono per drenare i testicoli dal sangue povero di ossigeno. Molto spesso non esiste una causa specifica per questa condizione. Infatti, la maggior parte dei varicocele si definisce idiopatica. Ossia insorgono casualmente, senza che ci sia un evento scatenante che ne giustifichi la comparsa. Esiste però un’eccezione anche se, va detto, è piuttosto rara. In alcuni rari casi la comparsa di un varicocele, soprattutto in persone in età matura, può essere una conseguenza di un tumore addominale o renale. Per rassicurarti, però, ti sottolineiamo che, in tal caso, quasi sempre il problema testicolare insorge quando già si ha una diagnosi e si è seguiti per la patologia principale e, quindi, viene diagnosticato e inquadrato nel quadro clinico del paziente oncologico come effetto collaterale del cancro. E, di conseguenza, curato in ambito di terapia complementare a quella oncologica.

La maggior parte delle volte, invece

Il varicocele insorge in giovane età, come abbiamo detto, senza nessun motivo particolare. Questo significa che:

  • non è un problema che mette in pericolo la vita e può essere tranquillamente trattato, scegliendo in base alla soggettività del caso il percorso terapeutico più idoneo;
  • il varicocele non ha alcuna correlazione né rappresenta un fattore di rischio per il tumore ai testicoli;
  • si tratta, in fin dei conti, di una patologia benigna con prognosi positiva, il che significa che si cura e il paziente guarisce senza riportare particolari conseguenze se trattato in giovane età;
  • non è correlato a problematiche cardiovascolari ma, più specificamente, a una condizione anomala della vascolarizzazione locale.

I sintomi del varicocele

Spesso, il varicocele è totalmente asintomatico. Può essere riscontrato per pura casualità, nell’ambito di una visita uro-andrologica di routine. A questo proposito insistiamo nel ricordarti l’importanza della prevenzione. Fin da giovani, infatti, è assolutamente consigliabile fare un controllo andro-urologico almeno ogni 12-18 mesi, per preservare la salute e la virilità e il benessere maschile e conservarlo più a lungo possibile in futuro. Ti ricordiamo che è possibile eseguire contemporaneamente sia la visita urologica che quella andrologica. Se vuoi prenotare un appuntamento con il Dottor Andrea Del Grasso a Prato, Firenze o Bologna clicca qui.

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Quando invece il varicocele è sintomatico te ne accorgi perché:

  • puoi avvertire fastidio, senso di pesantezza a livello testicolo-scrotale, soprattutto se sei stato molte ore in piedi ma si riduce se ti corichi supino, ossia a pancia in su;
  • il testicolo può gonfiarsi;
  • nei casi più gravi insorge dolore, spesso sordo e persistente, molto più raramente acuto e ingravescente.

Come si diagnostica un varicocele

Come abbiamo detto poc’anzi, molto spesso questo problema viene individuato per caso, durante una visita richiesta per altre motivazioni. Non è raro il caso che venga riscontrato durante una consulenza per infertilità maschile. Infatti, si è notato che varicocele e scarsa fertilità sono spesso due condizioni coesistenti. Per quanto riguarda, invece, il varicocele sintomatico, che si presenta con gonfiore e dolore testicolare, la diagnosi avviene così.

  1. Raccolta dei dati di anamnesi del paziente, durante la quale il medico prende atto dei sintomi.
  2. Esame obiettivo per valutare eventuali gonfiori.
  3. Ecografia scrotale e testicolare.

Generalmente bastano questi semplici test, per niente invasivi né dolorosi, per arrivare a una diagnosi di varicocele e per stabilirne il grado di gravità.

A volte non serve nessun trattamento

Non è raro il caso in cui, pur in presenza di un varicocele asintomatico, si scelga di non instaurare nessuna terapia. E, semplicemente, si consiglia al paziente di monitorare la situazione, fare dei controlli di follow-up periodici e avvisare lo specialista in caso insorgano nuovi sintomi o la condizione peggiori. Infatti, non sempre la dilatazione delle vene delle scroto deve essere trattata. Soprattutto se non provoca disagi al paziente e se non inficia la sua qualità della vita. Molti uomini, infatti, convivono con un varicocele totalmente asintomatico da anni e non riscontrano alcun tipo di fastidio. Né a livello funzionale né sessuale.

Quando, invece, è necessario curare il varicocele

Altre volte, invece, è consigliabile intervenire sul varicocele. Parliamo dei casi in cui dolore e gonfiore creano fastidio e disagio e, pertanto, non possono assolutamente essere ignorati. Quali sono le opzioni disponibili?

  1. Terapia farmacologica, o conservativa, per superare le crisi acute di dolore e cercare di gestire la situazione nella maniera più soft possibile.
  2. Chirurgia.

Quando si sceglie di mettere in campo la chirurgia?

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Come abbiamo detto, il varicocele non è sicuramente una patologia che deve preoccupare perché non mette a rischio la vita del paziente. Tuttavia, soprattutto se importante e non reagente alle cure atte a limitare la sintomatologia, può portare alcune complicazioni.

Tra le quali:

  • atrofia testicolare;
  • infertilità.

Entrambe le condizioni possono, infatti, essere causate da una scarsa ossigenazione dei tessuti scroto-testicolari e dall’accumulo di tossine che non riescono ad essere correttamente drenate. Laddove lo specialista pensi che possa instaurarsi una di queste due condizioni è assolutamente consigliato procedere con l’intervento chirurgico il più tempestivamente possibile.

Come si svolge l’intervento chirurgico per la cura del varicocele

L’intervento per rimuovere il varicocele è piuttosto semplice e poco invasivo. Richiede qualche giorno di convalescenza e poi il paziente può tornare velocemente alle sue attività quotidiane. In base alla situazione soggettiva il paziente il medico sceglierà il tipo di anestesia da somministrare e anche la tipologia logistica: day hospital o ricovero con una notte di osservazione.

Varicocele nei bambini/ragazzi

E’ possibile che il varicocele insorga in bambini, ragazzini in età scolare o ragazzi molto giovani? La risposta è sì, sebbene l’incidenza del disturbo interessi una fascia d’età più alta. Se si notano segni che possano ricondurre al varicocele in un bambino o adolescente è importante consultare prima possibile il pediatra di famiglia e, successivamente, uno specialista. Questo perché il varicocele in età pediatrica e/o adolescenziale potrebbe in alcuni casi compromettere l’ottimale sviluppo del testicolo interessato. Pertanto, a scopo precauzionale, l’ideale sarebbe accorgersi in tempo del problema e attuare subito il percorso terapeutico più indicato.