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9 Febbraio 2024Il medico specializzato in andrologia è l’andrologo. Si occupa della diagnosi e della terapia di tutte le problematiche a carico dell’apparato riproduttivo maschile. Pertanto, tutti gli uomini, a partire dalla giovanissima età, dovrebbero scegliere un andrologo di riferimento. Non solo per eseguire dei check-up e dei controlli periodici (ricordiamo che la prevenzione è fondamentale e, quasi sempre, la diagnosi precoce fa la differenza tra una prognosi fausta e una infausta). Ma anche, e soprattutto, per avere un medico di fiducia a cui rivolgersi in caso di necessità. Come vedremo nei prossimi paragrafi, l’andrologo non si occupa solo ed esclusivamente di patologie oggettive. Ma, in molti casi, è una figura indispensabile e fondamentale per risolvere alcuni problemi a forte impatto emotivo e psicologico. Ad esempio la disfunzione erettile. O per affiancare l’uomo (e la sua compagna) in percorsi di ricerca di concepimento (ad esempio in caso di infertilità maschile).
Andrologo: chi è

Potremmo definire l’andrologo l’equivalente maschile del ginecologo. Ossia il medico chirurgo specializzato in tutto ciò che concerne l’apparato genitale maschile. E, di conseguenza, le patologie o disfunzioni ad esso legate. Esattamente come il ginecologo per le donne, anche l’andrologo non si limita ad essere un medico che diagnostica patologie e prescrive cure o esegue interventi. L’andrologo è anche la figura medica dedita all’ascolto di alcune problematiche sensibili, legate alla sessualità e alla fertilità. Infatti, si occupa anche di disturbi sessuali (ad esempio l’eiaculazione precoce, la disfunzione erettile, l’anorgasmia maschile e tutti i disagi che possono inficiare una sana e soddisfacente vita sessuale) e della fertilità (altro argomento molto vasto e importante che può pesare molto anche sulla qualità della vita e sulla coppia).
Pertanto
Scegliere fin da giovanissimi (diciamo dopo lo sviluppo quindi in età adolescenziale) un bravo andrologo e insegnare ai propri figli maschi a controllare la propria salute genitale e sessuale almeno una volta l’anno, è un ottimo consiglio.
La specializzazione in andrologia
L’andrologia è una branca dell’urologia e dell’endocrinologia. Spesso, i medici andrologi sono anche urologi. Questo perché l’apparato urinario e quello genitale si equivalgono e, in molti casi, i disturbi e le patologie andrologiche possono essere correlate o causate da patologie urologiche.
Facciamo il più banale degli esempi
Un’infezione urinaria può sicuramente provocare anche difficoltà nel rapporto sessuale. Risolvendo la patologia urologica alla base si andrà a risolvere, di conseguenza, anche quella andrologica. Stesso dicasi per molte disfunzioni prostatiche, che possono essere abbinate a difficoltà erettili o all’andropausa, sindrome fisiologica molto simile alla menopausa femminile.
L’andrologo, quindi, è un medico chirurgo che si è successivamente specializzato in andrologia (e spesso, come nel caso del Dottor Andrea Del Grasso, anche in urologia). E che si occupa a tutto tondo della salute maschile. Sia dal punto di vista funzionale che virile e sessuale.
Le competenze dell’andrologo
Vediamo, nel dettaglio, quali sono le specifiche competenze del medico specializzato in andrologia:

- controllo dell’anatomia (normalità obiettiva) degli organi dell’apparato riproduttivo maschile: pene, testicoli, scroto, epididimi, dotti deferenti, vescicole seminali, prostata);
- diagnosi di tutte le patologie a carico dell’apparato genitale maschile;
- analisi e test diagnostici atti ad individuare patologie a carico dell’apparato genitale maschile (visita obiettiva, prescrizione se necessario di analisi del sangue e/o urine, ecografie, radiografie, risonanza, esecuzione di test specialistici come uroflussometria e spermiogramma, esplorazione rettale per poter eseguire la palpazione e il controllo della ghiandola prostatica);
- scelta dell’approccio terapeutico (chirurgico, farmacologico o semplice follow-up) per il trattamento della patologie individuata;
- esecuzione di interventi chirurgici laddove ritenuti necessari;
- screening (visite ed esami a scopo di prevenzione) e follow-up (visite ed esami a scopo di controllo in caso di patologia dubbia o potenzialmente ingravescente o in post chirurgia/terapia).
Inoltre
L’andrologo si occupa anche di disfunzioni sessuali (disfunzione erettile, eiaculazione precoce o assente, impossibilità di mantenere l’erezione fino alla fine del rapporto, difficoltà o impossibilità di raggiungere l’orgasmo) e di infertilità maschile. Pertanto, in alcuni casi specifici, tale figura professionale può essere consultata anche a supporto della coppia e non esclusivamente dell’uomo.A chi è rivolto il servizio: chi deve/può andare dall’andrologo
La visita andrologica è una pratica di prevenzione importantissima per tutti i maschi. A partire dalla giovanissima età. Si raccomanda alle mamme e ai papà di insegnare ai propri figli, una volta che hanno terminato lo sviluppo sessuale (quindi in tarda adolescenza, attorno alla maggiore età) di iniziare a fare dei controlli uro-andrologici unicamente a scopo preventivo. Va da sé che, invece, se un bambino o ragazzo ha problemi e sintomatologia specifica (bruciore a urinare, anomalie oggettive) sarà il pediatra stesso a indirizzare il paziente verso test e specialisti specifici, magari pediatrici se l’età lo richiede.Quindi, dall’andrologo devono andare:
- tutti i ragazzi/uomini almeno una volta ogni 12/18 mesi per controllo e prevenzione;
- i pazienti che hanno sintomatologia specifica come, ad esempio, anomalie oggettive (un nodulo testicolare, un testicolo che cambia forma, dolore o bruciore a carico di testicoli pene o organi dell’apparato riproduttivo in generale);
- uomini e ragazzi che hanno difficoltà nei rapporti sessuali (disfunzione erettile totale o parziale, cambiamenti importanti nella propria capacità di erezione o nella durata e qualità dei rapporti, difficoltà o impossibilità nel raggiungere l’orgasmo o provare piacere durante il rapporto sessuale, eiaculazione precoce o eccessivamente ritardata, eiaculazione inesistente o troppo abbondante, cambiamenti nella qualità e quantità dello sperma prodotto);
- in caso di sintomi correlati alla prostata (cambiamenti importanti delle abitudini urinarie, difficoltà a iniziare a urinare o getto urinario diverso dal solito, dolore o fastidio);
- quando la coppia affronta difficoltà nel concepimento quindi circa dopo 8/12 mesi di tentativi non andati a buon fine.



