
Colica renale: cos’è e quali sono i sintomi?
9 Febbraio 2024
Circoncisione: tutto quello che c’è da sapere
11 Marzo 2024I calcoli renali sono una problematica piuttosto comune. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi non destano particolare preoccupazione. Moltissime persone producono piccolissimi calcoli che, in maniera fisiologica, espellono con l’urina. In altri casi, invece, i calcoli diventano troppo grandi per poter essere eliminati facilmente e provocano sintomi dolorosi. Nei prossimi paragrafi vedremo cosa sono i calcoli renali, perché si formano, quale sintomatologia deve destare il sospetto di soffrirne, quali sono le cure/terapie per liberarsene. Inoltre, cercheremo di capire quali sono le strategie preventive più efficaci per evitare la loro formazione.
Cosa sono i calcoli renali?

photo-thanks: https://drricardogalicia.com/8-signos-y-sintomas-de-los-calculos-renales/
L’urina è un prodotto di scarto, che contiene scorie, liquidi e minerali. Si forma nel rene, che è anche il grande filtro dell’organismo umano. Dopodiché passa nell’uretere e nella vescica, dalla quale sarà eliminata con la minzione. I minerali presenti nell’urina possono, in alcuni casi, aggregarsi, formando dei sassolini. Questo è un fenomeno piuttosto normale e comune. Quando questi sassolini sono molto piccoli non danno alcun fastidio e vengono fisiologicamente urinati. Quando, invece, i calcoli renali stanziano in un qualsiasi organo dell’apparato riproduttivo e continuano a ingrandirsi possono diventare un problema.
Da cosa sono composti
I calcoli renali sono composti perlopiù da:
- ossalato di calcio;
ma possono essere presenti anche:
- struvite;
- fosfato di calcio;
- cistina;
- acido urico.
Cause: perché si formano i calcoli renali?
Come gran parte delle patologie e dei disturbi, possiamo dire che i calcoli renali sono fondamentalmente una problematica idiopatica. Il che significa che non si può stabilire con certezza perché si formino né sono correlati, generalmente, a patologie retrostanti. Tuttavia, un’alimentazione disordinata, il sovrappeso/obesità, la sedentarietà e la pessima abitudine di molte persone di non idratarsi a sufficienza sono considerati i maggiori fattori di rischio. Ricordiamo, inoltre, che anche l’abuso di alcolici sembra essere un fattore predisponente così come l’aspetto della familiarità e della genetica. L’età gioca un ruolo solo marginale nella formazione dei calcoli renali perché anche soggetti giovani possono svilupparli. Invece, se parliamo di calcolosi urinaria (una complicanza del semplice calcolo renale) allora possiamo dire che è più facile che si manifesti in età adulta (dopo i quarant’anni) e meno comunemente nei giovani e giovanissimi.
Calcolo renale e calcolosi urinaria: quali sono le differenze
Il calcolo renale è la formazione di un singolo calcolo nel rene. La calcolosi urinaria è un termine più generico che indica la presenza di calcoli nell’apparato urinario (rene, ureteri, vescica o uretra). La calcolosi urinaria può presentarsi anche diffusa in più parti dell’apparato urinario in un quadro di sindrome per la quale il paziente produce continuamente calcoli, più o meno grandi. In questo caso la calcolosi è quindi una vera e propria patologia cronica che costringe il paziente a modificare le proprie abitudini di vita, affrontare una terapia costante ed esporsi al rischio continuo di dover eliminare i calcoli chirurgicamente. Per questo è molto importante la prevenzione. Più avanti vedremo quali sono le strategie più efficaci per prevenire sia la formazione di calcoli che l’esordio della calcolosi.
I sintomi: come ci si accorge di avere uno o più calcoli renali?

Come detto anche prima, molto spesso i calcoli piccoli vengono espulsi tramite l’urina senza che il paziente se ne accorga neanche. I problemi sorgono quando il calcolo, o i calcoli, raggiungono dimensioni troppo grandi per poter essere espulsi fisiologicamente.
Sintomi che devono far pensare alla possibilità di soffrire di un calcolo renale:
- difficoltà durante la minzione (l’urina esce a gocce o a piccoli spruzzi e si ha continuamente la sensazione di non aver svuotato la vescica anche dopo aver terminato l’atto);
- dolore al basso addome che si irradia anche ai reni, quindi alla parte bassa della schiena;
- bruciore/dolore durante la minzione;
- presenza di tracce di sangue nell’urina o urina rossa/arancio scuro;
- nei casi più gravi nausea, vomito, febbre.
Cosa fare se si sospetta di avere un calcolo renale?
Se i sintomi sono molto acuti la cosa migliore da fare è rivolgersi al Pronto Soccorso perché la colica renale (l’evento acuto scatenato dal calcolo, con dolore e sintomatologia) è considerata un’urgenza medica. Anche se, è importante sottolinearlo, non è mai un problema grave e non mette a rischio la sopravvivenza del paziente. Purtroppo, però, nella maggior parte dei casi è estremamente dolorosa e necessita di essere trattata nel minor tempo possibile. Se, invece, i sintomi sono molto sfumati e sopportabili, è possibile rivolgersi all’urologo di fiducia e farsi consigliare il da farsi.
Dottor Andrea Del Grasso, urologo

