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16 Dicembre 2023La Risonanza Magnetica multiparametrica della prostata è una metodica di imaging diagnostico che ha la funzione di migliorare le performance della Risonanza Magnetica convenzionale.
Tale risonanza rappresenta la migliore metodica per:
- tratteggiare l’anatomia della prostata e dei tessuti limitrofi.
- individuare lesioni neoplastiche prostatiche.
Si tratta di un esame non invasivo decisivo per pianificare il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti.
risonanza magnetica prostatica multiparametrica: cosa controlla
La Risonanza Magnetica multiparametrica prende in analisi molteplici parametri relativi alla prostata: è la sua funzione infatti che determina la definizione di “multi-parametrico”.
Tra i diversi parametri vi sono:
- la valutazione morfologica.
- la valutazione funzionale.
- la valutazione metabolica
- l’aumentata capacità di identificare lesioni tumorali.
Si tratta dunque di un esame che unisce allo studio morfologico della tradizionale RM, altri due parametri: la diffusività protonica e l’indagine contrastografica dinamica.
Risonanza magnetica multiparametrica: quando è necessaria eseguirla
La Risonanza Magnetica multiparametrica va eseguita in caso di:
- una mappatura della prostata
- una biopsia mirata (biopsia prostatica fusion) sulla zona sospetta.
Quest’ultima è chiamata così perché fonde le immagini ricavate dall’ecografia endorettale a quelle della risonanza magnetica multiparamentrica.
In questo modo rende possibile ottenere risultati sensibilmente più precisi e meno traumatici.
La sua procedura è la stessa della tecnica tradizionale: la differenza sta nell’utilizzo di immagini “potenziate” in cui sono state integrate le aree bersaglio evidenziate dalla risonanza magnetica multiparametrica.
La Risonanza Multiparametrica dunque, evita di sottoporre il paziente a procedure invasive che potrebbero risultare non necessarie e può essere accompagnata in alcuni casi da flussometria o Uroflussometria
Questi esami rappresentano un valido aiuto anche nel caso di Iperplasia Prostatica Benigna
In particolare, base alle considerazioni dello specialista Urologo questa tipologia di diagnosi della prostata risulta importante e necessaria in molti campi, come ad esempio l’inquadramento di un paziente con:
- alti valori di PSA da diverso tempo.
- una diagnosi di Ca prostatico.
Inoltre è indicata:
- nel caso in cui si debba individuare il tumore effettuando una biopsia prostatica mirata.
- quando la biopsia prostatica è significativa: in questo caso appare necessaria la chirurgia robotica al fine di indicare al chirurgo quali nervi, del plesso prostatico deve risparmiare.
- se la biopsia prostatica conduce a diagnosticare Ca a basso rischio.
In questa situazione al paziente può essere risparmiato ogni tipo di trattamento: è doveroso però monitorare con attenzione i parametri clinici del tumore in modo da essere pronti ad intervenire qualora divenissero sfavorevoli.
- nella sorveglianza attiva di pazienti prostatectomizzati: in questo caso ha la funzione di individuare eventuali recidive.
Risonanza magnetica prostata multiparametrica: come funziona l’esame
L’applicazione di questo tipo di risonanza fa parte della valutazione dell’estensione delle neoplasie.
La sua utilità è quella di:
- determinare la tipologia di trattamento più consono.
- accertare la condizione di pazienti che sono portatori di neoplasie prostatiche scarsamente aggressive e che, in alternativa al trattamento, scelgono un percorso di “controllo attivo”.
Durante l’esame, che dura circa 20 minuti, il paziente viene disteso su un lettino all’interno della Risonanza Magnetica.
In seguito la macchina, grazie ad una serie di scansioni formerà le immagini necessarie al radiologo per valutare lo stato della prostata.
È un esame:
- poco invasivo: consiste nel posizionamento dell’agocanula per la somministrazione del mezzo di contrasto.
- non fastidioso: infatti, a differenza dell’ecografia, non è necessario inserire una sonda nel retto del paziente.
Nel caso di pazienti che soffrono di claustrofobia è inoltre possibile un posizionamento specifico.
Questi pazienti si posizionano con la testa leggermente fuori dal macchinario così da rendere l’esecuzione dell’esame possibile e più confortevole.
Al pari di tutte le indagini RM, tale Risonanza utilizza un campo magnetico e onde radio, in assenza di radiazioni ionizzanti.
L’esame è eseguito mediante bobine extra-corporee: non è necessario dunque l’impiego di bobina endorettale.
Nel corso dell’indagine viene eseguita un iniezione endovenosa di mezzo di contrasto paramagnetico, lo stesso utilizzato per tutte le altre indagini RM.
Per la riuscita dell’indagine può essere utile la pulizia dell’ampolla rettale: eventuale microclisma da effettuarsi tre ore prima dell’esame.
Grazie all’utilizzo di parametri differenti, la Risonanza Magnetica Multiparametrica riesce a dare un quadro completo anche nel caso in cui sia presente un’infiammazione o un tumore.
Dopo l’escusione del Ca prostatico, nel caso di adenoma prostatico voluminoso, si può eseguire un trattamento specifico chiamato Laser ad Olmio che si effettua per rimuovere le parti di tessuto prostatico che causano l’ostruzione, senza la necessità di intervenire chirurgicamente sulla cute.