Diagnosi dei calcoli renali: come avviene
Diagnosticare i calcoli renali è abbastanza semplice, soprattutto se il paziente si trova nella fase acuta, quindi se sta affrontando una colica renale causata da uno o più grossi calcoli. Generalmente il medico sospetta la presenza del calcolo semplicemente dall’anamnesi (i sintomi riferiti dal paziente). La conferma della diagnosi si ottiene con un esame delle urine e una semplice ecografia del rene. Altri mezzi di diagnostica per immagini possono essere la TAC, la TC spirale senza mezzo di contrasto. Tuttavia, questi sono approfondimenti che si eseguono in casi specifici e preferiti nei quadri più complessi di calcolosi urinaria e meno utilizzati come primo esame per diagnosticare l’evento acuto.
Cura: come si trattano ed eliminano i calcoli renali
Una volta identificata e confermata la presenza di uno o più calcoli ci sono due possibili strade terapeutiche da poter percorrere per eliminarli e ripristinare la salute e il benessere del paziente.
- Attendere che il paziente espella da solo il calcolo. In questo caso gli si somministrano antidolorifici in modo da eliminare il dolore e altri farmaci che agevolano la progressione del calcolo. Importante è anche l’idratazione. In questo modo si aiuta una maggior produzione di urina. Urina abbondante, molto diluita e di peso specifico basso (quindi facile da espellere perché il volume procura un forte stimolo e un getto potente) facilita la fuoriuscita del calcolo.
- Laddove le dimensioni del calcolo siano importanti, in alcuni casi (soprattutto se sono calcoli formati da acido urico) si può improntare una terapia farmacologica in grado di scioglierlo o, comunque, disgregarlo in pezzetti più piccoli, così da poterlo espellere.
- Nel caso peggiore, ossia laddove il calcolo sia grande e non risponda alla terapia farmacologica, è necessario eliminarlo con la chirurgia. Si predilige la chirurgia mini-invasiva (laser) ma, in ogni caso, l’operazione costringerà il paziente a un ricovero di almeno 1/2 giorni in ospedale. E, naturalmente, a un follow-up nei mesi successivi, per escludere l’evoluzione dell’evento in calcolosi.
Prevenzione dei calcoli renali: dieta, movimento, stile di vita sano e virtuoso
Come abbiamo detto prima, non è possibile individuare una causa specifica per la formazione dei calcoli renali. Esistono però fattori di rischio certi che contribuiscono ad aumentare le probabilità di sviluppare calcoli renali (anche grandi) e successiva calcolosi urinaria.
Fattori di rischio:
- ereditarietà/genetica (se qualcuno in famiglia soffre di calcoli è maggiore il rischio di averli a propria volta);
- sovrappeso/obesità;
- alimentazione non corretta, sbilanciata, disordinata;
- sedentarietà;
- scarsa idratazione;
- abitudini di vita poco salubri come eccedere con gli alcolici, fumo.
Alcuni consigli per la prevenzione dei calcoli renali
- Idratarsi correttamente ogni giorno. Le linee guida ufficiali parlano per chi soffre di calcolosi urinaria di bere 2 litri/2 litri e mezzo di acqua al giorno. Tuttavia, in alcuni casi (caldo, allenamento, sudorazione aumentata, peso maggiore della media) sarà necessario aumentare questo quantitativo.
- Mantenere il peso forma.
- Fare del movimento, anche in questo caso le linee guida parlano di almeno 90 minuti alla settimana. Tuttavia, più si riesce ad avere una vita attiva e maggiori sono i benefici.
- Urinare il prima possibile quando si sente lo stimolo ed evitare di trattenersi troppo a lungo.
- Evitare abitudini scorrette e poco salutari (eccedere con l’alcol, fumare, riposare poco).
L’alimentazione propedeutica alla prevenzione della formazione di calcoli renali
Parliamo adesso di quale sia l’alimentazione (dieta) migliore per chi ha la tendenza a sviluppare calcoli renali, per chi ha spesso coliche renali o soffre di calcolosi cronica.
- Proteine animali nobili (carne/pesce/uova) possono essere consumate ma senza eccessi. Ci si dovrebbe basare sul fabbisogno standard di un adulto, ossia 1 grammo di proteine al giorno per chilo di peso corporeo.
- Carboidrati complessi (pasta, riso, prodotti da forno, cereali) sono ottimi alimenti per chi soffre di calcoli renali e sono concessi.
- Le verdure e la frutta sono alimenti che apportano ottimi micronutrienti e che non dovrebbero mai mancare in una dieta ben equilibrata. Tuttavia, alcuni vegetali sono troppo ricchi di ossalati di calcio e andrebbero evitati da chi tende a sviluppare calcoli (vedere tabella).
- I legumi sono, invece, alimenti da poter consumare in quantità e da utilizzare anche come fonte proteica alternativa alle proteine animali.
- Vanno limitati (o aboliti del tutto) tutti gli alimenti ricchi di sale: insaccati, prodotti industriali, snack, alimenti processati, formaggi stagionati.




